Approfondimento · Eroi Bonelli

Mister No: 1981

Le recensioni di tutte le storie di Mister No pubblicate nel 1981

di
Stefano Paparella
pubblicato
09.09.2025
lettura
8 minuti
: voto
0510
5,0su 10

Annata con una qualità di storie decisamente alterna. Grazie a Guido Nolitta, scopriamo alcuni fatti del passato di Mister No che aggiungono particolari significativi della sua formazione caratteriale. Vediamo nel dettaglio le sei avventure vissute dal pilota amazzonico in questo 1981.

Mister No n.68-69 "Argentina!"
di Ennio Missaglia & Roberto Diso
Gennaio-Febbraio 1981

Ad una festa organizzata dall'ambiguo Li-Chang, viene misteriosamente assassinato Don José Cabrera, un esule argentino in contrasto con il governo del suo paese. Dell'omicidio viene incolpato Mister No, in quanto tutti gli indizi sono contro di lui. Per raccogliere prove della propria innocenza e per sfuggire alla cattura, Mister No si rifugia in Argentina, nella tenuta di Alonso Manero, il cliente che aveva accompagnato alla festa. Pian piano emergerà il vero colpevole.

Ancora una volta Ennio Missaglia consegna ai lettori una prova poco convincente. Una trama con sbiadite tinte di giallo, in cui non si fa fatica a indovinare lo sviluppo che la vicenda prenderà. Quella presentata dallo sceneggiatore è un'Argentina da cartolina, in cui vengono riccamente descritte le attività dell'estancia del ricco possidente Manero, come la domatura dei cavalli e la marchiatura del bestiame. Numerose inoltre le didascalie che illustrano nei dettagli la geografia del luogo, dominata dalla sconfinata distesa pianeggiante della pampa. Interessante la figura del gaucho Ramòn, uno spirito libero, prezioso aiuto per togliere dai guai un Mister No che, in questo episodio, risulta particolarmente maldestro.

Mister No n.69-72 "Cinema crudele"
di Alfredo Castelli & Franco Bignotti
Febbraio-Maggio 1981

Una troupe cinematografica si reca nel cuore della giungla amazzonica per girare un film-documentario. L'intento dello spregiudicato regista è quello di immortalare scene violente e raccapriccianti, senza il minimo rispetto per ogni tipo di essere vivente, uomini compresi. Costretto dagli eventi, Mister No guiderà la compagnia nella giungla, scontrandosi ben presto con le figure che la compongono, in un crescendo di tensione sempre più drammatico.

Alfredo Castelli cala nella saga di Mister No un soggetto interessante, ispirandosi alle vicissitudini che hanno caratterizzato la realizzazione di un vero film, Cannibal Holocaust, controversa pellicola di Ruggero Deodato. Non è un caso che nella storia di fantasia di Castelli, il regista Ira Burns titoli il film Olocausto Indio, chiaro riferimento all'opera reale. Anche le sadiche violenze sugli animali e altre scene estreme si ispirano a quelle purtroppo autentiche di cui il film di Deodato si nutre.
Non è difficile scorgere in questa storia una decisa presa di posizione dell'autore, profondamente critico sui metodi e le leggi della società dello spettacolo. Lo stesso Mister No sprigiona un'indignazione totale verso i componenti della troupe a partire dal disgustoso regista Ira Burns, persona che rispecchia ogni genere di aberrazione umana. C'è spazio anche per un'autoparodia dello stesso autore nella figura dello sceneggiatore fallito Al Castle, raffigurato dal bravo Bignotti con le  fattezze di Castelli oltre ad un nome decisamente facile da decifrare. Risulta persino spassosa la sequenza in cui l'alcolizzato Castle si vanta dei suoi passati capolavori cinematografici che - in realtà - non sono altro che opere passate dell'autore milanese (Charade, Gentlemen of London - ovvero Gli Aristocratici -, Horror, Boris). Un episodio sicuramente riuscito cui nuoce un po' una seconda parte votata al giallo meno interessante, con un poco brillante Mister No detective.

Mister No n.72-74 "Le notti di New York"
di Guido Nolitta & Roberto Diso
Maggio-Luglio 1981

Mister No racconta ad Esse-Esse un'avventura vissuta anni prima. Diventato bersaglio di una feroce gang di motociclisti, decide di allontanarsi per un periodo da New York raggiungendo l'amico ed ex commilitone Alan Chambers ad Aspen, sulle nevi del Colorado. Oltre ad un adattamento non semplice alla grigia routine della località sciistica, Mister No dovrà aiutare l'amico Alan, invischiato in un omicidio che presenta diversi lati oscuri.

Curiosamente questa è una vicenda che ha la sua parte più interessante nell'incipit ambientato in una New York violenta e corrotta, in cui Mister No cerca faticosamente di tornare ad una vita normale dopo gli anni della guerra. Una prima parte che, in puro stile Nolitta, dovrebbe fungere da propellente per il vero cuore della storia, ovvero quello ambientato ad Aspen. Nonostante le intenzioni dell'autore, lo scontro tra Mister No e i temibili teppisti - capitanati dal vendicativo Jackie - è di gran lunga la sezione più riuscita del racconto. Di grande effetto l'agguato che la gang con le rombanti motociclette tende ad un esterrefatto Mister No, vittima di un feroce pestaggio. Decisamente banale la seconda parte, dove il motore è un giallo con uno sviluppo prevedibile, senza impennate particolari. Un triangolo amoroso che include un ingenuo spasimante (l'amico Alan), una cinica dark lady e il suo ricco marito. Più interessanti i personaggi di contorno, come la giovane compagnia musicale che si esibisce nel locale di Aspen, allegra e spensierata. Ottimo il lavoro di Roberto Diso, sia nelle tenebrose atmosfere cittadine che in quelle vacanziere di Aspen, con suggestivi paesaggi innevati e belle inquadrature delle evoluzioni sciistiche di un inedito Mister No.
Al termine del lungo flashback, l'autore - per bocca dello stesso Mister No - lascia intendere che lo scontro con Jackie avrà un futuro sequel.

Mister No n.74-76 "Xavantes!"
di Alfredo Castelli & Angelo Maria Ricci
Luglio-Settembre 1981

Un bombardiere atomico, con quattro testate a bordo, precipita nel bel mezzo della foresta amazzonica. Mister No ed Esse-Esse vengono ingaggiati forzatamente per guidare alcuni componenti del servizio segreto brasiliano e della CIA al recupero dei preziosi e pericolosi ordigni, individuati nel territorio popolato dai bellicosi indios Xavantes.

Episodio del tutto trascurabile, confezionato da un Alfredo Castelli stavolta poco ispirato. Una trama prevedibile con scontati colpi di scena e condito da una serie di clamorose ingenuità dei vari protagonisti, Mister No compreso. L'autore ripropone il tema della cospirazione politica con annessi tradimenti e depistaggi ma, questa volta, pecca in una costruzione troppo grossolana che fatica ad innescare la curiosità del lettore. Gli avversari, pericolosissimi sulla carta, si rivelano poca cosa, sia nello scontro nella giungla che nel concitato finale.
La parte grafica è affidata ad Angelo Maria Ricci, alla sua prima e unica prova col pilota amazzonico prima di entrare nello staff della nascente collana di Martin Mystère. Ottima la resa degli sfondi e la cura dei dettagli, meno quella dei volti, specie un Mister No talvolta poco riconoscibile.

Mister No n.76-78 "La mafia non perdona"
di Guido Nolitta & Roberto Diso
Settembre-Novembre 1981

In un locale di Manaus, il casuale ascolto della canzone napoletana Scalinatella riporta alla mente di Mister No una passata avventura vissuta tra la Costiera Amalfitana e Capri. Sollecitato dall'amica Georgina, rievoca un drammatico fatto avvenuto negli anni successivi al secondo conflitto mondiale. Chiamato in Italia dal vecchio commilitone Steve Mallory (divenuto agente FBI), Mister No viene coinvolto nella ricerca di un prezioso documento che testimonierebbe la connivenza tra il governo statunitense e la mafia ai tempi dello sbarco alleato in Sicilia nel 1943. Un documento che fa gola ad altri loschi figuri da cui i due amici dovranno guardarsi.

Guido Nolitta propone - per la seconda volta consecutiva - un racconto in flashback. Anche questa volta il tema principale è ambientato lontano dall'Amazzonia, facendo vivere per la prima volta a Jerry Drake un'avventura in suolo italico. In un'amena Positano e nella sempre affascinante Capri, l'autore imbastisce una trama che nasce come una spy story, assume tratti sempre più violenti e drammatici e si conclude in modo tristissimo. Molto suggestiva la prima parte, in cui Mister No si immerge nell'atmosfera vacanziera della splendida Positano, trovandosi a suo perfetto agio con l'accogliente popolazione locale. Meno amichevole si rivelerà l'incontro con il boss della malavita locale, il "Dottor" Angiolillo, con cui Mister No sperimenterà gli spicci metodi della criminalità italiana. Tuttavia l'amarezza più grande la riceverà dall'amico Steve che, abbagliato dalla cupidigia, rinnegherà quei valori di lealtà e fratellanza che legavano i due compagni.
Ancora una grande prova per Roberto Diso, totalmente a suo agio in questa avvincente storia. Splendidi gli scorci della costiera, immortalati da alcune sensazionali vignette di grande formato. Non da meno i volti che caratterizzano i tanti personaggi che compongono l'episodio, sempre espressivi e perfettamente riconoscibili.

Mister No n.78-80 "Paura nei Caraibi"
di Claudio Nizzi & Franco Bignotti
Novembre 1981 - Gennaio 1982

Mister No e l'amico detective Phil Mulligan indagano su alcune misteriose sparizioni che hanno coinvolto persone molto facoltose. I fatti sono accaduti nel tratto di mare del cosiddetto Triangolo delle Bermude, alimentando così la sinistra fama del luogo. L'indagine porterà a scoprire che, dietro alle sparizioni, opera un'associazione criminale cui fa capo il pittoresco e spietato Capitan Quebrasco. Occorrerà tutta l'abilità di Mister No per sgominare la temibile banda. 

Fa il suo esordio nella serie Claudio Nizzi, alle prese con un soggetto tutto avventura. Sconosciuto al pubblico bonelliano, l'autore era noto soprattutto ai lettori de Il Giornalino, di cui era uno degli sceneggiatori più conosciuti e apprezzati. In questo episodio punta completamente sull'azione, con un Mister No brillante e spregiudicato, più vicino al modello Indiana Jones che alle classiche coordinate nolittiane. Una trama che si sviluppa con buon ritmo e tanti colpi di scena. Il personaggio di Capitan Quebrasco (ex contrabbandiere divenuto criminale particolarmente astuto), nonostante non esiti a mostrare la propria crudeltà, risulta alquanto accattivante e persino divertente. Tuttavia fanno capolino nella sceneggiatura diverse semplificazioni e banalità che giustificano in modo insoddisfacente alcuni snodi della trama. Oltre agli aspetti legati all'azione, la caratterizzazione di Mister No è praticamente assente. Anzi, la richiesta all'avvenente Molly di aiutarlo nella fuga concedendosi sessualmente ad uno dei carcerieri, è in pieno contrasto con i princìpi del pilota amazzonico che abbiamo imparato a conoscere.
Curiosità: questa non è la prima storia scritta da Nizzi per Jerry Drake ma la seconda (e ultima). Fu pubblicata per prima probabilmente perchè il disegnatore, Franco Bignotti, fu più veloce del collega Civitelli impegnato con il più lungo episodio Oro! (n. 80-84).

LE ANNATE DI MISTER NO

Stefano Paparella

"Quando il gringo incontra il messicano col coltello, il gringo è un uomo morto"

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