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I 2006 albi di uBC!
uno sguardo dello staff sull'anno passato
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I 2008 albi di uBC!
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I 2010 albi di uBC!
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I 2011 albi di uBC!
uno sguardo dello staff sull'anno passato
Fedeli alle nostre tradizioni, anche quest'anno uBC vuole presentarvi una selezione di quel che ci ha colpito di più nell'anno appena trascorso... come sempre scegliendo d'istinto quel fumetto (o quei fumetti) che ci hanno saputo regalare qualcosa. Ci auguriamo che questa breve carrellata possa esservi di stimolo per scoprire qualcosa che magari non conoscevate e che, secondo noi, merita di essere letto!
Progetto Cyborg e Davvero
Progetto Cyborg di Paolo Morales (testi, matite e chine) e Davide De Cubellis (matite e chine) - Sergio Bonelli Editore, 13 giugno 2012
Davvero di Paola Barbato (testi) e autori vari (disegni) - Star Comics - € 2,90, 16 x 21, pp. 96, serie mensile
La prima citazione del mio 2012 a fumetti parte dall'inizio del 2013, con la prematura scomparsa di Paolo Morales e la fredda consapevolezza, dopo lo shock umanamente provato alla notizia, che non potremo più sapere dove lo avrebbe condotto la sua opera con Martin Mystère, longevo personaggio bonelliano del quale ha firmato le storie più belle e significative degli ultimi 15 anni. Storie come l'ultima sin qui pubblicata, Progetto Cyborg, uscita nel mese di giugno. L'episodio è un efficace compendio dell'universo narrativo con cui Morales ha caratterizzato le sue storie del BVZM: complotti dall'inimmaginabile portata, richiami alla contemporaneità e alle logiche, spesso senza scrupoli, che guidano la moderna società, con trame che, per contrasto, sviluppano un sottotesto di grande valore etico ma senza retorica. Un episodio che ha confermato, ancora una volta, la brillantezza che Morales sapeva imprimere alla caratterizzazione e alle sfumature dei personaggi, ai dialoghi, ai momenti d'azione... persino alle sequenze dedicate alle spiegazioni che, con altri autori bonelliani, fanno addormentare. Con un ritmo incalzante e momenti di grande intensità, quest'ultima storia ha riproposto il Martin Mystère prediletto da Morales, dalla caratterizzazione marcatamente umana, e che mi mancherà tanto, come il suo autore.
La seconda citazione è per Davvero, la miniserie di Paola Barbato per le edizioni Star Comics, giunta in novembre alla versione cartacea dopo il successo della sperimentazione sul web. Per la sua atipica tematica Davvero è una ventata di aria fresca per il fumetto italiano nel formato "bonellide". Davvero è infatti una serie intimista, romantica e di formazione che racconta le vicisissitudini di una 19enne italiana, viziata e irresponsabile, che abbandona la casa dei genitori per dimostrare di che pasta è fatta... scontrandosi con una dura realtà per la quale è del tutto impreparata, ma che la farà crescere. L'esperta Paola Barbato è naturalmente il valore aggiunto del progetto, con sceneggiature frizzanti in cui, libera dalla tradizionale "gabbia" bonelliana, può organizzare le tavole da affidare allo staff di disegnatori nei modi più disparati ed efficaci per aumentare il grado di empatia provocato dai testi e dai disegni. Una lettura che "prende", purtroppo penalizzata da un repentino passaggio alla periodicità bimestrale, alla quale mi sento di augurare le migliori fortune. Cristian Di Clemente
Beta
Beta di Luca Vanzella (testi) e Luca Genovese (disegni) - Bao Publishing - 2 volumi da € 16,00 cad.
Da Go Nagai (Mazinga) a Hideaki Anno (Evangelion), passando per Daltanious e compagnia: è questo l’apparente succo di "Beta", opera in due volumi edita dalla Bao Publishing, per i testi di Luca Vanzella ed i disegni di Luca Genovese. In realtà, la trama mostra una maturità ben più profonda, ed uno sviluppo articolato su molteplici livelli che, partendo dal classico schema del "team di 5 giovani alla guida di un robot giapponese", sterza quasi subito bruscamente per intraprendere un percorso di complessità crescente, fortemente centrato sulle psicologie dei personaggi, e le loro reciproche interazioni, il tutto a sua volta all’interno di una macrotrama in cui davvero nulla è ciò che sembra.
Da questo punto di vista, gli autori mostrano di aver abbondantemente e sapientemente "digerito" le più importanti direttrici di sviluppo che caratterizzano la cosmologia dei mecha dagli anni ’70 del secolo scorso ad oggi, offrendo a lettore un prodotto completo sotto più punti di vista, tanto rispettoso dei più scontati clichè narrativi, quanto capace di un gioco di decostruzione e ricostruzione che tranquillamente meriterebbe una trasposizione verso altre tipologie di media (in terra nipponica ne avrebbero già tratto una serie di OAV!).
È proprio leggendo storie come questa che si comprende quanto si possa ancora navigare ben lontani dall’usuale lamentela secondo cui "tutto è già stato scritto": se è pur vero che l’iniziale dicotomia bianco/nero è stata surclassata dalle ben più glam 50 sfumature di grigio, è altrettanto chiaro che armonizzare ed orientare elementi e rimandi culturali provenienti da periodi ormai abbastanza lontani tra loro richiede - come detto - una solida conoscenza della materia: solo in questo modo diviene possibile dare al lettore una serie di illusioni iniziali, preoccupandosi poi di smantellarle con certosina ed inarrestabile logica, fino ad un finale solo all’apparenza amaro, ma in realtà contenente in sé il germe dell’eterna ruota del destino, che procede in ossequio ad inconosciuti, gattopardeschi dettami. Il comparto grafico, dal canto suo, soffre un po’ nelle sequenze d’azione, che richiedono in non pochi casi uno sforzo per distinguere in maniera chiara i singoli componenti del quadro d’insieme; per il resto, l’uso dei retini non è mai invasivo, e più in generale i rimandi ad un’estetica nipponic-like sono ben amalgamati con un espressionismo di matrice più tipicamente europea. Il plauso maggiore va però alla capacità di rendere il tutto in una prospettiva vintage, che contribuisce in maniera particolare a trasportare il lettore nell’epoca in cui si svolgono i fatti (gli anni '70/’80 del XX secolo, in perfetto accordo con la cosiddetta "epoca d’oro" dei robottoni, per lo meno in Italia).
Una lettura quindi fortemente consigliata (anche per i suoi meriti "filologici"), e soprattutto indicativa di come il fascino esercitato dai giganti d’acciaio continui a non passare di moda, anzi incarnandosi in forme sempre più raffinate. E se è corretto asserire che Evangelion non sarebbe esistito senza Mazinga, allora si può gettare il cuore oltre l’ostacolo e dichiarare che Evangelion continua ad essere Mazinga, nel suo "io" più intimo: Mazinga è cresciuto, così come chi era fanciullo quando lo ha visto in tv per la prima volta, e la passione che traspare dalle pagine di "Beta" ci fa partecipi di questa doppia ed interrelata maturazione, quasi ineffabile, di certo ancora capace di suscitare emozioni. Oscar Tamburis
Un Polpo alla gola
Un Polpo alla gola di Zerocalcare, Bao Publishing 16.00€, 190 pp b/n
Dopo l’Armadillo è il turno del Polpo. Alla sua seconda prova il giovane disegnatore conserva intatto il suo tratto sornione, la sua ironia disarmante e tutti i riferimenti agli anni novanta. C’è poi quell’amara consapevolezza che l’infanzia ci ha segnato in maniera indelebile ed il romanzo muove appunto da qui la sua trama in un vortice amarcord incredibilmente affascinante. In quest’opera c’è anche una più matura gestione della narrazione che porta il lettore a divorare tutto d’un fiato la storia. Un senso d’insieme che influisce sia sullo svelamento del mistero, perché, tra le altre cose, in realtà la storia è un giallo, sia sull’ironia, che è poi quella che ti aspetti se hai letto il precedente lavoro e se lo segui su internet. Pasquale Laricchia
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Dracula di Bram Topker
Dracula di Bram Topker di Bruno Enna (testi), Fabio Celoni (disegni) e Mirka Andolfo (colori) - The Walt Disney Company Italia
Uno dei vertici della gestione De Poli di Topolino (che ha saputo far attestare la qualità media delle storie edite sul settimanale a un livello più che soddisfacente) si può individuare senz'altro in questa ambiziosa storia in due puntate, pubblicata originariamente sui nn. 2945 e 2946 della rivista per il centenario della scomparsa di Bram Stoker e prontamente riproposta alla scorsa 'Lucca Comics' in un'edizione deluxe.
Bruno Enna riesce a bilanciare egregiamente una serie di elementi: pathos e inquietudine, attinti dal romanzo originale e dalla celeberrima trasposizione cinematografica di Coppola non solo nel senso del mood generale, ma anche attraverso una ripresa di situazioni specifiche; un umorismo scoppiettante che gioca sapientemente sulla comicità fisica e verbale (soprattutto) come contraltare della tensione e per conferire all'insieme maggiore armonia; una sapiente trasposizione in chiave disneyana degli elementi narrativi (con una particolare menzione per il ricorso metaforico alle barbabietole, che avrebbe potuto sortire un effetto di banalità ed è invece risultato un vincente segno di distinzione) e del cast. Sotto quest'ultimo profilo ogni personaggio recita in maniera calzante e, prescindendo dall'importanza del ruolo che riveste, riceve adeguato spazio e caratterizzazione: se si volesse pure qui assegnare una palma, probabilmente a spiccare sugli altri sarebbe Pippo/Van Helsing, che regge le fila del registro tragicomico e - a ben vedere - della storia stessa. Ma tutti, ripeto, sono pienamente in parte. È una fortuna che una storia tanto particolare sia passata per le mani di un Fabio Celoni in evidente stato di grazia: ogni tavola è un tripudio di dettagli, inquadrature particolari, espressività, atmosfera, capacità di coniugare una base umoristica con una resa all'occorrenza genuinamente orrorifica (la scena di Clarabella 'barbabietolizzata'...). La colorazione, curata dallo stesso Celoni in tandem con la brava Mirka Andolfo, non fa che potenziare, con i suoi giochi di luce e chiaroscuro, l'eccellente comparto grafico.
Un'opera, dunque, che trasuda divertimento e amore per una tradizione che mostra appieno di poter essere ancora vitale e innovativa. Federica Sconza
Le Storie e Saguaro
Le Storie e Saguaro sono le più recenti uscite della Sergio Bonelli Editore
Le due maggiori novità proposte dalla Sergio Bonelli editore nel 2012 sono state sicuramente gli esordi di nuove collane: Le Storie e Saguaro, accomunate dalla scelta di coniugare tradizione e modernità.
Le Storie si presenta come una collana eterogenea con avventure singole che rimandano alla tradizione narrativa avventurosa della casa editrice, con richiami evidenti per esempio alla storica serie Un uomo un’Avventura. A differenza però di quella leggendaria collana, la realizzazione degli albi è affidata ai migliori autori che già lavorano in casa editrice (tra gli altri Paola Barbato, Giampiero Casertano, Roberto Recchioni, Bruno Brindisi nei primissimi numeri), che pur liberi dai vincoli dei personaggi storici, rispettano comunque per formato e per divisione della tavola il classico canone bonelliano, realizzando una serie di albi che stanno dando notevoli soddisfazioni ai lettori.
In giro per la rete
Ha attirato meno l’attenzione l’uscita di Saguaro, serie creata dallo sceneggiatore Bruno Enna, che pure rappresenta un cambio di rotta altrettanto perentorio nella politica editoriale della casa editrice milanese, con il ritorno alla pubblicazione di una serie classica, ongoing, senza limiti di uscita, dopo 11 anni dall’esordio di Gregory Hunter, ultima serie realizzata, a dire il vero non troppo fortunata, e dopo tante miniserie approdate in edicola.
Saguaro è una serie che pur partendo dalla classica tradizione bonelliana, presenta a ben vedere notevoli novità. Ambientata nell’Arizona degli anni ’70 del XX secolo, vede il ritorno dal Vietnam del Navajo Thorn Kitcheyan, soprannominato Saguaro per il suo carattere alquanto spinoso, nella riserva indiana dove è cresciuto, per diventare agente federale e scontarsi con le tensioni tipiche dell’epoca, come la condizione dei nativi indiani, ma anche per fare i conti con il suo burrascoso passato. Elemento di innovazione è il fatto che tutti i numeri sono in stretta continuity uno con l’altro, e che la serie dovrebbe differenziarsi in varie stagioni, come i moderni telefilm americani. Al di là degli evidenti richiami alla tradizione della casa editrice (i Navajo per esempio sono gli indiani di Tex), sono rispettati i canoni della narrazione bonelliana, sia nella costruzione delle avvincenti avventure, di stampo giallo, sia nella delineazione del carattere del protagonista, un vero indiano, un agente federale, ma anche un duro dal cuore tenero, a suo agio nell’ambientazione da West contemporaneo. Massimo Cappelli
Sket Dance
Sket Dance di Kenta Shinohara - Panini Comics - serie mensile in corso di pubblicazione
Decretare il Best Of di quest'anno nel campo del manga è parecchio difficile: abbiamo infatti avuto molte uscite di buona qualità, forse più della media degli anni passati, ma a mio parere nessun titolo "dirompente".
Tra i tre più interessanti Medaka Box, Monophobia e Sket Dance ho deciso di incoronare quest'ultimo per la carica di allegria che trasmette e l'abilità di affabulatore dell'autore, Kenta Shinoara, che riesce sempre e comunque a dare il meglio, sia che racconti un breve episodio autoconclusivo, sia che si cimenti in uno dei tanti, coinvolgenti, archi narrativi.
Una menzione d'onore va a Samidare - Lucifer & Biscuit Hammer, recensito per Lucca e di cui abbiamo ancora troppo poco per potergli dare la corona, ma sulla cui energia dirompente facciamo affidamento per il 2013. Luca Cerutti
Sul Pianeta Perduto
Sul pianeta perduto di Antonio Serra (testi) e Paolo Bacilieri (disegni) - Sergio Bonelli Editore (vedi scheda)
La storia creata da Antonio Serra, con lo splendido ed imprescindibile lavoro ai disegni di Paolo Bacilieri, rappresenta a mio parere il meglio del 2012 in fatto di fumetti: un volumone corposo, con un prezzo onestamente impegnativo (€ 9.50 non sono certo pochi per un albo "da edicola"), che però merita l'acquisto per la dolcezza e la leggerezza con cui fa viaggiare il lettore in un mondo speciale. Quel che colpisce di quest'albo è proprio la sua capacità di regalare una storia fantastica in cui immergersi tutto d'un fiato, come Bastian che legge La Storia infinita: questa "meraviglia", questa potenza data dalla letteratura fantastica, permea tutta la storia ed è il suo vero valore aggiunto. Se volete viaggiare con la fantasia senza distrazioni, sospendendo completamente l'incredulità, e soprattutto con gioia... beh, quest'albo fa per voi! Martina Galea.



