È il cambiamento climatico il pretesto narrativo che utilizzano Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza per introdurci in questa nuova avventura della collana mensile. A Garden City piove ininterrottamente da giorni, il Marigold è in piena, ha ormai superato il livello di guardia da diverse ore, gli argini crollano e non riescono a contenere il fiume. Le autorità raccomandano ai cittadini di non spostarsi in viaggio eccetto per questioni di emergenza. Un contesto già visto molto da vicino nel nostro Paese, devastato ogni stagione da eventi (un tempo) fuori dalla normalità.
Molte zone di Garden City sono interdette, tra cui il cimitero in cui il fiume è esondato e in cui si sono perse le tracce del custode, Jeff Gillis. Ciò però non frena i coniugi Garrett, che nonostante i divieti, si recano lo stesso a controllare lo stato del cimitero a séguito di una sorta di premonizione - avuta in sogno - di una sventura dietro l’angolo. Il motivo è semplice: il loro giovane e unico figlio, Richard, è lì sepolto. Ma al loro arrivo ciò che la coppia di anziani trova è uno scenario da brividi: alcune tombe sono state travolte dalla piena e le bare sono state divelte, alcune addirittura si sono aperte. Il problema è che del corpo di Richard non vi è alcuna traccia.
È su questa scomparsa che l’investigatore Leo Baxter va a chiedere una mano alla sua amica Julia. È un’indagine strana la loro: è stato il maltempo oppure, come sostengono i Garrett, qualcuno ha fatto sparire il corpo del figlio?
Nonostante i tentennamenti del Procuratore, l’indagine si mette in moto quando un secondo corpo risulta scomparso dal cimitero: quello del giovane Nelson Mendoza.
Fatte le dovute pratiche burocratiche per dare inizio ai rilievi, il Procuratore, insieme alla squadra dei medici legali con Tait, il sergente Keegan, Julia e Baxter scoprono che all’appello nel cimitero manca anche un terzo corpo: quello della giovane Frida Smith. Un dato è certo: le bare sono state manomesse.
Analogamente alla tragedia italiana di Camogli (citata espressamente nella storia durante una telefonata via web tra Julia ed Ettore), si scopre che alcune bare sono state divelte con qualche strumento meccanico e in una vi è un corpo differente rispetto al nome scritto sulla lapide: le ricerche confermano che si tratta del custode del cimitero, freddato da due colpi calibro 45.
Un’esecuzione in piena regola. Ecco che le domande iniziano a essere diverse: perché far sparire dalle loro bare i corpi di vittime giovani e sostituirne uno con quello del custode? E poi: a chi ha pestato i piedi il signor Gillis per essersi beccato due pallottole in testa?
L’intreccio è ben servito: le sparizioni di alcuni cadaveri seppelliti (una setta esoterica? Dei ladri di tombe?) e il delitto del custode del cimitero il cui corpo è stato infilato in una bara al posto di un altro scomparso.
Ecco che vediamo un giusto legame con il disegno di copertina di Lorenzo Bovo, alla sua prima prova sulla serie, che rimanda un po' allo stile degli albi dell’Indagatore dell’Incubo. Stavolta, a parere di chi scrive, la cover pur essendo ben fatta porta il lettore a porsi un normale quesito: che ci azzecca con Julia?
Saranno poi le indagini dei dati incrociati tra Gillis e certi personaggi del crimine ad indirizzare le indagini verso un primo ladro di tombe. Da qui si sale di livello, andando a coinvolgere addirittura la mafia. Ecco che ritorna una conoscenza di Julia che appartiene alla parte “grigia” di Garden City: “Big Bear” Drummond. Ancora una volta la dose di realismo condita da Berardi ci mostra come gli equilibri all’interno di una grande città sono tenuti in piedi da diverse parti in gioco, mafia compresa.
Il tutto è ben oliato da un disegno solido e particolarmente attento al dettaglio: Francesco Bonanno dà un’ennesima ottima prova del suo stile.
Tornando alla storia, sarà Tait a portare Julia sulla pista giusta: una sua vecchia conoscenza ai tempi degli studi, il dottor Dempster della clinica Saint Jacob, con il loro reparto di dissezione anatomica all’avanguardia, servizi estremamente efficienti come oftalmoplastica, odontoiatria, neurochirurgia, chirurgia facciale e plastica ecc. Insomma, va da sé la necessità della clinica del dottor Dempster per procurare ai praticanti cadaveri possibilmente giovani, deceduti in buona salute. Ed è in questo contesto che la clinica si appoggia addirittura alla mafia per ottenere “materia prima”. Ovviamente, tutto in barba al giuramento di Ippocrate.
In conclusione: una trama un po' piatta anche se saldamente improntata al realismo. A questo giro, uno degli elementi che non rende la storia di un livello eccelso è la mancanza totale di piani narrativi riguardanti la vita dei personaggi principali (Julia, Ettore, Webb ecc.) ad incastro con la trama principale.





