Come già spiegato in molte occasioni in cui ho parlato delle mie letture Disney negli anni '70, non acquistavo praticamente mai Topolino: preferivo i mallopponi dei Classici, composti solo da fumetti, all'albetto settimanale infarcito di rubriche e pubblicità. Il numero 1000, però (datato 26 gennaio 1975), costituiva un traguardo storico e decisi quindi di acquistarlo e conservarlo gelosamente, anche perché conteneva ben tre storie lunghe di paperi, affiancate da altre tre brevi - 7 pagine l'una - dedicate rispettivamente a Topolino, Qui Quo & Qua e Pippo.
Era un albo celebrativo sotto il segno del grande Romano Scarpa: suoi, infatti, erano i disegni della prima e dell'ultima storia (in entrambi i casi, con l'aiuto di Sandro Del Conte). Si iniziava con Zio Paperone e i funghi dei Nibelunghi, rutilante sarabanda di avventure firmate Guido Martina a cavallo tra realtà e sogno come talvolta accadeva nelle sue storie: i paperi avevano "soltanto" sognato, a causa dei funghi allucinogeni mangiati, o erano davvero stati sbalzati temporalmente nella saga dei Nibelunghi, con giganti, draghi e incantesimi?
La seconda storia dell'albo, Paperino ammiraglio, era invece dedicata più in particolare al mio personaggio preferito e all'incredibile sequenza di equivoci e malintesi che lo portavano non solo a diventare ammiraglio, ma anche a ottenere grandi successi (!) prima, naturalmente, di essere "smascherato" e sbertucciato.
Era una concatenazione di episodi completamente diversa rispetto alla storia precedente, anche se molto spassosa: l'autore era addirittura Jerry Siegel (!), che a inizio anni '70 - dopo i fasti e i problemi legati al suo Superman - aveva iniziato a collaborare direttamente con il Topolino italiano tramite l'allora direttore Mario Gentilini, producendo circa 150 storie tra cui appunto questa, gradevolmente disegnata da Franco Lostaffa.
Scarpa tornava alla ribalta nell'ultima storia, di cui era anche autore dei testi: ed era naturale che così fosse, visto che la protagonista era una delle sue creazioni più riuscite, Brigitta Mc Bridge :-)
In Zio Paperone braccato speciale, il vecchio taccagno aveva il suo bel da fare per sfuggire (come di consueto) alle profferte della sua innamorata, desiderosa di trascinarlo ad un party: ma proprio quando sembrava esserci riuscito, la situazione veniva ribaltata nelle pagine finali (si veda la sequenza in calce all'articolo: favoloso il suo "ostregon" di disappunto...) anche se, come di consueto, Paperone riusciva comunque a trarne un rendiconto pecuniario.
Naturalmente non poteva mancare un editoriale celebrativo per il millesimo numero, pur se - in realtà - limitato a due paginette. Ma la scelta delle storie per festeggiare questa ricorrenza era stata davvero ottima.
PS: come dite? All'epoca non sapevo chi fossero gli autori, visto che le storie non erano firmate? Certo che non lo sapevo, come spiegato più volte: ma questo non mi impedì di apprezzarle moltissimo.
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