Continua la serie dei “What If…” dedicata ai personaggi Disney più iconici nelle vesti degli altrettanto famosi idoli della Casa delle Idee, e l’onore – o l’onere - questa volta spetta a Minni, che per una ventina di pagine proverà a diventare meravigliosa. Come già espresso per gli scorsi esperimenti, perché di questo si tratta, non dovremmo aspettarci una lettura seminale alla Watchmen, Maus o Batman Anno Uno, ma tentare di approcciarsi a questa lettura liberi da pregiudizi e in tutta scioltezza.
Su soggetto di Steve Behling, il Nostro Luca Barbieri si diverte a narrare come la topolina più famosa in ambito fumettistico sia riuscita ad ottenere poteri incredibili - e lo fa ricalcando quasi perfettamente le origini di Captain Marvel, eroina che fece il suo esordio nel lontano 1977 negli USA.Ovviamente si prende delle licenze, adatta il tutto in salsa disneyana immaginando un Pietro Gambadilegno versione Scorpione, un Paperon de Paperoni proprietario del PaperSera coadiuvato anche dalla presenza di un assistente con le sembianze di J. Jonas Jameson e la Banda Bassotti intenta nel classico furto, questa volta mediante l’uso di un mega-robottone avente le loro sembianze. Fondamentale per l’acquisizione dei poteri da parte di Minni sarà anche lo scontro – raccontato in flashback - di Amelia versione Ecate e il già citato Zione, intento a difendersi con uno “scudo”!Se da una parte le gag e le battute risultano sempre piacevoli, il contraltare lo fa lo svolgimento degli scontri, privi di mordente e assolutamente evitabili: avrei preferito vederne solo uno ben fatto e dare più importanza alla presa di coscienza di Minni nel diventare una supereroina e acquisire le responsabilità conseguenti.
La tanta voglia di omaggiare il personaggio probabilmente ha soffocato ciò che di buono poteva scaturirne, e avendo così poche pagine a disposizione mi è sembrato come se alla fine dei conti non mi sia rimasto impresso nulla degno di nota. A risollevare la situazione non sono bastati neanche gli ottimi disegni di Giada Perissinotto, ormai praticamente una veterana in queste circostanze, che con abile maestria incanta il lettore con il suo segno dinamico e ben comprensibile, rendendo eleganti le movenze e iconiche le pose. Prezioso il lavoro svolto sul costume, strizzando l’occhio alla più recente Ms. Marvel, ma sempre omaggiante il classico. Altra nota piacevole è stata la colorazione, che nonostante la carta leggera e porosa di Topolino mi è sembrata gradevole e ben calibrata. La cover della storia è come al solito ribaltata e posizionata in quarta di copertina: è stata scelta una deliziosa e cartoonesca illustrazione di Skottie Young, famosissimo per il suo stile, che fra tutte le variant uscite negli USA è quella che più mi è piaciuta. PS: segnalo due intere pagine piuttosto sfocate in tutti gli albi che ho avuto modo di sfogliare.













