Approfondimento · Eroi Bonelli

La trasferta africana di Mister No

di
Massimo Cappelli
pubblicato
05.01.2022
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9 minuti

"...che ne direste se in futuro "proiettassi" Mister No in una serie di avventure africane?..." Con questa innocente domanda l'editore Sergio Bonelli inaugurava nel giugno del 1987, nel n.145, la nuova rubrica La Posta di Mister No, presente da quell'albo sulla collana dedicata al pilota nordamericano. Si trattava di un albo storico per numerosi motivi: iniziava la storia Venti di Guerra, in cui lo sceneggiatore esordiente Luigi Mignacco e il disegnatore Franco Bignotti raccontavano come al giovane Jerry Drake fosse stato attribuito il soprannome Mister No, in un'epica storia giovanile ambientata in Cina, prima ancora che gli Stati Uniti fossero implicati nella Seconda Guerra Mondiale.
In più lo stesso Sergio Bonelli svelava ufficialmente quello che definiva un segreto di Pulcinella, ossia di essere Guido Nolitta, il misterioso creatore del personaggio, oltre che di Zagor.

La proposta di trasferire gli scenari delle avventure di Mister No dal Sud America fu decisamente rivoluzionaria per una serie bonelliana di quei tempi - dato che solitamente non si prevedevano cambiamenti di status degli storici personaggi del fumetto italiano popolare, né tantomeno storie in stretta continuity - e fu spiegata con la voglia dell'editore/sceneggiatore di raccontare nelle sue storie, dopo l'Amazzonia, l'altra sua meta di viaggio preferita, il deserto del Sahara.
La risposta dei lettori a quel mini-referendum indetto fu quasi all'unanimità positiva: e dopo quasi due anni di preparativi, durante i quali il progetto originale delle storie si ampliò in maniera considerevole - passando dal semplice attraversamento del Sahara all'esplorazione dell'intero continente, con ambientazioni come il Kenya dei Mau-Mau o la foresta degli Uomini Leopardo - la Trasferta Africana poté partire con il n.167 dell'aprile 1989. Il ciclo durò trenta numeri (per dieci storie più un albo speciale) e si concluse con il ritorno in Amazzonia - come promesso inizialmente a tutti i lettori dallo stesso editore - nel n.196, proprio in tempo per festeggiare, ovviamente a colori, l'uscita del n.200.

Mister No n.168, copertina di Roberto Diso

La storia introduttiva è contenuta negli albi 167-169, Africa, per i testi di Nolitta (affiancato da Mignacco alla seconda storia sul personaggio) e gli eleganti disegni di Luca Dell’Uomo, alla prima prova con il personaggio.
La partenza dell'avventura è nei classici luoghi misternoiani, con il nostro in visita a Belem alle tre garotas, giusto in tempo per inimicarsi il solito prepotente di turno, un influente politico: ciò lo costringe a rifugiarsi su un cargo inaspettatamente diretto ad Abidjan in Costa d’Avorio, dove si trova coinvolto in una misteriosa vicenda basata su alcune maschere sacre degli indigeni Dan tra sedicenti collezionisti d'arte, affascinanti svampite e ricerche antropologiche. Una storia divertente in cui Mister No riesce a risolvere un giallo esotico, al termine della quale decide di rimanere in Africa, rifiutando un'offerta di lavoro di una guida del posto e ripromettendosi di andare in Kenya a trovare il suo antico commilitone Jimmy Collins.

Mister No n.172, pag.20, la Profezia

Con la seconda lunga avventura, Gli Uomini Leopardo nei nn.169-173, si alza decisamente il livello della narrazione, grazie alla bella storia realizzata da Alberto Ongaro ai testi e da Marco Bianchini ai disegni.
Lo scrittore Ongaro - che aveva iniziato a collaborare ai testi di Mister No solo l'anno precedente - riversa nella sceneggiatura tutta la sua esperienza giovanile di giornalista autore di reportage avventurosi. Dalla Costa D’Avorio Mister No si trasferisce nelle foreste del Camerun (dopo aver lasciato la bella Korè) passando attraverso la Nigeria, sfruttando un passaggio su di un camion e salvandosi da un disastro aereo insieme a M'Bara, veggente della tribù degli Ewondo, da troppi anni assoggettati ad un'altra tribù, i Fang.
Il pilota nordamericano si trova proprio in mezzo alle rivalità tribali del paese, protagonista di un'antica profezia, che prevedeva il suo arrivo in Africa, attirandosi l'inimicizia della setta degli Uomini Leopardo e sventando perfino un attentato al principe Yaoundè. La soluzione di tutti i misteri si trova però nell'astio coloniale tra francesi e tedeschi alla ricerca di un vecchio tesoro di guerra. Una storia composita, che passa dalle atmosfere magiche ad approfondimenti etnologici fino all'avventura più pura, dai toni drammatici.

Mister No n.175, pag.4, l'itinerario africano di Mister No

Meno riuscita l'avventura successiva, Il Cacciatore, nei numeri 173-175 (sempre scritta da Ongaro, per i disegni del veterano Bignotti), che sembra richiamare i toni noir dei film degli anni '50: Mister No, sempre partendo dal Cameroun, si ritrova a far da guida ai loschi coniugi statunitensi Mason, in Africa per ritrovare un misterioso trono d’oro degli Ashanti, dopo aver rapito un veggente degli indigeni Bamileke.
Una vicenda con numerosi cattivi, non tutti delineati benissimo, legata ad una faida familiare risalente a New York.

Decisamente più avvincente la storia successiva, composta dai nn.175-177, Kalahari, con Ongaro che completa il suo trittico africano, questa volta affiancato dai fratelli Di Vitto: sempre in Camerun Mister No conosce Pepè, armatore marittimo (straordinariamente somigliante a Jean Gabin), vessato da una società rivale di proprietà dei  crudelissimi fratelli Martin. Il destino del simpatico francese sembra legato alla consegna di un carico di bisarche a Kuke in Bechuanaland: a Mister No non resta che accompagnare il nuovo amico in un lungo viaggio - tra attacchi dei pirati e rapimenti dei boscimani - attraverso il Kalahari, fino ad arrivare ad un giacimento diamantifero, in un'avventura serrata e appassionante.

Mister No n.175, pag.39, Pepè/ Jean Gabin

Nei n.177-180, Nairobi Autostop, Nolitta è nuovamente affiancato da Mignacco ai testi - con i disegni di Roberto Diso - per raccontare come Mister No da Johannesburg grazie ad un passaggio aereo arrivi in Tanganika, sempre nel suo lungo viaggio di avvicinamento al Kenya e a Jimmy Collins.
Nel Parco del Serengeti il pilota può finalmente tornare a volare, collaborando con i guardia parco e con una famiglia di etologi svizzeri, cercando di bloccare il contrabbando di animali selvatici: si trova però coinvolto in una vera e propria rivolta dei Masai, gli orgogliosi indigeni allevatori del posto. Una storia molto bella, dai ritmi western e scanzonati, con una lunga introduzione tipicamente nolittiana, dal registro classicamente avventuroso grazie anche ai disegni dell'ottimo Diso.

Mister No n.181, copertina

Mau-Mau, nei numeri 180-184, è la storia centrale di tutta la trasferta africana, in cui finalmente Mister No riesce a ritrovare il suo antico compagno d'armi Jimmy Collins, ricavandone però un'enorme delusione. Il Kenya rappresentato nella storia realizzata magistralmente da Nolitta e Bignotti, coadiuvato per l'occasione dai fratelli Di Vitto, è difatti molto diverso dal paradiso terrestre che Collins descriveva a Mister No durante la prigionia in Birmania: ciò a causa della feroce ribellione all'ingiusto colonialismo inglese dei Mau Mau, capeggiati dagli indigeni Kikuyu. Una storia cruenta, con molte scene violente indimenticabili per la loro drammaticità: dall'uccisione di un innocuo comprimario svizzero alla sanguinosa iniziazione dei guerrieri ribelli, con Mister No che si finge un mercante d'armi per salvare il figlio del suo antico amico rapito dai guerriglieri. Jimmy Collins si rivelerà incapace di abbandonare il suo retaggio coloniale e questo scaverà un solco invalicabile tra i due antichi commilitoni.

Lo Speciale estivo n.5, Zulu!, realizzato dalla coppia di ferro Nolitta e Diso, si rivela una storia veramente speciale, al di fuori della continuity della serie. Mister No si trova in Sudafrica insieme alla sua amica Betty per visitare il cimitero di Isandhlwana, dove nel 1879 avvenne l'epocale scontro tra le tribù degli Zulu e le truppe inglesi, destinate ad essere sconfitte dalle forze indigene. La suggestione e il caldo giocano un brutto scherzo al povero Jerry che sogna di ritrovarsi in quella sanguinosa battaglia, circondato dai suoi amici brasiliani, ritrovandosi contro un redivivo generale Custer, simbolo di tutti i guerrafondai militaristi della storia dell'umanità.
Una storia onirica sorprendente con un messaggio pacifista evidente.

Mister No speciale 5, pag.137, il gen. Custer

La diga nel deserto: innanzitutto per l'autore dei testi, Alfredo Castelli, che non sceneggiava più Mister No ormai da parecchi anni. In questa occasione, coadiuvato ai disegni dal maestro Bignotti, realizza un'ottima storia mysteriosa, dal taglio drammatico, tra terroristi alla ricerca di una reliquia religiosa risalente all’Antico Egitto e scavi archeologici che si devono fermare di fronte alla costruzione di una diga: il tutto impreziosito da una svolta nel fantastico che si ricollega agli albi che uscivano nello stesso periodo su Martin Mystère, nei nn.104-106, Un Uomo Chiamato Mhosis, in un inconsueto crossover.

Il vertice narrativo dell'intero ciclo è sicuramente rappresentato dai nn.188-191, Sulle Piste del Sahara, realizzati da Nolitta e Diso: una delle storie più belle del personaggio. Mister No, ritrovatosi bloccato questa volta ad Agades in Niger, accetta di accompagnare una spedizione paleontologica alla caccia di dinosauri, per trovarsi in mezzo alla resa dei conti tra Tuareg e colonizzatori, con al centro un tesoro risalente alle prime lotte di indipendenza degli Uomini Blu.
Una splendida avventura come è splendida l'amicizia che si crea tra Mister No e El Khorer, il condottiero dei Tuareg, con l'alternarsi di momenti drammatici e comici e una rappresentazione di Mister No molto  verosimile. Splendidi sono anche i disegni di Diso che si ispira perfino alle fotografie scattate in quei luoghi dallo stesso Nolitta.

Sicuramente meno riuscito è l'episodio contenuto nei nn.191-193, I Legionari, nonostante la firma di Nolitta e Bignotti.
La vicenda è ambientata nel Sahara, tra le incisioni rupestri preistoriche dell'altopiano del Tassili e una tentata rivolta di un reparto della Legione Straniera, il cui mito viene rivisto forse questa volta in maniera troppo disincantata.

Il ciclo africano si conclude con il botto nei nn.193-196, Arriva Esse-Esse: i due autori della storia,  Mignacco e Bianchini, decidono di portare in Egitto il miglior amico di Mister No, Esse-Esse, che - rivelando sprazzi del suo passato di guerra - ha come obiettivo ritrovare un tesoro maledetto.
La vicenda tutta azione, molto ben illustrata da Bianchini (e interventi non accreditati di Mauro Laurenti), si conclude con Mister No che se ne ritorna in Brasile con un po’ di malinconia.

Mister No n.195, la copertina di R. Diso

Il ciclo africano risulta uno dei periodi migliori del personaggio, con storie quasi sempre all'altezza: aspetto legato anche alla novità del cambio di ambientazione, con numerosi spunti storici ed etnografici ben miscelati con le influenze letterarie e narrative più disparate.
È stato probabilmente, dal punto di vista editoriale, anche un momento di rilancio per il personaggio, a cui difatti venne dedicata nello stesso periodo anche la classica ristampa Tutto Mister No.
Fu però anche l'inizio della fine, con Bonelli/Nolitta che si allontanò in maniera quasi repentina dalla sua creatura prediletta, assorbito probabilmente dai suoi impegni come editore: da quel momento si limitò alla sceneggiatura di un paio di albi speciali. Mignacco divenne lo sceneggiatore di riferimento della serie e apportò un inizio di ammodernamento, con avventure per esempio decisamente più brevi e convulse, fino ad arrivare alla realizzazione del cosiddetto Nuovo Corso.
Il ringiovanimento riguarderà inoltre il cast dei disegnatori, anche a causa dalla prematura scomparsa di Franco Bignotti, avvenuta durante la pubblicazione della saga africana.

Le ricadute del ciclo africano furono assimilate anche nelle altre serie della casa editrice, con la dimostrazione che determinati cicli di episodi, in stretta continuity, fossero realizzabili; sulla falsariga del leggendaria Odissea Americana vissuta da Zagor nel 1972, quando girò l'America del Nord, isole comprese, per una ventina di albi in storie collegate, fino al Ritorno a Darkwood.
Negli anni successivi difatti verranno pubblicati: i Mysteri Italiani nella collana di Martin Mystère nel 1993, la Seconda Odissea di Zagor nel 1994 e  la Guerra Senza Tempo di Nathan Never  nel 1996. In definitiva, la Trasferta Africana di Mister No inaugurò un nuovo modo di proporre la grande avventura bonelliana.

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