Una donna dal viso d'angelo, apparso come romanzo a fumetti completo nel n.4 della rivista Intrepido (Anno XLV) del 1979, è una storia che rimane attuale ancora oggi. Si palesa come una sorta di “fotoromanzo a fumetti” dai dialoghi un po’ scarni e banali ma, in fondo, non è così.
Sia chiaro, i testi non sono peculiari e attenti a una sintassi corposa e manierista: lungi da questo, ma sta proprio qui - secondo il sottoscritto e, soprattutto, nella sottile linea della commerciabilità del prodotto - che si inserisce la piccola e interessante trovata narratologica.
Parlare a tutti e a tutte con un linguaggio scarno e diretto - senza fronzoli - per lanciare un concetto chiaro, ovvero quello di un maschilismo latente che corrode qualsiasi cosa tocchi. Perché se banali sono le situazioni che si affrontano nella storia, profonda e intensa è la visione che si vuole "mostrare". Così, i due protagonisti - un uomo e una donna - vanno in scena dapprima come sconosciuti (se non per via delle loro situazioni professionali e personali) durante un processo in tribunale in cui lui è l’avvocato difensore di lei: dopo averla scagionata, lui se ne dichiara perdutamente innamorato.
Poi l'atteggiamento dell'uomo — così laconico, ma anche pedissequo nei suoi schemi — comincia a perseguitare la donna per una gelosia che non esiste e che percepisce solo lui fino a quando non si lasciano. Sarà proprio lei a farlo (touché)!
Ecco, di base e considerando chiaramente l’anno di pubblicazione che risale al ‘79, questa storia è ben strutturata e mirata allo scopo di cui sopra. È passionale, verbosa ma concisa.
L’apparato grafico mantiene perfettamente la linea editoriale e strutturale dell’epoca, con le pagine che si alternano tra colore e bianco & nero e i livelli di cromia che giocano sulla differenza dei “piani”: laddove lo sfondo si presenta a tinta unita, “asfaltando” qualsiasi cosa gli passi davanti, il primo piano risulta gestito con più accuratezza. Il bianco & nero, invece, emerge per la bellezza del tratto pulito e lineare. Non si può dire lo stesso per i personaggi, disegnati con pose più plastiche.
Piccola storia, per una grande tematica che, letta oggi, può sembrare - ahinoi - più attuale di quanto si immagini.

















