Se in questi giorni Francesco Guccini viene giustamente ricordato come poeta, Maestrone, musicista e immenso cantautore, ci piace ricordarlo anche per la sua profonda passione e l'apporto fondamentale al mondo dei fumetti. Un legame profondo e militante: con l'amico Bonvi scrisse alcune tra le prime Sturmtruppen, revisionò i dialoghi di Cronache del dopobomba, lo ispirò per la storia ...andiamo all'Havana! (in Incubi di Provincia) e soprattutto creò a quattro mani Storie dello spazio profondo, dove l'avventuriero protagonista aveva le sembianze di Bonvi e il robot impersonificava Guccini. Scrisse poi con Magnus il primo episodio de Lo Sconosciuto (Poche ore all'alba), collaborò con Guido Buzzelli (Le soutien du ciel e Colpo di Stato), con Filippo Scozzari (Barbùn versus realtà) e con Francesco Rubino per Vita e morte del brigante Federigo Bobini detto “Gnicche”, inserito in Magnifici malfattori.
Attorno a lui ha sempre ruotato il pantheon della grande scuola italiana: ha frequentato Staino, Hugo Pratt, Milo Manara, Andrea Pazienza e Alfredo Castelli - per il quale firmò la prefazione a un volume di Martin Mystère, fantasticando persino su una storia insieme dedicata ai "mysteri" dell'Appennino pistoiese. Tiziano Sclavi, che a inizio carriera si firmava "Francesco Argento" in omaggio a lui e a Dario Argento, gli commissionò il brano Acque per il film Nero e citò i versi de "Il pensionato" nel finale di Marty (Dylan Dog n. 244). Anche Guido Silvestri, in arte Silver, quando nel 1974 creò il personaggio di Lupo Alberto, durante la sua vita da recluso ascoltava a nastro solo tre 33 giri: uno di questi era proprio Radici di Guccini.
Lettore di tanti fumetti, era un grande appassionato del Paperino di Carl Barks, sostenendo a gran voce che il fumettista americano avrebbe meritato il Nobel per la Letteratura. Se nelle tavole di Susy & Merz lo si vede discutere su chi sia superiore tra Tex e "Paperino sceriffo di Val Mitraglia", nella vita reale amava fare lunghe chiacchierate con l'amico Vittorio Giardino - grande estimatore del Topolino di Floyd Gottfredson - per discutere bonariamente su quale fosse il migliore tra i due autori disneyani. Lo stesso Giardino lo ha reso immortale disegnandolo tra le pagine di Jonas Fink mentre suonava la canzone della Moldava, così come fecero Cavezzali e tanti altri autori che nei decenni lo hanno trasformato, immancabilmente, anche attraverso le sue canzoni, in una splendida icona a fumetti.
