Come avevo scritto alla fine della prima parte di questa panoramica sulla Collana Rodeo, a maggio 1976 apparve l'episodio conclusivo (il 39°) del Ragazzo nel Far West: dopo nove anni esatti di pubblicazioni e 108 numeri in totale (di cui "solo" 47 dedicati alla Storia del West), c'era di nuovo bisogno di altri fumetti da alternare alla saga di Gino D'Antonio, ancora lontana dalla sua conclusione e con i disegnatori - Renato Polese e Sergio Tarquinio - che non producevano più di un paio di albi a testa all'anno.
Come già successo qualche tempo prima, l'editore Sergio Bonelli e il direttore generale Decio Canzio ripescarono alcuni vecchi western a striscia - di Gianluigi Bonelli e/o dello Studio D'Amy - già ristampati nella collana Avventure del West. Così successe, ad esempio, per il numero 109 in cui iniziò La pattuglia dei bufali, un fumetto 100% Studio D'Amy che occupò anche i numeri 110 e 112; e allo stesso Studio si dovevano anche i disegni della seconda parte de I tre Bill, su testi di GLB, che apparve sui numeri 114, 115 e 117.
In realtà, come si è scoperto molto tempo dopo, Bonelli & Canzio avevano ipotizzato di inserire nella collana anche alcuni inediti, fossero essi one shot o miniserie: l'esempio più famoso è senz'altro quello di Jedediah Baker, cioè la versione originale del Ken Parker di Berardi & Milazzo: secondo la guida Tutto Bonelli 1941-1979, però, “fu solo dopo la visione del terzo episodio in preparazione che Sergio Bonelli, valutando la qualità del prodotto, decise di far diventare Ken Parker una nuova collana western della casa editrice”. Lo stesso percorso, sempre secondo questa guida, fu seguìto da Mister No: Bonelli/Nolitta, ispirato dai suoi viaggi in Amazzonia e Messico, concepì a partire dal 1971 "la trama di alcune storie senza però particolare convinzione; nelle sue intenzioni, infatti, c'era l'idea di scrivere una miniserie di pochi numeri da inserire all'interno della Collana Rodeo, [ma] ad episodi ultimati, Bonelli decise di pubblicarli come una miniserie estiva in 5 albi"... e il resto è storia, come si suol dire.
Visto che queste miniserie presero altre strade, per gli inediti si ripiegò in un primo tempo sui one shot: dieci albi in totale (a partire dal numero 119), di cui i primi nove concentrati tra aprile 1977 e aprile 1978.
In questo periodo, quindi, la Collana Rodeo diventò una "palestra" per testare potenziali nuovi autori (tra cui Giancarlo Berardi e Roberto Diso), ma anche contenitore per albi "riempitivi" commissionati ad autori già attivi con la casa editrice come, ad esempio, Andrea Mantelli o Virgilio Muzzi. Un particolare curioso è il fatto che ben tre di questi "episodi inseriti per permettere la pubblicazione più diluita degli albi della Storia del West"... furono disegnati da Polese (!), con la conseguenza che le avventure della “famiglia allargata” Mac Donald/Adams, in questo periodo, progredirono ben poco.
Vale comunque la pena segnalare le due storie scritte da Berardi e le due disegnate da Diso. Berardi è lo sceneggiatore di Terra maledetta (numero 121, per i disegni di Antonio Canale), ambientata tra i ghiacci e con il protagonista che possiede un fucile Kentucky; e di Wyatt Doyle (numero 131, per i disegni di Gianni Forgiarini), una classica avventura western. Diso, invece, illustra Gli strangolatori (numero 120, su testi di Pier Carpi) con thugs devoti alla Dea Kalì e soldati di Sua Maestà; e Il mestiere di spia (numero 125, su testi di Mantelli), con lo stuntman Ted Mulligan che viene appunto reclutato come spia.
Insomma, nonostante questi fill-in... a metà 1978 la Storia del West era ancora ben lontana dalla fine e si tornò alle ristampe: stavolta toccò a una serie firmata Nolitta & Tarquinio, Il giudice Bean, che ripropose - a partire dal numero 132 - i cinque episodi apparsi nel 1963 nella collana "Gli Albi del Cowboy I Serie", con alcuni brevi o brevissimi fumetti in appendice a completare la foliazione degli albi. Questa prassi era già stata applicata saltuariamente nei primi anni di pubblicazioni, con gli esempi più famosi rappresentati da Anubi e Voudou [sic] della coppia Nolitta & Donatelli e da Guadalcanal e La ferita da un milione di dollari della coppia Oesterheld & Pratt (l'elenco completo dei fumetti apparsi in appendice è consultabile qui).
All'inizio del 1979, la situazione rispetto a maggio 1976 era la seguente: altri 31 albi pubblicati (per un totale di 139), di cui solo 11 dedicati alla saga di D'Antonio (per un totale di 58). Ma proprio da lì ci fu un'accelerata clamorosa, che portò al completamento delle pubblicazioni in due anni precisi: lo stesso Bonelli, rispondendo ad un lettore nel numero 137, affermò che la programmazione della Storia del West stava avviandosi alla conclusione.
La svolta fu resa possibile grazie all'impennata produttiva di Tarquinio e Polese, cui si affiancò il disegnatore spagnolo Luis Bermejo Rojo che realizzò tre episodi. Tra gennaio 1979 e gennaio 1980, gli albi della Storia del West uscirono regolarmente nei mesi pari, alternandosi alla miniserie inedita Joselito che venne pubblicata nei mesi dispari per un totale di sette numeri. Questa serie western, che debuttò nel numero 140, era scritta da Armando Monasterolo che si occupava anche dei disegni (affiancato da Alberto Gatti e, saltuariamente, da Luigi Merati e Alfio Ticci).
Tutto era finalmente pronto per il rush finale: a partire dal numero 153 (pubblicato eccezionalmente a marzo 1980, in ritardo rispetto all'albo precedente uscito a gennaio), TUTTI gli albi della Collana Rodeo furono occupati dalla Storia del West con l'unica, curiosa eccezione del numero 159, intitolato L'astronave perduta. In questo one shot inedito, scritto da Giorgio Pezzin e disegnato dall'art director e factotum della casa editrice Luigi Corteggi, faceva la sua ricomparsa la fantascienza dodici anni dopo Judok: come descritto nel sito SBE a commento della ristampa di questo albo nelle Storie Cult (dove sono apparsi anche episodi di Joselito, del Giudice Bean ecc.), "è davvero possibile che un piccolo planetoide [...] sia un simile paradiso? [...] O forse quell’immagine meravigliosa nasconde l’insidia di una minaccia mortale? L’equipaggio dell’astronave Gamma Uno sta per scoprirlo!"
Tra ottobre e dicembre 1980 apparvero in edicola gli albi che conclusero, al contempo, la Storia del West e l'avventura editoriale della Collana Rodeo dopo 162 albi complessivi. In questa sequenza finale, D'Antonio tirò le fila dell'intera saga riportando sul palcoscenico tutti i protagonisti che si erano avvicendati per anni e concludendola con il memorabile La fine della pista, in cui disegnò personalmente i primi due terzi dell'albo - dedicati alla Oklahoma Land Rush - prima di passare il pennello a Polese per l'epilogo, con il massacro di Wounded Knee. La degna conclusione di un'opera fondamentale per il fumetto italiano, quella "documentata ed affascinante rievocazione dell’avventurosa vita del selvaggio ovest americano" (come recitava il "lancio" risalente al 1965) che, senza l'espediente della pubblicazione all'interno di questa "collana-contenitore", non avrebbe potuto mantenere la qualità elevatissima che la contraddistingue.
La prima parte di questa panoramica
Le informazioni biobibliografiche e le citazioni che appaiono in questo articolo sono tratte ed elaborate da:
Tutto Bonelli 1941-1979. Gli anni d’oro, a cura di Mauro Giordani e Gisello Puddu
I Bonelli. Una famiglia Mille avventure, a cura di Gianni Bono
Gli editoriali delle Storie Cult (a cura di Gianmaria Contro e altri autori), collana in cui sono stati ristampati – a partire dal 2021 – vari fumetti trattati in questo articolo
Le pagine del sito web Sergio Bonelli Editore dedicate a vari fumetti trattati in questo articolo
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