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8,5voto
8,5
Short Review

"Le molte morti di Laila Starr"
di Ram V e Filipe Andrade

A Mumbai la trascendenza della Morte e l'ineluttabilità della Vita

Ram V, forte della sua penna e del suo stile, si avventura - con piglio poetico - alla ricerca del senso dell'immortalità. Ma andiamo con ordine.
A Mumbai nasce un bambino che troverà il modo di sconfiggere la morte. Ai piani alti, le Divinità tutte (induiste in questo caso), liquidano rapidamente la Morte (Kālī in questo caso), in quanto ben presto non sarà più necessaria. La Morte quindi finisce sulla terra, nel corpo dell'appena deceduta Laila Starr e affronta il suo personale viaggio alla ricerca delle risposte che tutti, Dei e umani, ci poniamo da secoli.

Che si voglia leggere questo graphic novel come una favola, una metafora, un'avventura, fa lo stesso. Quello che è certo è che la scrittura di Ram V (Ramnarayan Venkatesan) non è mai eccessiva, non è mai banale e riesce sempre, sempre, a sorprendere il lettore.

Che sia con la forza del dolore o con la dolcezza della poesia, Ram V riesce sempre a tenere il timone di una narrazione che, avventurandosi nei meandri del senso stesso della vita (e della morte) potrebbe facilmente sfociare nel patetico, nell'ovvio o nel banale.

E invece l'autore indiano rimane sempre in perfetto equilibrio giocando con i sentimenti dei personaggi, le emozioni del lettore e la leggerezza emozionante dei pennelli di Filipe Andrade, che colora un'India crepuscolare con una sensibilità vibrante ed intensa.

Un piccolo gioiello da leggere e da sfogliare con grande piacere.

8,5voto
8,5
Pasquale Laricchia · 28.05.2024 · 1 min di lettura
Pasquale Laricchia

Cominciai a correre. Finché i muscoli non mi bruciarono e le vene non pomparono acido da batteria. Poi continuai a correre.

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