Dall'11 aprile al 2 novembre 2025 (in precedenza fino al 19 ottobre, poi prolungata), il prestigioso Palazzo delle Papesse, situato nel centro storico di Siena a poca distanza dalla ben più famosa Piazza del Campo, ha ospitato la mostra "Hugo Pratt. Geografie immaginarie", prodotta da Opera Laboratori, curata da Patrizia Zanotti e Patrick Amsellem della società Cong che gestisce e promuove il patrimonio artistico di Pratt, e allestita dall'architetto Giovanni Mezzedimi.
Per i pochi (pochissimi) che non lo sapessero, Hugo Pratt è stato uno dei più importanti fumettisti a livello mondiale, ricordato principalmente per aver creato il personaggio di Corto Maltese, ma anche per aver realizzato celebri opere come Sgt. Kirk, Ticonderoga, Ernie Pike, Anna nella giungla, Wheeling, Gli Scorpioni del Deserto, Cato Zulù e molte altre, per lo più come autore unico ma, soprattutto all’inizio della sua carriera, affiancato da sceneggiatori tra cui l’altrettanto noto Héctor Germán Oesterheld (cfr. la biografia e bibliografia del maestro veneziano). Con il suo segno grafico e il genio, che dalla sua cultura riversava nella scrittura, Pratt ha saputo illustrare e dar vita a storie e personaggi che hanno fatto sognare e riflettere generazioni di lettori, il tutto all'insegna di una specifica esperienza, ricca di una moltitudine di emozioni da far vivere: l'avventura. Il risultato finale è qualcosa che lui stesso definiva letteratura disegnata, ovvero quando il fumetto, con i suoi strumenti che gli sono tipici, fa narrativa.
Sono ormai passati 30 anni da quando Pratt, il 20 agosto del 1995, si spegneva a Grandvaux, in Svizzera, e questa mostra celebra l'autore veneziano - nato a Rimini, cresciuto e vissuto a Venezia, ma in realtà cosmopolita - con un ricco allestimento: 300 opere originali tra tavole, disegni a china e acquerelli, oltre a materiali inediti, come schizzi, bozzetti e documenti personali, e pure sculture e oggetti in legno.
Il percorso espositivo conduce gli ospiti attraverso tutta la produzione artistica di Pratt: dagli esordi a Venezia sulle pagine della rivista "Asso di Picche" alle ultime tavole di Morgan disegnate nel 1995, passando, anzi navigando, per quei mondi, quelle ambientazioni e atmosfere che ha raccontato, dall’Africa coloniale all’Asia, dal Nord e Sud America all’Irlanda, dai lontani Mari del Sud fino alla sua Venezia.
Il visitatore, che entra a Palazzo delle Papesse dall’ampio portone che ne costituisce l’ingresso, non può che rimanere stupito nel ricevere il benvenuto da un’enorme statua di Corto Maltese. Questa è una replica di due statue in bronzo realizzate da Livio Benedetti e suo figlio Luc, ed esposte una a Grandvaux in Svizzera, dove Pratt è sepolto, e l’altra ad Angoulême in Francia, città famosa per il festival internazionale della Bande Dessinée. Una volta “ritirato” il saluto - e il biglietto - una prima rampa di scale dà la possibilità di avventurarsi nelle varie sale che si aprono ai piani superiori.
La mostra è allestita principalmente su due piani, con sale e spazi che raccolgono le opere di Hugo Pratt, organizzate secondo tematiche proposte dai curatori che rispecchiano la poetica dell'autore.
Al di là di Corto Maltese
La sala iniziale è dedicata alle prime opere del Maestro di Malamocco, da Asso di Picche a quelle del periodo argentino realizzate su testi di Oesterheld o da solo, come Ernie Pike, Ticonderoga e Anna nella giungla, fino a Gli Scorpioni del Deserto e Wheeling.
Dalle memorie africane dell’infanzia ai miti dei Mari del Sud, dalle brughiere del Nord America alle isole del Pacifico, ogni disegno è una tappa di un’esplorazione senza confini. Qui, vita e racconto si intrecciano fino a confondersi, perché – come amava ricordare Pratt citando Hermann Hesse – “gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra esistenza da svegli”.
Pop Art
Se Roy Lichtenstein e Andy Warhol si erano ispirati al mondo del fumetto per le loro opere, Pratt decide di utilizzare la grammatica dei loro lavori in alcune opere come Tango, racconto di Corto Maltese in cui alcune tavole sono composte da sequenze di vignette che frammentano il soggetto, come fossero piccoli quadri, restituendo così la forza al fumetto e riappropriandosi di quello che gli era stato estorto. Da tutto ciò nascono anche le sue serie serigrafiche, costituite da composizioni dai colori vivaci e decisi, a prima vista in disordine, come la sopracitata Tango, “Brrr! The British Winter’s Grenadiers” e quelle dedicate a Corto Maltese.
Cinema & Comics
Quando, all’età di 12 anni, Pratt legge "Terry e i pirati", fumetto di Milton Caniff, capisce che quello di fumettista - o fumettaro, come si autodefiniva - è il mestiere che vuole intraprendere per raccontare le storie che cominciano ad affacciarsi nella sua testa. E al grande disegnatore americano deve non solo la scelta del suo futuro, ma anche il suo stile grafico iniziale, dal tratto al dettaglio dei personaggi, fino alla composizione della tavola e della vignetta, tanto da citarlo direttamente anche in titoli successivi come Corte Sconta detta Arcana e Gli Scorpioni del Deserto.
Sia Pratt che Caniff, però, sono debitori anche di un altro mezzo con cui venivano narrate storie, ovvero quel cinema d’avventura che, insieme ai romanzi di questo genere, hanno tenuto loro compagnia. Film come Il risveglio della strega rossa con John Wayne da cui viene ripresa la prima apparizione di Corto Maltese crocifisso e abbandonato in mare, o Il trono nero con Burt Lancaster a cui si ispira per l’aspetto e i vestiti di Corto Maltese sono solo alcuni degli esempi di come il linguaggio cinematografico l’avesse così tanto affascinato.
Alle pareti di questa sala sono esposte tavole a fumetti di Milton Caniff, George Herriman (autore di Krazy Kat), Will Gould (Red Barry) e Clarence D. Russell (Pete the Tramp) alternate a quelle di Pratt, oltre a fotogrammi e locandine degli amati film, un filmato di Vincenzo Mollica sul fumettista, e bozzetti preparatori per far comprendere al visitatore come Hugo Pratt disegnasse fumetti con la stessa intensità con cui altri girano film.
Corto Maltese
Una sala più piccola e una seguente più grande ospitano i pezzi probabilmente più attesi dai visitatori, cioè quelli dedicati a Corto Maltese. Sul muro della saletta, una gigantografia in tutta la sua magnificenza ci fa intendere che quelle esposte sono tavole provenienti dalla prima celebre storia del marinaio, Una Ballata del Mare Salato risalente al 1967 e apparsa sulla rivista italiana "Sgt. Kirk".
Tra le tavole presenti, non può non esserci quella con la prima apparizione di Corto legato alle assi di legno e anche la penultima tavola della storia in cui si consuma il tanto profondo saluto tra lui e Pandora.
Non solo Mari del Sud ma anche Hong Kong, Buenos Aires, Russia, Irlanda, Africa e Venezia fanno da cornice alle storie che vedono protagonista il marinaio nato a Malta nel 1887 da una gitana di Gibilterra e un marinaio inglese, tra tavole originali e stupendi acquerelli.
Oceano Pacifico
Proseguendo nel percorso, si entra in una serie di sale dedicate a un personaggio silenzioso ma dominante nelle storie di Pratt: l’Oceano Pacifico. Quella che è la più vasta distesa d’acqua della Terra non solo è stato vissuta e narrata da grandi navigatori e scrittori, ma ha ospitato popoli delle isole che, con la loro cultura, hanno stregato lo stesso Pratt che li ha rappresentati in tavole di opere qui presenti come Capitan Cormorant del 1962, Una Ballata del Mare Salato e Avevo un appuntamento del 1994, un diario illustrato in cui Hugo Pratt intreccia acquerelli, ricordi e suggestioni letterarie per raccontare il suo viaggio reale e immaginario nell’Oceano Pacifico.
Accanto ai disegni di Pratt, tanti oggetti etnografici come maschere, scudi, armi e idoli autentici che rendono l’esperienza della mostra ancora più immersiva.
Connessioni letterarie
Come anticipato nella sezione del cinema, il romanzo d’avventura è stato per Pratt il cuore pulsante della sua narrazione, il primo motore che ha messo in azione gli ingranaggi della sua fantasia. Tra i tanti libri, quello che merita un posto d’onore è L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, ricevuto in dono dal padre quando il fumettista era un bambino. Questo autore fu per lui fondamentale al punto tale che, anni dopo, nel 1992, durante un viaggio nel Pacifico, visitò Apia nelle isole Samoa per rendere omaggio alla sua tomba. Oltre a questi, molti altri sono gli scrittori che hanno influenzato e stuzzicato la sua immaginazione, come Samuel Taylor Coleridge con La ballata del vecchio marinaio, Herman Melville con Moby Dick, Joseph Conrad con Cuore di Tenebra e William Somerset Maugham con il breve ma suggestivo romanzo Pioggia. Nelle tavole e illustrazioni presenti in questa sala vengono citati anche altri grandi autori come Lord Byron, Arthur Rimbaud, Antoine de Saint-Exupéry, Gabriele D'Annunzio, Jack London, John Dos Passos e Ernest Hemingway. Non ultimo, William Butler Yeats, poeta e drammaturgo irlandese tra i maggiori del Novecento, per il quale viaggiò fino al lago di Innisfree in Irlanda per dipingere la piccola isola in un acquerello imbevuto delle stesse acque cantate dall’autore nella famosa poesia The Lake Isle of Innisfree.
Geografie al femminile
Un’altra sala è dedicata ai personaggi femminili presenti nelle storie disegnate da Hugo Pratt: non semplici comparse stereotipate ma vere e proprie protagoniste dalla forte personalità, autonome, intense, seducenti e misteriose. Nelle opere esposte è possibile ammirare la forza di queste donne, fondamentali nella costruzione del mondo complesso e vibrante di Corto Maltese, senza le quali il marinaio sarebbe solo un eroe inquieto.
Dall’Irlanda al Brasile, dall’Argentina alla Cina, le donne di Pratt incarnano la passione per la libertà e la forza di chi sceglie di vivere secondo la propria verità, rappresentando così le vere avventuriere del Ventesimo secolo.
Multimedia e l'Odissea
"Hugo Pratt. Geografie immaginarie" è stata una mostra al passo coi tempi e non ha mancato di dedicare alcuni spazi a installazioni e scenografie digitali che trasformavano le pareti in scenari in movimento: immagini, suoni di mare, gabbiani, campane e musiche evocative accompagnano il visitatore in un percorso sensoriale. Nella prima sala, ben tre pareti su quattro erano occupate dalle tante immagini in movimento di Pratt stesso e delle sue opere, mentre la seconda simulava un pontile affacciato sull’Oceano. I filmati e le animazioni delle proiezioni multimediali rendevano immediato l’incontro con l’autore e i suoi personaggi, che non vivono solo sulla carta ma nella memoria di chi ama le storie.
L’ultimo ambiente che si apre al termine dell’esperienza multimediale è occupato dalle tavole originali dell’Odissea, riduzione su testo di Franco Basaglia, pubblicata nel 1963 sul Corriere dei Piccoli, a testimonianza che, prima di Corto Maltese, Pratt aveva già disegnato un marinaio, viaggiatore e avventuriero: Ulisse.
Accanto alle tavole che sul retro presentano la colorazione, compaiono anche i personaggi di Simbad e dei Giganti Burloni, da storie illustrate da Pratt e scritte da Mino Milani e Vezio Melegari, sempre per il Corriere dei Piccoli.
A concludere la visita, Palazzo delle Papesse regala scorci mozzafiato sulla città dalla terrazza al primo piano e dall'altana in cima all'edificio da cui si abbraccia la città di Siena con lo sguardo, mentre nella corte rinascimentale con pozzo — che richiama la suggestiva Corte Sconta di Venezia — si trova un punto ristoro dove riposare, immersi nell'atmosfera prattiana. In biglietteria, lo shop proponeva una ricca selezione di titoli di Hugo Pratt in italiano e francese, insieme al catalogo della mostra e a una ricca linea esclusiva di merchandising dedicata al suo marinaio più celebre. Laboratori, visite guidate e incontri animavano le sale del palazzo, rendendo l'esperienza ancora più coinvolgente. Non è la prima volta che Siena rende omaggio a Pratt: già nel 2005, con Periplo Immaginario a Santa Maria della Scala, la città aveva aperto le sue porte all'avventura.
Con "Hugo Pratt. Geografie immaginarie", tra le centinaia di opere esposte, proiezioni immersive e panorami urbani, il viaggio di Corto Maltese e delle tante storie narrate dal suo autore continua.



