Grande protagonista di questa felice annata è Tiziano Sclavi, autore di tre episodi che ne sanciscono l'innegabile bravura. Nonostante il suo Mister No risulti psicologicamente diverso da quello concepito da Nolitta, Sclavi riesce a confezionare storie dall'innegabile fascino. Da registrare il ritorno alla sceneggiatura dello stesso Nolitta, assente da qualche anno e, a partire dal numero 116, il cambio di copertinista che passa dallo storico Gallieno Ferri a Roberto Diso. Debutto ai disegni di una coppia che diventerà molto familiare ai lettori, composta dai fratelli Domenico e Stefano Di Vitto. Vediamo cosa ci ha riservato questo 1984.
Mister No n.104-105 "La casa di Satana"
di Tiziano Sclavi & Bruno Marraffa
Gennaio-Febbraio 1984
Alla sua quarta fatica su Mister No, Tiziano Sclavi ci riporta alle atmosfere cupe e tenebrose del suo debutto Ananga! Un episodio teso e drammatico che, spesso, sconfina nel puro horror. A questo proposito risultano quanto mai inconsuete alcune tavole con scene splatter, esaltate dal buon lavoro grafico di Bruno Marraffa. Un episodio breve e intenso, dove Mister No appare in posizione decisamente defilata rispetto alla tormentata figura di Francisco Cabral, sfortunato protagonista di questa avventura.
Per un approfondimento: Il Mister No di Tiziano Sclavi
Mister No n.105-107 "Ombre rosse"
di Tiziano Sclavi & Roberto Diso
Febbraio-Aprile 1984
Nel volume monografico a lui dedicato dalla Coniglio Editore, Roberto Diso - il disegnatore di questa storia - afferma: "Quando ho fatto un paio di storie sue [di Tiziano Sclavi], una era Ombre Rosse, è stato molto divertente, perché i personaggi erano tutti vivi, autonomi. Non era una storia di Mister No, in realtà, però era divertente disegnarla perché era cinematografica. Tanto che mentre disegnavo la storia mi chiedevo 'ma come può funzionare una storia così, con questi stacchi bruschi...' e invece funzionava perfettamente". Il divertimento del disegnatore intento a realizzare questo episodio contagia anche il lettore. Un'avventura che, nella sua irresistibile originalità, seduce e conquista. Alla fine del lungo racconto in flashback, anche noi al pari di Esse-Esse ci chiediamo dove finisca la realtà e inizi la finzione di questa stravagante storia vissuta dal pilota amazzonico. Un dubbio che, in fondo, ha poca importanza: per il lettore sono sufficienti quelle pagine ripiene del grande talento di Tiziano Sclavi.
Per un approfondimento: Il Mister No di Tiziano Sclavi
Mister No n.107-108 "Alien!"
di Tiziano Sclavi & Fabio Civitelli
Aprile-Maggio 1984
Dopo l'horror e il western dei precedenti episodi, l'autore di Broni inserisce in questa storia la fantascienza. Una fantascienza che non segue i canoni del genere ma viene elaborata secondo la particolare sensibilità sclaviana. In evidenza anche lo sfondo storico, radicato in quella "guerra fredda" che più volte aveva portato il mondo sull'orlo della catastrofe. I due protagonisti - l'americano Mister No e il russo Arkady - sigillano in questo episodio quell'amicizia che l'autore (e noi tutti insieme a lui) auspicava per le due superpotenze, in quegli anni tormentati da una pericolosa tensione. Mister No e Arkady non sono più due semplici personaggi di un fumetto, ma i protagonisti di una riflessione più estesa sul confronto tra due mondi contrapposti. Straordinaria prova grafica di Fabio Civitelli - complice perfetto di Tiziano Sclavi - che regala ai lettori tavole ricolme della sua grande bravura.
La scheda sul sito storico di uBC
Per un approfondimento: Il Mister No di Tiziano Sclavi
Mister No n.108-110 "Il sepolcro indiano"
di Ennio Missaglia & Franco Bignotti
Maggio-Luglio 1984
Mister No ed Esse-Esse vengono ingaggiati da una spedizione archeologica con meta la regione del Petén, in Guatemala, alla ricerca di un centro sacrale Maya. Fanno parte della missione esplorativa i due professori Fonseca e Valdeira, oltre ad una vecchia conoscenza di Jerry e dei lettori: l'affascinante Patricia Rowland. Nella giungla centro-americana, la spedizione dovrà guardarsi non solo dalle insidie dell'inospitale regione ma - soprattutto - dalla violenza dei banditi Lagarteros e da quella degli Zambos, rivoltosi sanguinari capeggiati dal feroce generale Duarte.
Episodio che, a fronte di un soggetto interessante, si rivela piuttosto piatto e scontato. Ernesto Missaglia non riesce a far scattare la scintilla per appassionare il lettore, imbastendo una trama fatta di tanti scontri a fuoco e violenze varie. Avrebbero meritato maggiore approfondimento le figure dei nativi della zona: Lagarteros, Chicleros e Zambos rimangono solo dei nomi sullo sfondo, caratterizzati da sommarie descrizioni. Gli stessi protagonisti della spedizione sono personaggi piuttosto anonimi e stereotipati. L'autore dimostra di non riuscire a maneggiare adeguatamente la figura di Patricia, qui rappresentata in modo totalmente inefficace, oltre a risultare un corpo estraneo particolarmente fastidioso in diverse sequenze. Più curata la psicologia del famigerato generale Duarte, reso folle dalla perdita del figlio, anche se emergono alcune banalità nel flashback del suo passato.
Mister No n.110-113 "La legge della violenza"
di Guido Nolitta & Roberto Diso
Luglio-Ottobre 1984
Un ricco uomo brasiliano - Milton Galvão - si getta nell'impresa di riattivare la vecchia ferrovia che, attraverso la giungla, si prefiggeva di congiungere Brasile e Bolivia nel tratto Madeira-Mamorè. Con la speranza di trovare un lavoro, si muovono verso il campo base di Porto Velho numerosissime persone. Tra queste troviamo anche Mister No, desideroso di aprire in loco un'agenzia di viaggi per i turisti che, nelle sue speranze, affolleranno il luogo. Nonostante le promesse di un facile impiego e relativi guadagni, la "Nova Mad Mary" - questo il nomignolo affibbiato al progetto della nuova ferrovia - stenta a decollare. Insieme al (finto) reporter Almeida, Mister No farà luce sulle vere intenzioni di Galvão.
Dopo quasi tre anni, ritorna nella serie una storia a firma Guido Nolitta, con un episodio che si rifà alle sue esperienze di viaggiatore nel "continente amazzonico". Si tratta delle reali vicissitudini che incontrò la nascita della ferrovia Madeira-Mamoré, la cui costruzione e relative condizioni disumane costarono la vita a migliaia di operai. Una storia che conquista non tanto per la trama in sé - comunque apprezzabile - ma per i personaggi che la popolano e per l'ambiente che, da sfondo, diventa protagonista. Ancora una volta la giungla viene sfidata dal progresso dell'uomo e, ancora una volta, ne esce vincitrice. Le "ferite" causate dalle migliaia di traversine posate al suo interno, vengono rimarginate da una natura che, voracemente, si riappropria dei suoi spazi. Risultano irresistibili le tre garotas Irene, Maria e Madalena - esuberanti ed allegre prostitute con un certo fiuto per gli affari - che decidono di lasciarsi alle spalle gli "squattrinati e spilorci" abitanti di Manaus per aprire un'attività a Porto Velho. Restano impresse anche le figure degli indios Caripuna, guidati dal loro saggio e riconoscente capo Awave, e quella di John Riley, un reduce della costruzione della vecchia ferrovia maledetta. Geloso custode della splendida locomotiva Baldwin, con la sua morte scomparirà anche quell'ultima testimonianza di un'impresa tanto ardita quanto fallimentare.
Mister No n.113-115 "Una notte a Trinidad"
di Alfredo Castelli & Virgilio Muzzi
Ottobre-Dicembre 1984
Mister No viene assunto come accompagnatore turistico sulla nave da crociera Merci Dieu. Durante la navigazione nei mari caraibici, scompare misteriosamente un passeggero, il notaio Thompson, e viene rapita la sua segretaria Lana. Dietro a questi fatti si cela un pericoloso gangster che il pilota amazzonico dovrà affrontare sia a bordo della nave che sulla terraferma di una Cuba dilaniata dalla guerra civile.
Alfredo Castelli imbastisce una trama tanto intricata quanto confusionaria. La storia propone in successione situazioni e scenari che cambiano troppo velocemente, con personaggi improbabili e una serie di banali semplificazioni. Dopo un inizio con toni da commedia, la vicenda segue un canovaccio da intrigo à la Hitchcock ma senza il necessario livello di pathos. L'ultima parte si inserisce nei moti rivoluzionari che - all'epoca della storia - stavano sconvolgendo Haiti e la Cuba di Fulgencio Batista, riprendendo in parte un tema già esplorato in un precedente episodio dello stesso Castelli. Purtroppo anche qui affiorano alcune soluzioni troppo semplicistiche che risolvono situazioni all'apparenza disperate con eventi decisamente sospetti nella loro casualità. Alcune intuizioni risultano più felici, a partire dalle perfide vecchiette Adelina e Evelina che riportano alla mente le due sorelle di Arsenico e vecchi merletti. Sorprende anche l'incontro tra Mister No e un rivoluzionario che farà storia, Ernesto "Che" Guevara.
Non aiuta il comparto grafico. Debutta (e sarà anche l'unica sua prova) Virgilio Muzzi, storico disegnatore di Tex, il cui tratto appare oltremodo datato e non in linea con gli standard qualitativi della serie. Gli evidenti interventi redazionali sui volti di Mister No e di altri personaggi non fanno altro che generare ulteriore confusione all'interno di questo sfortunato episodio.
Mister No n.115-116 "Il picco delle nebbie"
di Claudio Cicogna & Domenico e Stefano Di Vitto
Dicembre 1984 - Gennaio 1985
Il losco Big Bag, personaggio della Manaus criminale, guida un professore esperto di paleontologia alla ricerca di resti di dinosauri sul Pico da Neblina, montagna che fa parte del Massiccio della Guyana. In realtà si tratta di un raggiro ordito dal furfante ai danni dell'ingenuo professore. Il vero scopo è quello di farsi finanziare la spedizione per trovare un giacimento di smeraldi che il racconto di un indio morente localizza proprio in quella zona. Mister No si getta sulle loro tracce ma, oltre che dal sinistro Big Bag, dovrà guardarsi dai pericoli custoditi dalla Valle dei Morti del Picco delle Nebbie.
Esordio sulla collana di Claudio Cicogna, già visto in alcuni lavori per L'Intrepido e Il Monello oltre che su Full, rivista Bonelli pubblicata nel 1983 che non ebbe grande fortuna.
Un primo lavoro interessante, con un ottimo spunto iniziale che viene sviluppato in modo credibile e avvincente. Si inserisce nel filone fantastico della serie, con la spettrale e inquietante Valle dei Morti pronta a ghermire gli incauti esploratori che si avvicinano ai suoi tesori. Appare riuscita anche l'interpretazione di Mister No, senz'altro coerente con il modello nolittiano. L'unica vera pecca è un finale piuttosto accelerato, in cui i fatti narrati si risolvono in modo troppo sbrigativo. Un altro esordio è quello ai disegni dei fratelli Domenico e Stefano Di Vitto, che consegnano una prova senz'altro apprezzabile. La caratterizzazione grafica del pilota amazzonico si rifà a quella di Diso - risultando quindi gradevole - e si unisce ad una bella rappresentazione degli ambienti amazzonici. Curiosamente la paternità di questo episodio è stata attribuita per anni (e lo è tutt'ora sul sito Bonelli) al fratello di Claudio, Graziano Cicogna; le recenti cronologie - e l'opera Un avventuriero in Amazzonia a cura di Mauro Giordani e Gisello Puddu - stabiliscono il corretto contributo al reale autore della storia.





