Recensione

"Gli equinozi" nei tempi imperfetti di Cyril Pedrosa

La ricerca umana di equilibrio tra luce e tenebre, tra esistenze incompiute e solitudini da lenire

di
Michele Tarzia
pubblicato
24.08.2025
lettura
4 minuti

Se il peso di un fumetto si potesse misurare con l'effettivo calcolo in chilogrammi, allora Gli equinozi di Cyril Pedrosa rappresenterebbe un caso a sé stante perché, letteralmente, parliamo di un volume davvero pesante.
Ora, direte voi, cosa importa del peso di un fumetto con una recensione?
Ebbene… tutto ha un senso, tutto ha un peso.

Leggere Gli equinozi non è semplicemente come prendersi un momento di pausa da una lunga giornata, bensì questa lettura necessita di un atto più importante, più prolungato. Bisogna trovare delle ore libere per godere dell’opera in questione. Per capirci, non è come prendere in mano un fumetto 'bonellide', che leggi anche sul divano sdraiato (paragone esclusivamente legato al formato, non me ne vogliate!): qui bisogna sedersi, poggiare il fumetto su un piano, sfogliarlo lentamente e continuare per oltre 300 pagine immersi nell’assoluta contemplazione delle storie. Spesso, anche con pagine intere di sceneggiatura che l'autore inserisce a conclusione di singole sessioni narrative.
Già questo basterebbe a dissuadere i più dalla lettura del fumetto, ma se amate addentrarvi nei meandri delle interconnessioni astrali dell’opera d’arte, ebbene continuate a seguirmi.

<<Pondus meum, amor meus>> (il mio peso è il mio amore), scriveva Sant'Agostino nelle Confessioni, definendo come l’amore si basa e si valuta sul peso e sulla sostanza dell’atto in sé. E questa locuzione penso sia calzante per definire il volume di Pedrosa.

Ma che cos’è un equinozio? Partiamo dal definire il significato della parola per aprirci una strada e introdurci nelle storie. 
In sintesi, l'equinozio rappresenta un momento di equilibrio tra luce e buio, un punto di svolta nel ciclo delle stagioni che influenza direttamente la durata delle nostre giornate. Ed è proprio questo concetto di equilibrio e di transizione ciò che l'autore ha scelto di esplorare a un livello più metaforico nel suo fumetto Gli equinozi.

Questo non è un volume che si legge con leggerezza; è un'esperienza. Come accennavo poco sopra, va preso del tempo, come un rituale, non semplicemente come una lettura.

Pubblicato nel 2015, quest'opera complessa e profondamente introspettiva si allontana dalle narrazioni più lineari a cui Pedrosa ci aveva abituato. Qui ci immergiamo in un labirinto di emozioni, di arte e di un significato, quasi fossimo alla ricerca di un “momento sublime" non richiesto.

Fin dalle prime pagine, è chiaro che Gli equinozi è un’incursione nei meandri dell'esistenza umana. Il fumetto intreccia le vite di quattro personaggi le cui vicende, pur separate, risuonano in un'armonia malinconica.
Quattro capitoli, quattro stagioni, quattro storie. Molti spunti, molteplici visioni e infinite stratificazioni mentali e concettuali che rappresentano l’idea alla base del fumetto - e vi assicur, che non si tratta di iperboli.
Abbiamo poi i protagonisti: Cassandre, un'artista tormentata; René, sopraffatto dalla solitudine; Krzysztof, alle prese con la malattia e la mortalità; e Léon, un giovane disegnatore che si rifugia nel suo mondo interiore. Ognuno di loro affronta una propria crisi esistenziale, una ricerca di senso che si dipana attraverso le quattro stagioni, utilizzate da Pedrosa come una metafora potentissima del ciclo della vita, della perdita e della rinascita.

La vera forza di questo fumetto risiede non solo nella profondità dei temi trattati – la depressione, la solitudine, la malattia, il ruolo catartico dell'arte – ma anche nella straordinaria maestria grafica di Pedrosa. Il suo stile è poliedrico e camaleontico: passa da tavole dettagliate e realistiche a vignette astratte e oniriche, capaci di catturare l'essenza stessa delle emozioni dei personaggi. L'uso del colore è altrettanto cruciale, con palette diverse per ogni stagione che non solo distinguono i capitoli, ma ne amplificano il tono emotivo. 
L'opera è un vero e proprio tributo alla potenza visiva che trascende la semplice narrazione e che dimostra appieno il potenziale espressivo del fumetto come forma d'arte.

Qui lo dico e qui lo nego: questo non è un fumetto per tutti!
La sua struttura frammentata e l'assenza di una trama tradizionale possono disorientare chi cerca una lettura immediata. Richiede pazienza e una certa predisposizione a immergersi in un flusso di coscienza visivo e narrativo. Tuttavia, per chi è disposto a lasciarsi guidare, Gli equinozi offre una ricompensa immensa: una riflessione toccante e profonda sulla condizione umana, sull'ineluttabilità del cambiamento e sulla capacità dell'arte di dare voce al nostro mondo interiore. È un fumetto che risuona a lungo dopo l'ultima pagina, un'opera che invita alla contemplazione e all'auto-riflessione.

Gli equinozi è un'opera d'arte complessa e affascinante, un'ulteriore prova del talento di Cyril Pedrosa e un fumetto che merita di essere scoperto e riscoperto. Se siete alla ricerca di una lettura che vi sfidi e vi commuova, questa è un'esperienza da non perdere.
E per concludere la locuzione Agostiniana aperta poco sopra, <<eo feror quocumque feror>> (esso mi porta dovunque mi porto).

: la storia
Gli equinozi
Autori
Cyril Pedrosa
Colore
a colori
Editore
Bao Publishing
Uscita
ottobre 2015
Pagine
336 pagine
Prezzo
33,00 €
Michele Tarzia

Vivo nell'ombra dei miei pensieri, ai margini della mia memoria

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