Approfondimento · Comics

Capitan America, gli anni 2000.
Parte VII 2009

L’anno della “numerazione assoluta”

di
Marco Corbetta
pubblicato
20.03.2026
lettura
12 minuti

Terminati i tre atti (per 18 numeri) che erano diretta conseguenza della morte di Capitan America e dopo aver fatto indossare il costume dell’eroe a stelle e strisce al suo redivivo partner della Seconda Guerra Mondiale, Bucky Barnes, nel 2009 Ed Brubaker proseguì la gestione della collana con un’altra mini-saga in sei numeri (Captain America Vol. 5 nn. 43/48), approfondendo il carattere del nuovo Capitan America.

Il tutto, però, senza il disegnatore Steve Epting, che lasciò la serie per andare a illustrare i Fantastici Quattro. Venne sostituito da Luke Ross, con occasionali interventi di altri artisti.

In questa storia, il nuovo Capitan America scopre che il suo passato come Bucky e come Soldato d’Inverno sono entrati in rotta di collisione con il presente. Nel 1942, Cap e Bucky avevano fatto parte di un’operazione segreta, volta al recupero del massimo scienziato cinese (il professor Zhang Chin), un super-genio di soli 12 anni di età. Ma, nel 1968, il Soldato d’Inverno era stato inviato a eliminare quello stesso ragazzo, diventato uomo, e solo una vaga reminiscenza del passato - e un misterioso personaggio nell’ombra - gli avevano impedito di premere il grilletto. Questi avvenimenti tornano alla ribalta nella vita di Bucky quando egli scopre che quel misterioso personaggio del passato è l’Uomo Senza Volto, un tentativo fallito di Zhang Chin di creare un super-soldato cinese, capace di confondersi tra le ombre e diventare intangibile. Costui, servendosi del mercenario francese Batroc il Saltatore, si è impossessato del corpo di Jim Hammond, la Torcia Umana originale e membro degli Invasori della Seconda Guerra Mondiale (di cui facevano parte anche Cap e Bucky) per portarlo a Chin che vuole estrarre dalle sue cellule un “virus a combustione umana” e scatenare una pandemia globale, uccidendo gran parte della popolazione mondiale in modo da salvare l’ecosistema del pianeta! 

Per impedirlo, e in memoria del loro vecchio alleato, Bucky (indossando l’uniforme del Soldato d’Inverno) e Namor, il Sub-Mariner, decidono di infiltrarsi nel laboratorio segreto di Zhang Chin a Taiwan. Grazie anche all’aiuto della Vedova Nera, i due eroi distruggono il laboratorio e recuperano il corpo di Jim Hammond. Una volta tornati in Patria, alla Torcia Umana originale viene tributato un funerale da eroe di guerra, e Bucky (tornato a indossare il costume di Capitan America) può così salutare definitivamente il suo amico caduto.

A giugno 2009 uscì Captain America Vol. 5 n. 49. Un episodio tutto incentrato su Sharon Carter.

Sono trascorsi nove mesi da quando Steve Rogers è morto. Sei mesi da quando Sharon Carter si è liberata dal controllo mentale del dottor Faustus e del Teschio Rosso. Da allora molte cose sono cambiate: Bucky è diventato il nuovo Capitan America, lo S.H.I.E.L.D. è stato smantellato dal malvagio Norman Osborn (un tempo famoso nemico dell’Uomo Ragno nei panni di Goblin ma che ora, dopo gli eventi di Secret Invasion - l’invasione della Terra da parte degli alieni Skrull - è considerato un eroe) e Sharon si è trasferita nella casa di famiglia dei Carter, in Virginia, con Sam “Falcon” Wilson che si prende cura di lei. Quasi ogni notte Sharon ha un incubo ricorrente in cui rivede se stessa uccidere Steve Rogers, l’uomo che amava. A parte questo, le giornate trascorrono tranquillamente e Sharon inizia lentamente a recuperare alcuni frammenti di memoria. Dopo essere andata a trovare l’anziana zia Peggy (ora considerata tale, dopo una retcon operata dalla Marvel: in precedenza era sempre stata indicata come sorella di Sharon) ed essersi incontrata con un suo vecchio amico, il pacifista Dave Cox, Sharon nota una cicatrice sul proprio addome e improvvisamente recupera la memoria della sua gravidanza.

Tornato da Sharon dopo aver cercato informazioni che lo potessero condurre al Capitan America degli anni ’50 (ancora fuggitivo), Sam la trova in lacrime ed è costretto a raccontarle di come ha perso il bambino per colpa di Sin (la figlia del Teschio Rosso). Lentamente i dettagli della sua prigionia riaffiorano e Sharon rammenta anche di aver intravisto Steve Rogers nella macchina temporale che il Teschio Rosso aveva rubato al Dottor Destino e che conservava nella sua base. Sharon inizia quindi a credere che, forse, la sua non fosse un’allucinazione…

Il numero 50 della quinta serie di Captain America presentò una storia dedicata ad alcuni episodi del passato di James “Bucky” Barnes, sempre ad opera di Ed Brubaker e Luke Ross.

È il giorno del compleanno del nuovo Capitan America. Un normale giorno come tutti gli altri, nel quale l’eroe si trova a combattere contro dei nemici! In questa occasione viene attaccato dal gruppo estremista dei Cani da Guardia (già visti diverse volte in passato). Durante il combattimento, James ricorda come avesse festeggiato il suo sedicesimo, diciottesimo e ventesimo compleanno.

Nel 1941 il giovane e irrequieto Bucky si era trovato coinvolto in una rissa dopo essersi ubriacato in un locale. Portato in una cella a Camp Leigh per smaltire la sbronza, il suo superiore - vecchio amico del padre - decise allora di inviarlo in Inghilterra per due mesi di addestramento speciale. Poco dopo avrebbe conosciuto Steve Rogers.
Nel 1943 era invece in missione insieme agli Invasori nella Polonia occupata. Trovato rifugio in una locanda, Toro (la giovane “spalla” della Torcia Umana originale) aveva cercato di organizzargli una festa di compleanno a sorpresa. Il proposito dell’amico aveva fatto saltare la loro copertura e gli eroi erano stati attaccati dai nazisti.

Nel 1945, per finire, si trovava a Londra al fianco di Steve Rogers a interrogare una spia tedesca a pochi giorni dalla fine della guerra. Di lì a poco sarebbero accaduti la tragedia che avrebbe separato i due compagni e gli eventi che avrebbero trasformato Bucky nello spietato Soldato d’Inverno.

Esausto dopo la battaglia con i Cani da Guardia, James torna nel suo appartamento dove viene accolto dall’affetto e dal calore dei suoi amici Nuovi Vendicatori che hanno organizzato una festa a sorpresa in suo onore: il suo miglior compleanno di sempre!

A proposito di compleanni, per il suo 70º anniversario la Marvel decise di adottare una numerazione cosiddetta “assoluta” per le sue serie più longeve. Infatti, alcune collane nel corso degli anni erano ripartite più volte da un nuovo n. 1, come nel caso di Capitan America che aveva avuto ben cinque numerazioni diverse.

Orbene, la numerazione “assoluta” conteggia gli albi come se le passate rinumerazioni non ci fossero mai state. Nel caso della collana di Cap, in quel periodo il numero “tondo” più vicino era il 600, pertanto dal 50 della quinta serie si passò al 600 della prima serie. Sì, lo so che la cosa può sembrare un po’ complicata, ma neanche poi tanto…

E fu così che, nell’agosto 2009, non uscì Captain America Vol. 5 n. 51, bensì Captain America Vol. 1 n. 600. E, come tutti i numeri centenari, si trattò di un albo celebrativo contenente una storia extra-large di 40 pagine dal titolo Un anno dopo, sceneggiata da Ed Brubaker e disegnata da vari artisti (Jackson Guice, Howard Chaykin, Rafael Albuquerque, David Aja e Mitch Breitweiser), costituita a sua volta da varie storie brevi incentrate su personaggi diversi. Vediamole.

A un anno di distanza dalla morte di Capitan America (almeno secondo il trascorrere del tempo “relativo” della narrazione Marvel, mentre nel mondo “reale” erano passati due anni e mezzo), mentre i canali televisivi del paese rievocano quei tragici momenti, Sharon Carter ricorda un piccolo dettaglio non di poco conto: il volto dell’agente dello S.H.I.E.L.D. che, subito dopo l’omicidio, le aveva preso la pistola con la quale aveva ucciso Steve Rogers. Rintracciato l’uomo, a suo tempo controllato come lei dal dottor Faustus, Sharon recupera l’arma del delitto, scoprendo che non si tratta di una pistola normale ma che è composta da sofisticati elementi tecnologici.

Nel frattempo, mentre William Burnside, lo Steve Rogers degli anni ’50, riflette sulla sua vita e su un Paese che stenta a riconoscere, Rikki Barnes (una ragazza proveniente dalla Terra alternativa de La Rinascita degli Eroi laddove era la spalla di Capitan America) si imbatte in Patriot (il nipote di Isaiah Bradley conosciuto anche come il Capitan America afroamericano), con il quale finisce per stringere amicizia.

Mentre a Central Park si sta spontaneamente organizzando una veglia commemorativa per Capitan America senza l’approvazione delle istituzioni, in un carcere di massima sicurezza Crossbones riesce a fuggire momentaneamente dalla sua cella solo per raggiungere Sin, anche lei rinchiusa nella struttura.

Altrove, il Teschio Rosso, la cui coscienza è ora “prigioniera” in uno dei corpi robotici di Arnim Zola, ricorda i suoi combattimenti con Capitan America durante la Seconda Guerra Mondiale e rivela che egli non voleva soltanto ucciderlo, ma anche farlo soffrire.

Quella sera, Bucky e i Nuovi Vendicatori si recano a Central Park in abiti civili per rendere anch’essi omaggio a Steve Rogers, pronti a fuggire nel caso venissero riconosciuti da Norman Osborn e dai suoi Oscuri Vendicatori (dei quali è diventato il capo con l’identità di Iron Patriot); Osborn, però, si presenta sul palco affermando che il raduno è da considerarsi autorizzato e celebra Capitan America come un vero patriota. Mentre la folla esulta, Bucky e compagni vengono raggiunti da Sharon che dice loro che c’è ancora la possibilità di salvare Steve Rogers!

Il numero successivo, tuttavia, non andò a svelare qualcosa di più su questa enigmatica affermazione di Sharon Carter. Perché Captain America Vol. 1 n. 601 (pubblicato nel settembre 2009) contenne un one-shot di 40 pagine, sempre scritto da Brubaker, che vantava i disegni di un veterano della Marvel Comics: l’immaginifico Gene Colan. Grande e originalissimo, egli aveva dato un notevole contributo fra gli anni ’60 e ’70 alle serie di Daredevil, Avengers, Captain America e Dracula.

Con questo episodio, ambientato nel corso della Seconda Guerra Mondiale e nel quale Cap e Bucky si ritrovano a dover combattere contro dei soldati americani trasformati in vampiri, Colan si aggiudicò un Premio Eisner.

Questo fu l’ultimo numero di Capitan America uscito a conclusione del primo decennio del XXI secolo. Per leggere il n. 602 si dovette attendere il mese di marzo 2010 perché - nel frattempo - venne lanciata la miniserie Captain America: Reborn... cioè Capitan America: Rinato!

continua...

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Captain America è © Marvel Characters, Inc. Questo speciale è un’iniziativa indipendente di uBC Fumetti, non promossa dall’editore.Captain America © Marvel Characters, Inc. · iniziativa indipendente

Marco Corbetta

Fotoreporter zagoriano

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