Ancora prima dell'11 settembre 2001 e non troppo distante nella storia sulla questione israelo-palestinese (anche se non viene esplicitamente dichiarato che i presunti terroristi afferiscono al territorio della Palestina: semplicemente, lo sceneggiatore li presenta come mediorientali), questa storia di Nick Raider è così contemporanea da far “paura”, nonostante siano passati molti anni da quando la strana coppia D’Antonio-Tacconi l’ha concepita e messa su carta.
Il n. 99 della collana mensile, dal titolo I sanguinari, vede Nick e Marvin scortare un criminale russo a New York per un trasferimento carcerario. Durante il decollo, un aereo subisce un incidente causato da terroristi islamici. Il prigioniero ne approfitta per fuggire e unirsi al commando terrorista. Il nuovo gruppo criminale progetta un attentato a Manhattan, ma Nick Raider e un agente segreto del Mossad sono sulle loro tracce per fermarli.
Gino D’Antonio scrive una storia di spessore, come lo era stata il n.97 Voci di notte, rappresentando una situazione che non si ferma nel tempo, ma che corre negli anni come puntale memoria visiva e collettiva, con la grande forza di farsi anche portatrice di Storia politica e sociale.
Diventa una storia che esula dal semplice contesto del “giallo” per arricchirsi di una narrazione molto più corale e specifica.
I disegni di Ferdinando Tacconi rappresentano uno scoglio solido a cui affidarsi per una visione dura e cruda, spigolosa e rarefatta. Come le sue poche linee che utilizza per il tratto dei personaggi, segnati - scavati - da un solco che ne identifica una memoria più che un disegno fine a sé stesso. Tratto che a molti può non dire nulla, ma che al sottoscritto ha lasciato un segno forte.
“Quel bastardo… vogliono punire gli USA per il sostegno allo stato di Israele!”















