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- Quelli che: "Signova mia: il fumetto, che ovvove!"
- Quelli che: "Noi, solo graphic-novelssss!"
- Quelli che: "Io (scemenze come) i manga manco morto!"
- Quelli che: "Guarda che io leggo manga (mica le fesserie da troglodita che ti leggi tu)!"
- Quelli che: "Le (ciofeche come le) storie dei supereroi te le leggi te!"
- Quelli che: "Il mio mondo in una tutina!"
- Quelli che: "Il bonellame te lo leggi tu, che tanto ti mangi tutto!"
- Quelli che: "Ma davvero c'è gente che fa fumetti oltre a Bonelli!?"
Quello del fumetto è un ben strano ambiente, a studiarlo dal di fuori; e molto probabilmente oggidì lo è più di quanto non fosse quaranta o cinquanta anni fa. Agli occhi del profano, è facile da immaginare, esso apparirà popolato da una fauna bizzarra di lettori, immersi in strane e puerili fantasie, oggi come oggi in larghissima parte adulti e stagionati, se non anziani tout court. Cinquant'anni fa eravamo giovani e fessi, per il mondo esterno, ora siamo vecchi e rincoglioniti.
Osservandolo dall'interno, ma distaccandosene per un momento, è forse anche più bizzarro. Non tanto perché noi fedeli siamo appunto sempre più anziani ma continuiamo a nutrirci di quei racconti che la vulgata mainstream vorrebbe fossero per bambini (invece chi non perde tempo con tali bambinate è capace che si bei dei programmi di pornografia gastronomica o stia incollato ai talk show dove gli ospiti sono chiamati a dare spettacolo scannandosi tra di loro), quanto perché quei fedeli, salvo i non moltissimi che amano il medium realmente in ogni sua forma o quasi (inter eos, ego) si dividono in genere per tribù: spesso esclusive, talvolta ferocemente esclusive, e nei loro contraltari. Abbiamo così gli adepti dei manga (che oggi sembrano contare il pubblico più giovane e numeroso, probabilmente ignaro dei classici del fumetto giapponese) e gli odiatori dei medesimi; i lettori di supereroi, magari suddivisi tra la chiesa Marvel e quella DC, e chi li schifa; i figlioli di mamma Bonelli, che paiono avviati sul viale dell'estinzione, e al cui interno si osserva la particolarissima sottospecie del lettore esclusivo di Tex, che non legge nulla al di fuori di Tex (e forse neppure sa che esiste altro oltre a Tex), e per converso chi non ne leggerebbe un albo neppure se ne andasse della vita. Nello Stivale sono probabilmente troppo pochi i lettori univoci di bédé, ma in compenso abbiamo recentemente sviluppato una categoria che, a mignolo sollevato, legge graphic-novels, ovvero fumetti che, dismessi gli abiti da lavoro pesante e tutti rimpannucciati, hanno cambiato nome per essere presentati in società: perché leggere fumetti può essere ancora disdicevole, ma se leggi graphic-novels sei intellettualmente audace, aperto alle novità della modernità. Spesso (molto spesso) i fumetti pubblicati con l'etichetta di graphic-novels sono bruttarelli anziché no - come fumetti e come storie in generale - ma questo è un altro discorso.
Per amore di discussione, ammettiamo ora che sia tra gli esterni al nostro mondo che tra i membri delle varie tribù vi sia qualcuno abbastanza di mente aperta da voler provare (davvero) a leggere fumetti, o a leggerne di lontani dai propri pascoli abituali. Cosa potremmo consigliare a questi coraggiosi illuminati? Proviamo a indicar loro dei percorsi introduttivi minimi, cercando di non traumatizzarli e anzi di incuriosirli e stimolarli affinché proseguano sulle proprie gambe.
Quelli che: "Signova mia: il fumetto, che ovvove!"
Un tempo erano Legione (ma eravamo Legione anche noi), oggi non saprei, forse sono di meno. Forse allora invece di un fumetto si leggevano Novella 2000 (o Cronaca Vera), oggi magari compulsano tutto Tik-Tok o passano il tempo a instagrammarsi anche qualche parte anatomica di minima nobiltà. Comunque sia, c'è un illuminato a cui dare consiglio: proviamo, immaginandolo di buone letture e visioni, ma evitando di spaventarlo con disegni troppo lontani dal realismo.
Berlin - Jason Lutes
Monumentale affresco sull'agonia della Germania di Weimar, è un ampio, profondo, articolato romanzo che offre al lettore molto più di una semplice finestra su un periodo storico tanto breve quanto fondamentale per il XX secolo: è un'immersione completa negli umori e pensieri di quel tempo, disegnato in un bianco e nero netto e chiaro, perfettamente narrativo e di grande efficacia comunicativa: un viaggio di conoscenza.
Moonshadow - J.M. DeMatteis, J.J.Muth
Una festa totale dei sensi e della mente; un viaggio lisergico nel caos pulsante della vita per quel che essa è: flusso incessante di fatti e di pensieri, per lo più incoerente, sempre incalzante. Disegni che paiono ricami di nuvole su tessuto di cielo, poi improvvisamente diventano arabeschi di sangue vivo, fenditure attraverso le quali stilla l'incubo, si insinuano l'ignoto, la paura, la morte.
La rivolta dei racchi / L'Agnone - Guido Buzzelli
La satira più raffinata e il disegno più grottesco come chiavi privilegiate di interpretazione della realtà e della società.
Due gemme che mostrano la genesi e i meccanismi del conflitto sociale, e la discesa nei recessi di sé, attraverso due racconti ricchi di simboli e caratterizzati da un disegno grottesco di straordinaria, scultorea fisicità.
Quelli che: "Noi, solo graphic-novelssss!"
Sono appena caduti dal pero, o forse cadono SEMPRE dal pero. Fatto sta che qualcuno ha detto loro che il/la graphic-novel fa tendenza; e pertanto: tendono. Magari hanno anche letto L'Eternauta, perché è stato presentato come il/la graphic-novel da cui è tratta la serie Netflix, e non come il capolavoro assoluto del fumetto (popolare) che è: e l'hanno trovato lento. Come sia, abbiamo anche qui un illuminato da consigliare (è uno che ha visto la serie Netflix, poi ha letto la grande opera di Oesterheld e Solano Lopez, che gli è piaciuta ben più della serie, e adesso è curioso).
Dracula - Robin Wood, Alberto Salinas
Difficile immaginare un autore più popolare di Wood, non fosse che per la quantità semplicemente sterminata delle opere prodotte, ma è anche difficile immaginare uno scrittore di fumetti, al suo meglio, maggiormente capace di far vibrare la mente, commuovere il cuore e sommuovere le viscere del lettore. Illustrato da un Salinas solenne, maestoso, al massimo delle sue capacità espressive, il dittico su Dracula (L'uomo e L'esule) è un romanzesco compendio biografico sul Dracula storico, una turgida drammaturgia, fatta di emozioni, sangue e violenza, degna della grande letteratura ottocentesca.
Io Topolino - Floyd Gottfredson & AA.VV.
Primo dei grandi cartonati Disney, pubblicato nel 1970, il corposo volume raccoglie alcune delle più belle storie del venerabile Topo disneyano pubblicate in origine sui quotidiani in formato striscia: quanto di più popolare si possa rinvenire.
Realizzati ormai tra più di settanta e più di novanta anni fa, ognuno dei racconti qui antologizzati unisce testi brillanti, perfetti, di avventura e perfino di riflessione sociale, e il disegno dinamico e ricco di espressività di uno dei più grandi maestri del fumetto. Topolino amico delle guardie? Ma fatemi il piacere, imparate cos'è il VERO Topolino.
Batman-Anno Uno - Frank Miller, David Mazzucchelli
Riscrittura in toni più cupi ed esasperati delle origini e delle prime esperienze del supereroe possibilmente più amato, letto e visto al cinema (almeno prima dell'invasione degli ultracorpi marvelliani), è un aspro e dolente romanzo di formazione immerso nella calce viva di un'ambientazione noir e hard boiled. I disegni eleganti di Mazzucchelli, a tratti remoti e sempre straordinariamente narrativi, conducono il lettore nelle pieghe più nascoste dell'anima dei personaggi e delle vicende che essi vivono.
Quelli che: "Io (scemenze come) i manga manco morto!"
Sono tra i più pervicaci guerrieri tribali del fumetto, in genere irriducibili a oltranza, vuoi perché non riescono a leggere al contrario (e qualche volta può anche essere davvero così) e vuoi perché appunto ti dicono che i manga sono fesserie (tutti, nessuno escluso, perché evidentemente in Giappone i lettori di fumetti non sono mica furbi come loro). Vuoi, infine, perché pensano che l'universo dei manga sia composto tutto di serie che durano centinaia di albi. Siamo comunque riusciti a trovare UN illuminato anche stavolta, proviamo dunque a proporgli dei manga. Brevi.
Allevare un cane e altri racconti - Jiro Taniguchi
Amato anche da chi al massimo si concede un'eccezione al suo rifiuto dei manga, Jiro Taniguchi disegna in modo chiaro, pulito, deliziosamente espressivo e leggero, trasportando il lettore dentro le atmosfere delle sue storie e gli incanti del narrare. I cinque racconti del volume affrontano con delicatezza e amore il rapporto tra gli esseri umani e i propri compagni canini e felini, e infine il più vasto rapporto tra l'uomo e l'ambiente naturale.
I doni di Edo / Le anime di Edo - Koichi Masahara
Due raccolte antologiche, minimali e sublimi al tempo stesso, che narrano semplici, banali fatti di vita quotidiana ambientati nella Edo (Tokyo) del periodo Tokugawa (1603-1868). La ricostruzione storica è mirabile, il disegno è calligrafico e illustra alla perfezione luoghi, personaggi, sensazioni, emozioni. Il bozzetto naturalistico che si fa arte.
Il diario della mia scomparsa - Hideo Azuma
La discesa all'inferno e la faticosa, frastagliata, imperfetta, insoddisfacente risalita dal medesimo di un grande mangaka, nel suo racconto autobiografico - incompiuto, ma chissenefrega - crudo e senza sconti. Il leggendario creatore di Pollon narra la sua vita da barbone, la dipendenza, la depressione. E lo fa con quel suo disegno totalmente umoristico, in un contrasto tra apparenza e contenuto che rende la sua cronaca ancora più drammatica.
Quelli che: "Guarda che io leggo manga (mica le fesserie da troglodita che ti leggi tu)!"
Speculari ai precedenti, sono altrettanto irriducibili, e se possibile ancora più ottusi, ritenendo di essere in possesso della Verità Rivelata sull'essenza del fumetto e di essere troppo intelligenti per mischiarsi a chi legge chissà quali ciarpami. Potrebbero non sapere chi fosse Osamu Tezuka, ma questo non li farebbe scendere dal piedistallo. Ammettendo che diversamente da quanto avvenuto a Sodoma sia possibile trovare un illuminato anche qui, proviamo a indirizzarlo fuori dal suo Sacro Recinto.
La redenzione del Samurai - Roberto Recchioni, Andrea Accardi
C'è tutto: la (iper)violenza lirica; la storia giapponese; la katana del Samurai; l'onore e la morte; i combattimenti belluini; il racconto estremizzato; rasoiate di dialoghi. E c'è un disegno dinamico, drammatico: interpretazione estetica privilegiata di un racconto dove l'estetica è sostanza quanto e più del contenuto narrativo. C'è davvero tutto. Soltanto: è Made in Italy. Perfetto per rompere il ghiaccio.
L'Incal - Alejandro Jodorowsky, Moebius
C'è di più: una storia complessa, ramificata, dove il comico si mischia sfrontatamente al conte philosophique, il misticismo sposa l'iperbole tecnologica, il gigantismo dei personaggi e dei fini si china fino a toccare terra nella trivialità giullaresca. Il tutto illustrato dal tratto aereo, ultraterreno e onirico di Moebius, capace nondimeno di mutarsi nel più perfetto veicolo di umorismo. Uno dei capolavori massimi del fumetto, al cui fascino non dovrebbero essere immuni neppure i fondamentalisti manga. Forse.
Il Dono di Eric - Lorenzo Bartoli, Massimo Carnevale
Struggente, commovente, lirico e delicato quanto intenso e drammatico, Il Dono di Eric è una storia di diversità che si fa, appunto, dono speciale: vivere come proprie tutte le emozioni altrui è una benedizione, ma soprattutto una maledizione. Il racconto bartoliano è profondo, violento, a tratti lacerante; Carnevale ne fa un capolavoro assoluto rivestendolo di un disegno che alla folgorante bellezza formale unisce un'efficacia narrativa quasi unica per disegni tanto ornati ed esteticamente fulgidi.
Quelli che: "Le (ciofeche come le) storie dei supereroi te le leggi te!"
I supereroi cinematografici fanno sicuramente male a quelli a fumetti, ma i ragazzi e le ragazze in calzamaglia non sono quelli che si vedono sul grande schermo; e sebbene molto spesso anche quelli d'inchiostro e cellulosa siano protagonisti di storie rivedibili (MOLTO rivedibili), in molte altre occasioni i loro autori hanno donato racconti formidabili al fumettoverso. Vediamo di consigliare bene il nostro solito illuminato.
La morte di Capitan Marvel - Jim Starlin
La malattia, la vecchiaia, la morte: questi i temi di uno dei racconti più intimi, densi e penetranti che abbiano al centro la figura di un supereroe. Alieno, per giunta. La vicenda di un superessere che si fa integralmente uomo, prova le più umane paure, si scopre debole e uguale a ogni altro essere vivente nell'ora della verità. Se il racconto, altrimenti trasfigurato, vi ricorda qualcosa, può essere che sia perché il fumetto è un linguaggio in grado di trasfigurare secondo le proprie regole l'essenza di ciò che siamo.
Superman - Pace in Terra - Paul Dini, Alex Ross
Alex Ross visualizza il Superman più alieno e umano al tempo stesso, il suo disegno incarna l'essenza stessa del figlio di Krypton che si è fatto figlio del nostro pianeta. Ancora una volta prende corpo la metafora del dio che si fa uomo, e scopre la sua finitezza e i suoi limiti. Ross scolpisce infatti l'epico testo, la straordinaria parabola elaborata da Paul Dini, che lancia Kal-el a testa bassa contro i mali veri del mondo, per fargli scoprire che il suo compito non è quello di risolverli in prima persona (anche perché non può farcela neppure lui).
Batman: Ego - Darwyn Cooke
Capolavoro postmoderno, graficamente e narrativamente, l'opera del mai abbastanza compianto autore canadese pone il più problematico e sofferto dei supereroi davanti a sé stesso, davanti alla responsabilità delle proprie azioni e dei riflessi che esse hanno sulle vite e la vita degli esseri umani, decostruendo i meccanismi narrativi del fumetto supereroistico e al contempo realizzando una storia squisitamente supereroistica. Lo stile di Cooke, il suo accurato e minuzioso mix di sintesi grafica e coloritura grottesca di personaggi, scenografie e scene dinamiche si rivela efficacissimo nel rendere le atmosfere dure e disilluse del racconto e nel far entrare il lettore nel vivo di uno dei più accurati ritratti psicologici del supereroe quintessenziale.
Quelli che: "Il mio mondo in una tutina!"
Un tempo erano senza dubbio molto più diffusi e oggi forse si avviano all'estinzione, ma è probabile che i lettori (semi)esclusivi di supereroi siano ancora tra noi. Siamo ormai affezionati al solito illuminato tra i filistei, per cui troviamo il modo di fargli leggere dell'altro.
Zorro - Alex Toth (Eric Freiwald, Robert Schaefer)
È in maschera ma non è un supereroe, anche se in fondo l'archetipo è quello e il personaggio ha senza meno rappresentato un riferimento di qualche tipo per il popolo delle calzamaglie; e le storie all'acqua di rose (di Freiwald e Schaefer), riprese dal vecchio telefilm Disney, sono quel che sono (anche se Toth ha provato a metterci qualche pezza). Ma è sul fronte grafico che il volume con i racconti realizzati da Alex Toth rappresenta un salutare shock per chi sia abituato al mainstream supereroistico e ai suoi disegni frequentemente assurdi e caotici: con il procedere delle storie il tratto di Toth si avvicina sempre più, fino a raggiungerlo, allo zenith della sua ricerca di sintesi, mostrando lo splendore assoluto del disegno di uno dei più grandi artisti della storia del fumetto.
V for Vendetta - Alan Moore, David Lloyd
Anche V è un personaggio in maschera, ma i toni sono tutt'altro che leggeri: tra i capolavori maggiori di Alan Moore, V for Vendetta mette in scena un futuro fortemente distopico, disperato, dove le strutture del Potere e il desiderio di libertà del Ribelle si confrontano senza quartiere, forse senza soluzione né via d'uscita.
Spassionata e dettagliata analisi sociologica non meno che antropologica, culturale e psicologica, l'opera è illustrata dai lividi, inesorabili disegni di Lloyd che rendono materialmente tangibile l'abisso evocato da Moore. Per scuotere certi lettori non può esservi di meglio.
Lo Sconosciuto - Magnus
Grottesco e insieme naturalistico, essenziale e maniacalmente accurato, il disegno di Magnus è l'architettura visuale necessaria e sufficiente della lunga saga di Unknow, mercenario senza nome, protagonista di vicende dure, adrenaliniche e di formidabile impatto. Realistico nelle trame, nelle ambientazioni, nei comportamenti e nella psicologia dei personaggi, offre al lettore uno dei fumetti d'azione più ricchi di fascino e artisticamente completi.
Quelli che: "Il bonellame te lo leggi tu, che tanto ti mangi tutto!"
Esistono; sono tra noi. Li abbiamo visti in precedenza sotto altre forme; qui pensano che un universo fumettistico con oltre ottant'anni di storia sia un unicum indistinto, e interamente ricondotto a una del tutto loro idea di necessaria dozzinalità. Pensano malissimo, se per pura ignoranza o peggio non ci interessa, ma siamo ovviamente disposti a sovvenire all'ormai abituale illuminato che volesse ravvedersi.
Caravan - Michele Medda & AA.VV.
È un po' lungo, perché comunque nasce come miniserie di dodici albi bonelliani standard, che si dipanano come un romanzo unitario, pur se scandito in episodi. Nella tradizione della migliore fantascienza distopica (e sociologica), assistiamo all'irrompere dell'ignoto e dell'inquietante nel più ordinario tessuto del quotidiano di un gruppo umano, osserviamo gli individui e il gruppo reagire alla pressione, all'imposizione e al controllo di un Potere anonimo, remoto e (non tanto) sofficemente brutale, fino a un finale aperto, apparentemente inconcluso, che ha disorientato molte anime candide, ma che rappresenta in modo limpido l'incertezza dei nostri tempi e, effettivamente, il disorientamento di noi tutti al cospetto di eventi ormai del tutto al di fuori delle nostre possibilità di controllo.
Giorno di gloria - Gino D'Antonio
Sessantesimo albo della Storia del West, è un'opera squisitamente popolare e al tempo stesso un racconto che non sfigura minimamente al confronto dell'epica classica.
Su uno degli eventi che ha generato alcuni dei canovacci più frequentati e abusati del genere (la battaglia del Little Big Horn), D'Antonio imbastisce una trama in misurato crescendo di emozioni e pathos, illustrata dai suoi magnifici disegni, che sono tra i migliori esempi possibili di dinamismo e "fumettosità" da indicare a un praticante, vera e propria messa in vita dell'azione sulle pagine statiche del fumetto.
Tex: Il grande intrigo - G.L. Bonelli, Erio Nicolò
Autentico romanzo dumasiano, nel senso più ampio e positivo del termine, il capolavoro del patriarca bonelliano è un racconto articolato, di grande complessità e dall'architettura narrativa elaboratissima e curata nei minimi dettagli, un manuale di scrittura (il manuale definitivo) sul titanismo dell'Eroe, e un'avventura tra le più avvincenti narrate dal nostro medium. Pur essendo parte integrante e fondamentale di una delle più lunghe saghe a fumetti, è perfettamente godibile come racconto a sé stante. Nicolò infonde vita reale ai personaggi e agli eventi con il suo disegno splendidamente classico, finemente espressivo e dinamicamente plastico, completando uno dei vertici dell'arte popolare italiana.
Quelli che: "Ma davvero c'è gente che fa fumetti oltre a Bonelli!?"
Stanno scomparendo, probabilmente tra qualche anno sopravvivrà ancora soltanto qualche membro della sottospecie a monocoltura texiana, ma sono (stati) una parte significativa della fauna fumettistica nostrana. Un disegno che sia pure solo marginalmente si allontani dal più canonico realismo è in grado di spaventarli, e con la morte o il naturale invecchiamento della maggior parte della vecchia guardia dei narratori di razza bonelliani sembrano diventati sempre meno in grado di comprendere racconti che non siano pieni di spiegazioni su spiegazioni di quanto già mostrato e raccontato più volte. Cercheremo pertanto di salvaguardare il nostro illuminato da shock culturali troppo intensi.
Diabolik-Il Re del Terrore: Il Remake - Alfredo Castelli & Mario Gomboli (da Angela Giussani), Giuseppe Palumbo & Sergio Zaniboni
Perfetto negativo dell'archetipo eroico bonelliano, Diabolik è tuttavia caratterizzato, nelle ovvie differenze, da un tipo di narrazione che può ben sposarsi con le abitudini del lettore bonelliano esclusivo. Gli autori operano un'amorevole riproposizione, aggiornata ai gusti più moderni in particolare sul versante grafico (la prima storia del super criminale presentava disegni obiettivamente MOLTO opinabili), del racconto da cui partì la lunghissima epopea del primo fumetto noir italiano: qui abbiamo, in purezza, lontanissimo dal degrado contemporaneo, quello spietato sociopatico che scosse, ai suoi esordi, lettori e pretori; e lo troviamo visualizzato al meglio, dai due artisti che nel tempo si sono accreditati come i suoi interpreti più accurati.
Superman: Mai più kryptonite - Dennis O'Neill, Curt Swan
La storia che aprì la Bronze Age del primo supereroe è ancora oggi, a più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione, una delle avventure più belle, profonde ed emozionanti del personaggio.
E uno dei migliori esempi possibili di racconto revisionista concepito con intelligenza e realizzato nel pieno rispetto delle caratteristiche del personaggio. Non fu particolarmente apprezzato al tempo, ma fu un lavoro seminale, come si usa dire, visualizzato al meglio da disegni di grande efficacia espressiva e resa narrativa semplicemente inappuntabile.
Io Paperino / Io Paperone - Carl Barks
Secondo e terzo dei grandi cartonati Disney pubblicati agli inizi degli anni '70, i due volumi propongono molte delle più belle storie dedicate da Barks ai suoi Paperi. L'universo barksiano è quanto di più completo il fumetto abbia dato riguardo alla condizione umana, alle nostre aspirazioni, alla lotta per la vita e contro le avversità; un corrispettivo novecentesco della balzachiana Comédie humaine, scandito nei tempi narrativi perfetti del disegno e del racconto del Maestro dei Maestri del fumetto. Questa edizione è senza dubbio ormai superata dalla pubblicazione dell'opera omnia barksiana nella Grande Dinastia dei Paperi; tuttavia, il fascino indubbio del formato e la natura di relativo riassunto dell'arte di Barks me la fanno preferire per l'occasione di introdurre il nostro illuminato alla multiforme, inesauribile vastità e complessità del mondo oltre i suoi orizzonti di partenza.
Qualche considerazione conclusiva. Le regole che mi sono imposto per il giochino prevedevano tre consigli per ciascuna tribù, per un totale di 24 titoli (26 considerando le doppiette di Barks e Buzzelli). Le storie consigliabili prodotte dal fumetto in ben più di un secolo di storia (quasi due, se per correttezza filologica partiamo da Rodolphe Töpffer) sono alcune migliaia, per cui rilevare l'assenza di Tizio o di Caio, della storia X o della storia Y non ha senso: mancano decine e decine di autori imprescindibili e varie centinaia di storie altrettanto imprescindibili, e l'enormemente macroscopica differenza di scala tra i numeri spiega di per sé ogni assenza. A puro titolo di esempio, tuttavia, l'assenza dell'Eternauta è voluta: è una delle storie che amo maggiormente, ha rappresentato il punto di svolta nella mia percezione del fumetto e nel mio approccio a esso, e l'avrei consigliato - come lo consiglio - non a qualcuno ma a tutti coloro che non l'abbiano letto, perché è uno dei capolavori della narrativa novecentesca, a prescindere dal medium, e una straordinaria testimonianza di amore per l'umanità migliore. Le stesse identiche considerazioni valgono per l'opera di Barks, che comunque ho inserito una volta, ma di cui consiglio la lettura a tutti coloro che non lo conoscano. L'assenza di Carlos Trillo, uno degli scrittori che amo di più, così come di Alberto Breccia, genio del disegno se mai ve ne fu uno, è invece più casuale: ho pensato di inserirli in più di un'occasione, ma il giochino prevedeva che i consigli fungessero da primo contatto, da introduzione a mondi narrativi ignoti o inusuali per i vari illuminati, e ogni volta ho finito per ritenere Carlos e Alberto più adatti a chi avesse già trovato soddisfazione nell'approccio iniziale. A maggior ragione ho fatto le stesse considerazioni per Andrea Pazienza.
Infine, la necessità di proporre delle storie unitarie che potessero essere lette da un inizio a una fine chiaramente individuati mi ha necessariamente condotto a escludere quasi del tutto quel patrimonio inestimabile rappresentato dalle strisce. Di nuovo a mero titolo di esempio, e senza intento di esaustività, intendo i ricchissimi universi narrativi di Little Nemo, di Krazy Kat, del Popeye di Segar, dei Peanuts, delle Sturmtruppen, di Calvin e Hobbes. Per tacere di chi seppe racchiudere interi romanzi di senso in una striscia, talvolta in una singola vignetta: il Maestro Quino. Se non li conoscete, leggeteli: in genere fanno sentire migliori di come si è.





