Prosegue il nostro percorso attraverso il mondo di Dampyr con l'analisi dei primi dieci Speciali.
Attenzione: benché misurati, i commenti che seguono contengono, inevitabilmente, alcuni importanti spoiler.
Buon viaggio.
Nota: le recensioni degli Speciali dal n.1 al n.4 qui riportate sono un abstract di quelle originali pubblicate su uBC all'epoca della pubblicazione degli albi. Cliccando sui link in calce ad ogni recensione è possibile accedere al sito storico di uBC e leggerne la versione completa e le relative schede di approfondimento.
Speciale Dampyr n.1 "Dracula Park"
di Mauro Boselli, Stefano Andreucci
Ottobre 2005
Un gruppo di imprenditori intende “riciclare” Castel Vlatna, già scenario dell’albo n.20 Il castello nei Carpazi, per creare un parco a tema vampiresco. Ma un gruppo di vampiri veri subentra loro e, durante una visita dimostrativa, cerca di fare scempio degli ospiti. Fortunatamente intervengono Harlan, Tesla e Kurjak che, con l’aiuto di Draka (e di un manipolo di ambientalisti), sventano il progetto e, addirittura, riescono a distruggere non solo il castello ma anche Vlatna che nei sotterranei di esso era imprigionato.
Il presupposto è ottimo. Ma in questo caso a spiazzare, oltre a un senso di "già visto", è l’impressione di essere a un pelo dal leggere una storia memorabile senza, purtroppo, poterlo fare. Mauro Boselli utilizza le prime settantacinque pagine per la preparazione sia della scena che dei personaggi, dilungandosi troppo in situazioni che si sarebbero potute risolvere in minor spazio.
[...]
Fortunatamente l’autore, entrando nel vivo della storia e confermandosi un ottimo sceneggiatore di sequenze d’azione, ci propone una scorribanda di scontri e battaglie sviluppate in modo continuato nell’arco di un centinaio di pagine.
[Leggi la recensione completa di Claudio Crimi sul nostro sito storico]
Speciale Dampyr n.2 "'Gli orrori di Londra"
di Mauro Boselli, Giovanni Freghieri
Ottobre 2006
Harlan, Kurjak e i loro (numerosi) compagni si aggirano per una Londra spettrale, notturna, deserta, facili bersagli di creature irreali e mostruose. I nostri reagiscono come sono abituati a fare, col piombo delle pallottole imbevute di sangue di dampyr. Ma stavolta le pallottole non bastano: i misteriosi esseri sbucati dalle filastrocche per bambini non vanno giù.
Questa immagine dà bene l'idea di una storia in cui gli abituali protagonisti sembrano in più occasioni "fuori sincrono" rispetto alla realtà che li circonda, sorpresi da eventi troppo strani anche per loro. Londra è lo scenario ideale per una storia dalle forti connotazioni metafisiche, e il pensiero, anche grazie ai disegni di Giovanni Freghieri, non può che andare a Dylan Dog. Molti degli elementi sovrannaturali e surreali di questo albo sembrano usciti da un certo tipo di storie dylandoghiane, e viene da pensare che la filosofia e l'ironia dell'Indagatore dell'Incubo sarebbero le armi migliori per affrontare le creature uscite dagli incubi di un bambino dai poteri extrasensoriali (come quello del Dylan Dog n.56 Ombre, solo per citarne uno dei tanti) o i passaggi da una dimensione all'altra, ma poi lo stile pragmatico di Mauro Boselli riconduce tutti questi elementi ad un ambito meno onirico, rendendoli coerenti con la logica interna dell'universo dampyriano.
[Leggi la recensione completa di Guido Del Duca sul nostro sito storico]
Speciale Dampyr n.3 “Soldati di ventura”
di Diego Cajelli, Fabrizio Russo
Ottobre 2007
Dopo due speciali dedicati a storie d'atmosfera, il terzo ci regala un'avventura a base di piombo e sangue.
Diego Cajelli porta i nostri eroi in territori sperduti (il Laos, in questo caso) nelle mani di feroci organizzazioni criminali. Un classico del genere action, a cui Cajelli attinge a piene mani aggiungendo scontri caratteriali tra "duri", un pizzico di splatter e la presenza di un villaggio di innocenti indifesi da proteggere.
Ma il valore aggiunto della storia è nella sceneggiatura, in cui Cajelli riesce a dosare nella giusta misura tutti gli ingredienti, ma soprattutto a creare un intreccio avvincente. I riferimenti alla "mitologia" dampyriana sono pochi e piuttosto pretestuosi: Thorke fa solo da molla per l'interesse di Harlan, mentre Bobby Quintana viene solo nominato.
[...]
Il rapporto tra Harlan, Tesla e Kurjak, pur non presentando elementi nuovi, in questo albo acquista una vividezza che raramente si è vista, come nella discussione tra Harlan e Kurjak riguardo la scelta fatta riguardo Tesla, o i pensieri della vampira dopo essere stata ferita dal sangue di Dampyr.
[Leggi la scheda completa di Guido Del Duca sul nostro sito storico]
Speciale Dampyr n.4 “Il viaggio dei folli”
di Mauro Boselli, Maurizio Dotti
Ottobre 2008
Buona occasione, questo quarto speciale, per poter approfondire un aspetto della saga di Dampyr finora un po' sacrificato ma che qui torna centrale, ovvero il rapporto tra Harlan e Caleb, la storia di quest'ultimo e la guerra in corso fra l'Amesha e Nergal. Così queste 160 pagine diventano una sorta di spin-off completamente incentrato su Caleb: infatti il dampyr, per l'intero albo, è seduto ad ascoltare passivamente il racconto e le rivelazioni dell'amico.
La vicenda muove dall'interesse di Sophie Mutter per la Crociata dei fanciulli; la ricercatrice, infatti, intenta a scrivere una pubblicazione sulla vicenda, può contare su Caleb come fonte diretta, il tutto con Harlan come mediatore. Così, nell'autunno praghese, Caleb si confronta con l'amico e alleato, raccontandogli del suo passato, di come sono iniziati gli scontri con l'altra parte e delle ripercussioni che hanno avuto - e avranno, adesso - tali scelte. Il tutto inserito nella cornice storica della Crociata dei fanciulli.
Finalmente, noi ed Harlan veniamo a sapere quando e come questa lotta ha avuto inizio.
[Leggi la scheda completa di Pasquale Laricchia sul nostro sito storico]
Speciale Dampyr n.5 “La leggenda del vecchio ponte”
di Mauro Boselli, Fabio Bartolini
Ottobre 2009
Mauro Boselli riporta Harlan, Tesla e Kurjak in Bosnia, nel luogo da cui tutto, in fondo, era partito. Il desiderio del padre di Kurjak di rivedere il ponte di Mostar prima di morire diventa il pretesto per un percorso nella storia, nella memoria, nella famiglia, nelle radici. L’ambulanza che attraversa la Bosnia innevata non trasporta solo un padre in fin di vita e un figlio, ma un carico di ricordi che coinvolge tutti: Kurjak, Tesla, Harlan. Così il ponte non funge da semplice pretesto narrativo ma diviene presenza viva, simbolo al contempo di unione e frattura, di convivenza e guerra. La ricostruzione storica – dalla costruzione ottomana alla distruzione negli anni Novanta – non è meramente didascalica, ma si intreccia con le storie personali dei protagonisti.
Kurjak fa i conti con la guerra e con quanto con essa ha perso. Tesla ripercorre il suo passato, tra sovversione e schiavitù sotto Gorka. Harlan torna ai giorni da vagabondo insieme a Yuri, prima ancora di comprendere la sua natura di dampyr. È probabilmente, per le digressioni e le esplorazioni personali, l’albo più intenso della serie: il racconto infatti si muove tra nostalgia e dolore, tra memoria privata e leggenda popolare in un connubio a tratti perfetto.
Eppure, forse per quanto sopra, l'inserimento di Nergal suona un po’ forzato. In una storia così introspettiva probabilmente non serviva una parentesi più action o un collegamento con le vicende attuali della continuity.
Fabio Bartolini offre tavole curate e suggestive, capaci di restituire bene la natura dei luoghi e l’intensità delle emozioni contribuendo ottimamente a questo speciale importante, che si candida a pilastro della serie. Un romanzo dampyriano che mette al centro amicizia, famiglia e memoria, senza bisogno di effetti speciali.

Speciale Dampyr n.6 "Il segreto di Lady Lamb"
di Mauro Boselli, Giovanni Freghieri
Ottobre 2010
Mauro Boselli costruisce questo speciale come un vero romanzo d’appendice: lento, dettagliato, quasi ottocentesco nella struttura e nei toni. Il cuore del racconto è il rapporto tormentato tra Lord Byron e Lady Caroline Lamb, con tutto il carico di passione, vendetta e ossessione che ne deriva. L’intreccio con l’anello legato a Darvell (non-morto, esperimento di Marsden) e al frammento organico di Marsden amplia il respiro della vicenda, collegando la biografia del poeta alla più ampia guerra sotterranea tra Draka e il Lord delle Isole.
Il problema è che l’equilibrio non sempre regge. Le vicende sentimentali finiscono per occupare molto spazio, relegando la componente dampyriana sullo sfondo per buona parte del racconto. Rimane sullo sfondo anche lo scontro tra Draka e Marsden, che non riesce a sprigionare tutta la tensione che promette, pur seminando importanti tasselli utili alla continuity. Nel mezzo si intravede la complicata dinamica tra Harlan e Hanneke, ma le schermaglie tra i due risultano eccessive, quasi stonate, finendo per appesantire ulteriormente una narrazione già molto prolissa. I Lupi Azzurri e altri elementi sembrano inseriti più per completare il quadro che per reale necessità.
Resta comunque affascinante l’idea di intrecciare romanticismo inglese e mitologia dampyriana, e Boselli dimostra ancora una volta grande padronanza nel fondere storia e invenzione, pur - in questa occasione - con un risultato non sempre eccellente.
I disegni di Giovanni Freghieri non aiutano la lettura. Molti volti appaiono anonimi o poco definiti, talvolta persino schiacciati nelle proporzioni; in generale, l’artista non riesce mai a creare una vera e propria atmosfera, limitandosi ad accompagnare la storia. Uno speciale ambizioso, ricco di spunti, ma eccessivamente dilatato e sacrificato alla componente melodrammatica, che manca (anche nel comparto grafico) di un guizzo degno di nota.

Speciale Dampyr n.7 "Shadowman"
di Luigi Mignacco, Alessandro Baggi
Ottobre 2011
Il plot di base dell'albo - un designer pubblicitario di Barcellona che passa le sue notti a disegnare fumetti dando forma ai mostri della sua fantasia che, poco dopo, iniziano a invadere la realtà - presenta un potenziale metanarrativo interessante. Un gioco sul confine tra immaginazione, mondo reale e vecchi nemici (Melkiresh e Lady Nahema) che poteva rappresentare un buon divertissement.
Il problema è che la sceneggiatura non riesce a smarcarsi dai cliché, con la storia che si affida quasi esclusivamente al ritmo e all’azione, con il tutto che finisce per essere piuttosto prevedibile e caratterizzato da soluzioni narrative sbrigative. I dialoghi, soprattutto quando ricalcano consapevolmente certe ingenuità da fumetto anni Cinquanta, diventano piatti e a tratti fastidiosi. Si percepisce l’intenzione di costruire una storia fortemente action, ma la sensazione è che manchi spessore per sostenere 160 pagine senza allungare il brodo a colpi di scontri ripetuti.
A salvare parzialmente l’albo sono i disegni di Alessandro Baggi. Insetti giganti, deformità assortite, ombre e visioni caratterizzano un comparto grafico perfettamente coerente con il mood ricercato dalla sceneggiatura e riesce a trascinare il lettore dentro l’incubo urbano. Si ha quasi la sensazione di entrare nel mondo creativo dell’autore, più che in quello scritto da Luigi Mignacco.

Speciale Dampyr n.8 "Orrore tra gli Amish"
di Diego Cajelli, Luca Raimondo
Ottobre 2012
Diego Cajelli confeziona una storia agile che infonde quella sensazione rassicurante, quasi prevedibile, da comfort zone, grazie al sapiente utilizzo dei topoi classici del genere action: c’è infatti tutto quello che compone un’avventura action anni ‘80 con venature horror. L'irruzione nella stazione di polizia con relativa carneficina, il poliziotto outsider che si affianca agli eroi perché viene da quel mondo e lo capisce meglio di chiunque altro, la redenzione, il Maestro della Notte con le sue ambizioni di dominio (qui incarnato da un Graber che però ha metodi decisamente poco convenzionali, il che lo rende memorabile più di quanto ci si aspetterebbe). E poi la dimensione sospesa nel tempo, New Helder, dove le regole della comunità Amish assumono una piega molto più sinistra. Il tutto contornato dalle dinamiche, ben delineate, della comunità mennonita con il Rumspringa, quel periodo in cui i giovani Amish lasciano la comunità per confrontarsi col mondo esterno prima di decidere se tornare nella loro comunità o abbandonarla per sempre, che funge da trigger del racconto.
Cajelli così non reinventa nulla, ma è bravissimo nel far funzionare certi meccanismi narrativi. Il ritmo è impeccabile, la trama non concede un momento di noia, i comprimari sono ben caratterizzati per quanto cristallizzati nella loro parte — merito anche di Luca Raimondo, che gestisce lo sviluppo con efficacia - e i rimandi alla continuity dampyriana rafforzano il tutto in modo soddisfacente. Un divertissement alto, godibile, che non rivoluziona ma che si inserisce con naturalezza nei canoni della narrativa di genere.

Speciale Dampyr n.9 "Gli studenti della scuola nera"
di Mauro Boselli, Paolo Bacilieri
Ottobre 2013
Questo speciale è probabilmente uno degli episodi più riusciti e ambiziosi dell'intera collana, e lo è per ragioni che vanno ben oltre la semplice efficacia della trama.
L'Islanda, visivamente e culturalmente estrema, è materia che Mauro Boselli maneggia con la consueta perizia potendo giocare con saghe vichinghe, rune, grimori e demoni. Tutto trova in quel paesaggio di ghiaccio e vulcani una casa narrativa perfetta.
Ma l'Islanda è solo il punto di partenza per una storia che si muove su più livelli spazio-temporali (le leggende di Egil-una-mano, i sogni di Gudrun, il presente con Harlan e il rapimento del vescovo di Reykjavik) senza mai perdere il filo, con la Svarta Skola, la leggendaria Scuola Nera, a fare da crocevia tra passato e presente, tra mito e avventura. Boselli costruisce il racconto con la consueta generosità enciclopedica e il risultato è una storia densa, ricca di personaggi memorabili quali Galdra Loftur, Haborym, Adar Melek e, su tutti, Vapula, maresciallo dell'inferno dalla caratterizzazione eccellente. L'unica concessione al difetto è un finale che stringe i tempi più del necessario, come se le ultime pagine soffrissero di un'accelerazione improvvisa rispetto all'ampiezza costruita fino a quel momento.
Ma è il reparto grafico a fare la differenza. Paolo Bacilieri non si limita a illustrare, ma governa ogni tavola con una regia compositiva fuori dal comune, capace di rendere credibile e affascinante un intero mondo narrativo attraverso l'efficacia del suo segno. Uno speciale seminale, nel senso più pieno del termine.

Speciale Dampyr n.10 "El Lobo"
di Antonio Zamberletti, Marco Santucci, Patrick Piazzalunga
Ottobre 2014
Antonio Zamberletti, tra narcos e Rivoluzione messicana, confeziona un'avventura solida e godibile che, nonostante la sua prevedibilità, risulta ben struttura e congeniale all'universo dampyriano.
Il canovaccio è classico, con il Maestro della Notte Lobo a capo di un cartello criminale e Harlan, Tesla e Kurjak chiamati a fare quello che sanno fare meglio. La Rivoluzione Messicana, che avrebbe potuto diventare uno sfondo denso e originale, resta invece un elemento marginale utile essenzialmente a giustificare il bel finale.
I personaggi sono tagliati con l'accetta ma i dialoghi reggono il gioco senza pretese, le ricostruzioni storiche sono snelle e meramente funzionali. Non c'è lirismo, tranne il pathos genuino del finale, ma c’è mestiere, che permette uno sviluppo godibile dell’albo.
Il reparto grafico funziona bene, con Marco Santucci e Patrick Piazzalunga che regalano anatomie sicure e ombreggiature drammatiche contribuendo bene al piacere della lettura.





