Approfondimento

Road to Lucca 2025: le mostre di Lucca Comics & Games 2024

di
Pierfilippo Dionisio, Luca Cerutti
pubblicato
07.08.2025
lettura
19 minuti
in questa pagina · 5 sezioni
  1. Palazzo Ducale
  2. Chiesa dei Servi
  3. Palazzo Guinigi
  4. Palazzo delle Esposizioni
  5. Japan Town

Il sogno di una farfalla... o una farfalla da sogno
È facile, pensando a Lucca Comics & Games, andare con la mente agli aspetti più appariscenti e carnascialeschi, le strutture e le experience messe in scena dagli sponsor con la maggior potenza di fuoco ed esperienza - i primi che vengono alla mente tra le precedenti edizioni sono il Marvel Cinematic Universe, Netflix, Star Comics con One Piece ed una presenza storica come la Umbrella Italian Division - o le truppe di cosplayer distribuiti tra le mura ed il centro; oppure a quelli meno gradevoli come le code infinite - soprattutto al padiglione Games - la difficoltà con cui la quantità impressionante di servizi igienici messi a disposizione cerca di rispondere ai numeri incredibili di presenze che non coincidono con i biglietti emessi, l’affollamento ed il meteo quasi sempre inclemente che alterna un anno di pioggia continua all’anno successivo di temperature incredibili per inizio novembre.

Raramente la prima cosa a cui si pensa sono le mostre ed esposizioni.


Eppure, tornando a pensarci a mente fredda, passata la sbornia, si realizza che non solo si tratta di un punto di passaggio imprescindibile per ogni partecipante, pagante o occasionale, alla fiera, ma sono la manifestazione più tangibile e persistente di quella passione primigenia che ha spinto per decenni questo evento fino al riconoscimento mondiale.
Tangibile perché anche il visitatore non adepto rimane immediatamente affascinato tanto dalla cura nella selezione degli ospiti da celebrare e, conseguentemente, delle tavole e delle opere che li rappresentano, quanto nella loro esposizione che crea ambienti a tema vari e variopinti mescolando scenografie ed audiovisivi che agevolino nella scoperta anche di Famosissimi Sconosciuti: autori che con la loro opera hanno di fatto cambiato il settore ma il cui nome spesso è noto solo ad addetti ai lavori ed appassionati di nicchia.
Persistente non solo per il periodo di apertura sempre superiore ai quattro/cinque giorni a cavallo della festa di Ognissanti che costituiscono l’apice di ogni edizione, ma anche per la sempre più frequente disseminazione sul territorio italiano che va dalla contaminazione di iniziative debitrici fino alla riproposizione quasi integrale del format (si pensi alla recente e fortunata personale dedicata a Yoshitaka Amano che da Lucca C&G 2024 ha iniziato un tour in tutta Italia non ancora conclusosi).
Un modello di appassionata curatela che i festival di maggior pregio e prestigio - impossibile non citare uno dei nostri favoriti: il Treviso Comic Book Festival - replicano in autonomia ed eguagliano in passione, differenziandosi così dalle troppe fiere meramente commerciali o promozionali che sono emerse nell’ultimo decennio a mazzi di dieci per regione e contribuendo a rivalutare il contributo dell’Arte Sequenziale alla Cultura Pop.


Anche per l'edizione 2024 i luoghi deputati ad ospitare le mostre sono quelli ormai familiari agli assidui frequentatori di LC&G come il principale, l’elegante Palazzo Ducale, a cui si aggiungono lo storico Palazzo Guinigi sulla cui sommità svetta la famosa torre con i lecci, il polivalente Palazzo delle Esposizioni, l’ingresso del Polo Fiere che ospita Japan Town, e, per quest'anno, anche l’intera Chiesa dei Servi.

L'ingresso a Palazzo Ducale

Palazzo Ducale

Sede di istituzioni della città di Lucca, ogni anno Palazzo Ducale non perde occasione di dare sfoggio delle sue sale più prestigiose per ospitare le altrettanto prestigiose mostre della kermesse di Lucca Comics & Games. Inaugurate sabato 19 ottobre e aperte al pubblico fino alla fine della manifestazione avvenuta domenica 3 novembre, sono ben sette le esposizioni allestite dedicate a: Yoshitaka Amano, Carmine Di Giandomenico, la rivista Metal Hurlant, Takoua Ben Mohamed - Zainab Fasiki - Deena Mohamed, Kazu Kibuishi, Francesca Ghermandi e al Lucca Project Contest.

Yoshitaka Amano: Press Animae To Play

Non certo un Famosissimo Sconosciuto se si considera la mera estensione della sua influenza che ha di fatto creato l’immaginario supereroistico giapponese all’interno della Tatsunoko e contemporaneamente dato un’impronta personale e riconoscibile alla grafica del genere videoludico J-RPG (Japan Role Playing Game) che da lì a poco avrebbe conquistato l’occidente in maniera quasi monopolistica per un decennio. Senza considerare le collaborazioni occidentali, eventi anomali per un grafico pop del Sol Levante. È quindi quasi superfluo ma doveroso, ricordare per chi non lo conosce che il suo nome è legato a molte serie animate di una tra le compagnie di animazione più famose, la Tatsunoko, ai videogiochi della serie Final Fantasy sviluppati da Square Enix (in precedenza SquareSoft) e a fumetti come The Sandman: The Dream Hunter con Neil Gaiman, oltre che a numerose e celebri illustrazioni. Per LC&G24 il Maestro proveniente da Shizuoka ha illustrato il manifesto ufficiale con ben tre interpretazioni di opere pucciniane tra le più famose, centellinate al pubblico nei mesi precedenti la manifestazione: Tosca, Madama Butterfly e Turandot. Inoltre le opere in mostra fanno da anteprima alla più sontuosa ed esauriente mostra Amano Corpus Animae, retrospettiva per celebrare i 50 anni di carriera del Sensei che ha avuto luogo dal 13 novembre 2024 al 1 marzo 2025 alla Fabbrica del Vapore a Milano ed in seguito si è spostata al Museo di Roma a Palazzo Braschi dal 28 marzo al 12 ottobre 2025. Per un approfondimento dell’autore, rimandiamo all’incontro con la stampa avvenuto durante Lucca Comics & Games 2022 e all'incontro con la stampa di questa edizione.
L'ingresso alla mostra di Carmine Di Giandomenico

Carmine Di Giandomenico: Contrappunti

Dal lontano oriente ad un autore in tutto e per tutto italiano che però, dopo essersi fatto valere in patria, ha portato il suo stile direttamente alla Casa delle idee, la Marvel Comics, e alla Casa dei Supereroi, la DC Comics. Dopo essersi fatto notare con i suoi primi lavori come La Dottrina e Le Strabilianti Vicende di Giulio Maraviglia - Inventore insieme al più che eccellente sceneggiatore Alessandro Bilotta, il pubblico mondiale lo apprezza per capolavori come Spider-Man: Noir, Magneto: Testamento e Daredevil: Battlin' Jack Murdock per Marvel Comics, e la serie The Flash, Batman: The Knight e molte altre per DC Comics. Per la Sergio Bonelli Editore ricordiamo per Dylan Dog due storie de Il pianeta dei morti e l’albo Ancora un lungo addio scritto da Paola Barbato. Realizza anche il video di una canzone di Claudio Baglioni. La personale su Carmine Di Giandomenico percorre tutta la sua carriera riproponendo al pubblico della manifestazione alcune delle tavole e illustrazioni più famose. Per un approfondimento, consigliamo la lettura dell'articolo sulla visita a questa mostra sotto la guida dell’autore stesso.
L'accesso alla mostra Jubilé Hurlant

Jubilé Hurlant

La rivista simbolo della caduta degli dei nel fumetto, il Ragnarok che seppellirà la paludata Golden Age in un caos di sperimentazione. Figlia della contestazione, contemporanea nella grafica di ciò che il punk sarà nella musica, collettivo degli artisti della Bande Dessinée (e non solo) più influenti degli anni '70 e '80. Sotto l’occhio attento di Jean-Pierre Dionnet, ospite di LC&G24 e tra i fondatori della rivista, la mostra su Métal Hurlant ne ripercorre i cinquant’anni di vita editoriale proponendo al pubblico che la visita molteplici numeri della rivista, copertine, tavole originali e riprodotte di autori che hanno fatto la storia del fumetto mondiale e l’hanno rivoluzionato con una continua sperimentazione: Moebius, (l’alter ego di Jean “Gir” Giraud), Philippe Druillet, Richard Corben, Caza, Jodorowsky, Giménez e tanti altri. Non sono mancate le edizioni estere come la versione italiana e l’approdo di autori italiani come Milo Manara, Hugo Pratt e Anna Brandoli. Collochiamo anche Dionnet tra i Famosissimi Sconosciuti ricordando e facendo notare - giusto per fare capire l'impatto mondiale dei suoi lavori - che è stato sceneggiatore di celebri titoli come Sterminatore 17 (Exterminateur 17), opera disegnata da Enki Bilal e considerata una pietra miliare del fumetto europeo di fantascienza che ha ispirato non solo altri autori di Métal Hurlant come Moebius e Jodorowsky, ma anche Katsuhiro Otomo e il suo Akira, Masamune Shirow e il suo Ghost in the Shell, e ad aver influenzato altre opere nei media, dalla narrativa al cinema come Blade Runner, facendo parte - di fatto - di quel brodo culturale che ha ispirato il cyberpunk europeo e le estetiche visive della fantascienza distopica.
La mostra sul Lucca Project Contest

Lucca Project Contest: 20 anni di sogni diventati realtà

Come recita la presentazione stessa: “Con questa mostra Lucca Comics & Games vuole celebrare i primi 20 anni di questo concorso che si è imposto come osservatorio privilegiato sullo stato dell'arte della giovane creatività italiana”. In mostra autori e tavole per cogliere come gli esordienti dell’arte sequenziale italiana hanno interiorizzato l’evolversi del medium, tra influenze esterne, promozione social e nuove tecnologie, oltre ai progetti vincitori di tutte le edizioni del Lucca Project Contest, lo storico concorso nazionale dedicato ad aspiranti autori di fumetto, compresi graphic novel e recentemente anche manga, indetto da Lucca Comics & Games e che prevede la pubblicazione dell’opera del vincitore.

Kalimatuna - Le nostre parole di libertà: Takoua Ben Mohamed, Zainab Fasiki, Deena Mohamed

Lucca Comics & Games non è solo un’occasione di mettere in mostra i Famosissimi o i Famosissimi Sconosciuti ma anche una ormai doverosa opportunità di portare al pubblico che la frequenta gli autori - anzi le autrici, come in questo caso - che con la propria arte raccontano e difendono importanti messaggi come quelli di libertà. E se il primo pensiero ci fa navigare fino a lidi lontani da noi, non dobbiamo stupirci, purtroppo, nel constatare quanto alcune realtà dove la libertà di espressione è osteggiata siano così vicine a noi, giusto dall’altra parte del Mediterraneo. Takoua Ben Mohamed dalla Tunisia, Zainab Fasiki dal Marocco e Deena Mohamed dall’Egitto sono le tre illustratrici e fumettiste che con la loro arte raccontano uno spaccato vivido e reale della società dei loro Paesi d’origine. Kalimatuna è una parola araba che significa "la nostra parola" ed è proprio con la loro arte che queste autrici danno voce ai loro pensieri, ai loro desideri e alle loro speranze.

Kazu Kibuishi: architetto di mondi fantastici

Kazu Kibuishi è un fumettista e illustratore statunitense di origine giapponese, conosciuto principalmente per Amulet, una saga di graphic novel che mescola avventura, fantasy e mistero, rivolta principalmente a un pubblico giovane e che ha riscosso un grande successo a livello internazionale. Lucca Comics & Games ha addirittura avuto la fortuna e il piacere di vedere presentato il nono e ultimo volume che ne costituisce l’epilogo nei giorni del festival. Caratterizzato da uno stile pulito, dettagliato e dai colori vivaci che unisce l’arte tradizionale a quella digitale, Kibuishi ha illustrato pure le copertine dell’edizione paperback per il 15° anniversario di Harry Potter.

Francesca Ghermandi: Il Pianeta Intergalattico. Fumetti, Disegni e Oggetti

Dopo averle assegnato il premio Gran Guinigi per il miglior disegno l’anno precedente, in questa edizione 2024 Lucca Comics & Games tributa alla fumettista Francesca Ghermandi ed al suo disegno surrealista un'intera personale. Con uno stile distintivo caratterizzato da atmosfere pop e surreali che l'ha portata a collaborare con numerose riviste italiane e internazionali tra cui Frigidaire, Linus, Echo des Savanes, Zero Zero, Il Manifesto, L’Unità, La Repubblica e, dal 1997, Internazionale, Ghermandi si è fatta conoscere per il suo fumetto sperimentale con personaggi come Pastil e graphic novel come Cronache dalla palude (Coconino Press) e I misteri dell’oceano intergalattico (Eris Edizioni). Durante la sua carriera, l’artista nata a Bologna ha ricevuto numerosi premi, dal premio “Signor Bonaventura” a Treviso Comics al premio “Lo Straniero" a Roma, dal “Miglior autore completo" al "Gran Guinigi al Miglior disegno" a LC&G, dal premio “Jacovitti/Lisca di Pesce” a Roma a quello di “Miglior Fumetto Italiano dell'Anno” al TCBF. Nel 1998 ha realizzato pure la locandina di Lucca Comics dell’edizione primaverile. La mostra allestita propone vari originali tra le sue opere più famose oltre a volumi, ceramiche, foulard, tende di arredamento, t-shirt e contributi multimediali.

Le mostre di LC&G non si concentrano unicamente a Palazzo Ducale, ma si diramano in varie sedi cittadine, dando vita a un itinerario culturale che abbraccia l'intera città di Lucca, trasformando Lucca in un vero e proprio museo diffuso.

Chiesa dei Servi

Per l'edizione 2024 di Lucca Comics & Games, la Chiesa dei Servi ha cambiato volto: gli abituali stand dei rivenditori di tavole originali hanno lasciato il posto a un allestimento completamente nuovo, trasformando lo spazio in un’esperienza immersiva dedicata interamente all’universo di Dungeons & Dragons. La grande navata dell'antica chiesa è stata riconfigurata per l’occasione e suddivisa in due lunghi corridoi tematici, arricchiti da installazioni scenografiche, illustrazioni iconiche e oggetti simbolo che celebrano la storia e l’immaginario del più celebre gioco di ruolo del mondo. Un percorso visivo e narrativo che accompagna il visitatore alla scoperta dell'arte, della creatività e della magia che hanno reso D&D un fenomeno culturale senza tempo.
L'ingresso alla mostra Gateway to Adventure: 50 Years of D&D Art

Gateway to Adventure: 50 Years of D&D Art

50 anni sulla nostra terra. Migliaia di anni, forse persino milioni, distribuiti su diversi piani di esistenza e testimoniati da divinità sopravvissute per miracolo a faide olimpiche e Ragnarok nordici o da draghi antichi rimasti ben protetti al centro dei loro fortificati labirinti in una eterna atarassia. L’universo, anzi il multiverso iniziato da Gary Gigax e Dave Arneson, si può vedere, in minima parte, grazie alle tavole raccolte in questa mostra. Pubblicato per la prima volta nel gennaio del 1974 per i tipi della Tactical Studies Rules (TSR), Dungeons & Dragons è indubbiamente il più famoso gioco di ruolo (RPG, Role Playing Game) della storia. La mostra ospita più di un centinaio di opere originali degli artisti che hanno immaginato e illustrato i personaggi, gli eroi, i villain, i mostri e i mondi di D&D, dando forma ai sogni e alle fantasie dei tanti giocatori che, di generazione in generazione, si sono passati idealmente - e talvolta realmente - il testimone, anzi il dado da lanciare. Curata da Jon Peterson e Jessica Lee Patterson, le opere provengono dalla Koder Collection, la più completa collezione di opere d’arte legate al mondo di D&D, con quadri, artwork e sketch preliminari che i tanti appassionati hanno potuto vedere finora solo su manuali, scatole e prodotti ufficiali e difficilmente dal vivo, oltre a memorabilia, pubblicazioni rare e oggetti iconici. Tanti gli artisti coinvolti, da i Quattro Cavalieri dell'arte di D&D (Jeff Easley, Larry Elmore, Clyde Caldwell e Keith Parkinson) a Todd Lockwood, Tim Hildebrandt, Brom, Wayne Reynolds, Robh Ruppel, Rick Berry e molti altri. All’interno della Chiesa sono state inoltre organizzate partite di Dungeons & Dragons con Dungeon Master d’eccezione: Luke Gygax (figlio di Gary), Andrea Rossi, Kate Welch, Jeremy Crawford e Alex Kammer. In occasione del cinquantenario, il sotterraneo del Baluardo San Paolino di Lucca è stato intitolato alla memoria di Ernest Gary Gygax e David Lance “Dave” Arneson, ed inoltre è stato allestito con tavoli per giocare di ruolo, oggettistica legata al mondo fantasy e un maestoso drago rosso fatto interamente di cioccolato, realizzato da Damiano Carrara.
Palazzo Guinigi e la sua torre

Palazzo Guinigi

Storico edificio presente nel centro cittadino, Palazzo Guinigi rappresenta uno dei simboli di Lucca, merito della Torre omonima che svetta oltre i tetti circostanti con i suoi lecci secolari e si distingue - e fa distinguere - il panorama urbano offrendo un'immagine unica alla città. Non sulla torre ma al piano terreno, alcune sale del palazzo sono allestiste e adibite ad esposizioni ed eventi temporanei, come nel caso di Lucca Comics & Games in cui installazioni e tavole originali del mondo del fumetto e dell'immaginario del fantastico trovano uno spazio confortevole e funzionale.
All'ingresso della mostra su Attilio Micheluzzi

Attilio Micheluzzi: Architetto dell'Avventura

Scomparso nel 1990 dopo 18 anni di attività ininterrotta e prolifica, Attilio Micheluzzi è stato uno degli autori dallo stile maggiormente riconoscibile: un tratto che mescolava la cura anatomica e l’attenzione al dettaglio nel panneggio di abiti di grande sartoria immaginata tipica del fumetto italiano a volti che partivano a volte da un verismo lombrosiano da fumetto pulp USA e potevano improvvisamente distorcersi in maschere surreali come da tradizione delle Historietas d’azione sudamericane. Un interprete cosmopolita come i suoi personaggi. Attivo negli anni ‘70 e ‘80 su riviste come il Corriere dei Ragazzi, Il Giornalino, Il Messaggero dei Ragazzi, Orient Express, e Comic Art ma anche su Dylan Dog, Micheluzzi è considerato uno dei Maestri del Fumetto Italiano. I suoi titoli più celebri sono Johnny Focus, Petra Chérie e Roy Mann (quest’ultimo per i testi di Tiziano Sclavi) a cui se ne aggiungono innumerevoli altri in cui ha saputo combinare avventura, storia e introspezione abbinati a disegni estremamente eleganti, arricchiti anche da emozionanti scorci architettonici.​ La mostra ne ripercorre la carriera con circa 90 tavole originali dei suoi lavori più iconici, oltre a illustrazioni e disegni per campagne pubblicitarie a cui ha collaborato.

Palazzo delle Esposizioni

Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca è un altro luogo deputato ad ospitare mostre, conferenze e incontri di autori con il pubblico. Per LC&G24 ha condiviso i suoi spazi con Pera Toons, i webtoon coreani e il Dorian Gray di Benjamin Lacombe.

Pera Toons: The Experience

Difficile leggere Pera Toons: The Experience senza cominciare subito a ridere, tanto sembra il prologo di uno dei loro sketch naif in cui la seriosità e la suggestione da marketing moderno di experience verrà demolita e poi rimessa insieme in maniera surreale. E forse è proprio quello che succede. Dietro Pera Toons si nasconde Alessandro Perugini, autore che ha trasformato quelle che sembrano semplici vignette umoristiche in un fenomeno editoriale destinato a bambini e ragazzi che impazziscono per l’umorismo basato su giochi di parole, freddure e piccoli enigmi, ma anche adulti che ne apprezzano il sottile e leggero umorismo. L’ingresso di Palazzo delle Esposizioni si trasforma in uno spazio a misura dei giovani lettori e delle famiglie, in compagnia dei personaggi di Pera Toons come Kenny, Ely e tanti altri, con aree relax e spazi colorabili.

Dorian Gray: La Stanza delle Vanità

L’illustratore francese Benjamin Lacombe affascina da tempo una vasta pletora di lettori con le sue opere caratterizzate da uno stile onirico e malinconico dai colori intensi e con personaggi dai grandi occhi espressivi dal gusto retrò del XIX secolo, in un mix tra pittori fiamminghi, Tim Burton e gli illustratori Disney. I suoi disegni hanno accompagnato libri come l’Alice di Lewis Carroll o il Notre-Dame de Paris di Victor Hugo, fiabe famose, mostri di mondi fantastici e spiriti di varie culture fino a quelli del lontano oriente giapponese. Nel mezzanino di Palazzo delle Esposizioni, in collaborazione con l’editore L’Ippocampo, la mostra presenta i suoi disegni legati al volume dedicato a Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. In uno spazio limitato ma avvolgente, per metà tenuto al buio da luci molto soffuse per ricreare un’atmosfera che ben si adatta al decadentismo vittoriano, le figure ritratte da Lacombe si presentano ai visitatori in una experience volta a scoprire l’opera di Wilde tra vanità e ossessione.

Webtoon: La Nuova Via Coreana

Come chi scrive, molti lettori - per lo più stagionati - di fumetto hanno seri problemi a gestire il Webtoon coreano ed il suo formato concepito per essere letto, anzi, trascinato verticalmente sugli schermi degli smartphone, un formato che va cercando di sostituirsi, anzi imporsi a quello classico orizzontale nel campo social degli audiovisivi. Una rottura così radicale del concetto di tavola da essere respingente, quasi indecifrabile se non dai più giovani. Nel mondo della cultura pop, la Corea del Sud ha da tempo un posto privilegiato attraverso il fenomeno definito Hallyu, ovvero la Korean Wave (K-wave) o Onda coreana, che vede la sua espressione in varie forme come il K-pop (la musica pop coreana), il K-drama (le serie TV) e il cinema, ma a questo se ne deve aggiungere un’altra: il Webtoon. Il nome stesso indica la fruizione della lettura delle vignette su pagine web o più propriamente su smartphone o tablet. Con questa mostra si pongono le basi per avvicinarsi e forse capire questa nuova generazione di Arte Sequenziale da milioni di lettori.

Japan Town

In occasione di Lucca Comics & Games, il Polo Fiere di Lucca si trasforma in Japan Town, una sorta di angolo di Giappone per gli appassionati della cultura del Sol Levante. Tante le attività affini a questo mondo e gli espositori per gli amanti di manga, anime, videogiochi, gadget, cosplay, abbigliamento e pure gastronomia giapponese.

Chōgokin 50th Year - Shōji Kawamori: Ingegnere degli Anime

50 anni sulla nostra terra… ah, no, questa l’abbiamo già usata per la mostra di D&D. Tecnicamente, tra l’altro, sarebbero 50 anni confinati, prevalentemente, all’arcipelago giapponese: perennemente assaltato e devastato da forze aliene e difeso dai mecha disegnati dal Famosissimo Sconosciuto Shoji Kawamori, progettista dei sogni di intere generazioni, realizzati poi dalle varie case di giocattoli in plastica, resine, latta o metallo, e oggetti del desiderio di collezionisti. Esposti qui a rievocare ricordi di storie viste in televisione o realizzate in cameretta facendo a voce gli effetti sonori. Shoji Kawamori è regista, sceneggiatore, mecha designer e creatore di serie anime tra le più famose. Tra i titoli più famosi troviamo Macross (conosciuta anche come Robotech), Patlabor, Escaflowne, Cowboy Bebop, Aquarion, Eureka Seven e molti altri. Ha collaborato anche a videogiochi come Armored Core. La sua fama è per lo più legata al mecha design, ovvero la progettazione estetica e funzionale di robot, esoscheletri, veicoli futuristici e macchine da combattimento (tutto ciò che è mechanical o abbreviato mecha), non solo facendo sognare gli amanti del genere con soluzioni incredibili e impensabili, ma talvolta anticipando di anni le reali creazioni tecnologiche. Kawamori è famoso soprattutto per i robot trasformabili di Macross, avendo ideato i Valkyrie, i caccia aerei trasformabili protagonisti e veri protagonisti della serie, che univano la logica ingegneristica ad un design fascinoso e credibile, e per aver collaborato alla progettazione dei primi Transformers per Takara (poi Hasbro). Insieme al padre del mecha design moderno Kunio Okawara (mecha designer di Gundam), Shoji Kawamori è indubbiamente una delle figure principali del mondo dell’animazione giapponese. La mostra di Japan Town si divide tra una parte dedicata a Kawamori che espone i modelli giocattolo dei suoi concept più noti, e un’altra dedicata a festeggiare i 50 anni di Chogokin, la famosa linea di produzione di modellini di Bandai nata nel 1974.
Pierfilippo Dionisio

Non fa scienza, sanza lo ritenere, avere inteso

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Luca Cerutti

Che è sta roba?

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