Anteprima
Un nuovo quadrimestre con... Le Storie
16 tavole e 4 cover in anteprima
Recensione
Rinascita bonelliana
l'eredità dei grandi narratori bonelliani non è andata del tutto perduta
L'esordio di Luigi Simeoni, uno degli autori italiani contemporanei più interessanti, sulla collana Le Storie della Sergio Bonelli editore, rappresenta una vera e propria delusione. E questo nonostante la vicenda narrata riprenda alcuni personaggi e le ambientazioni del Romanzo a Fumetti Gli occhi e il buio, che, uscito nel 2007, e unitamente all'altro romanzo Stria del 2011, aveva fatto gridare al capolavoro per l'altissima qualità.
Le attese dei lettori erano dunque altissime per l'uscita di questo ottavo numero delle Storie (il primo oltretutto ambientato in Italia), collana che fino a questo momento aveva visto la pubblicazione di avventure tutte di alto livello, aspettative che sono andate fatalmente deluse, per svariati motivi.
Si assiste innanzitutto al ritorno del commissario De Vitalis, tenace poliziotto milanese di inizio '900, che negli Occhi e il Buio era riuscito grazie alla sua determinazione e al metodo scientifico d'indagine a porre fine ai delitti del Fante di Cuori, il pittore Simonini. In questo caso l'indagine che deve affrontare è completamente differente, dato che deve difendere la sua stessa famiglia da una minaccia soprannaturale, inaspettata e non in linea con il background del personaggio.
Da Gli occhi e il buio sono riprese atmosfere e personaggi. Ad accomunare le due storie è il fatto che non vi sia nessun colpo di scena: il colpevole è conosciuto fin dall'inizio, mentre però l'indagine poliziesca nel Romanzo a Fumetti costituiva il nucleo del racconto, appassionando durante la lettura, in questa occasione, tra eventi soprannaturali e l'intervento della medium, non riesce a catturare l'attenzione.
Tutta la vicenda viene narrata per contrasto, per esempio tra i metodi scientifici d'indagine della polizia, di cui De Vitalis è il massimo sostenitore, e la scoperta di un mondo soprannaturale, in un percorso in cui il commissario deve mettere in discussione i propri principi, ammettendo di non poter conoscere tutto.
Grazie alla sceneggiatura di Simeoni, la lettura della storia è fluida, aspetto che non è sufficiente però rispetto ad alcune incertezze anche nello sviluppo della vicenda, come le motivazioni dell'assassino, che uccide il giovane fratello della sua innamorata d'infanzia senza nessuna ragione plausibile. L'ambientazione storica della vicenda rimane fin troppo sullo sfondo, e funziona esclusivamente da cornice alla vicenda.
E' però soprattutto la svolta paranormale alla vicenda a stonare: il finale con lo scontro tra lo spirito del giardiniere e la medium sorprende negativamente, ma sono tutti gli episodi fantastici a non stare in piedi, troppo campati in aria, contrastando oltretutto con la precisione della messa in scena e della costruzione delle ambientazioni. I disegni sono eccellenti, e alcune tavole, come la tentata violenza sessuale su Ada, riescono ad impressionare durante la lettura.
A motivare la scarsa riuscita di questo albo è probabilmente il numero relativamente esiguo di pagine a disposizione di Simeoni per strutturare adeguatamente la vicenda, come era invece successo ai tempi del Romanzo a Fumetti. Siamo sicuri che sin dalla prossima uscita l'autore bresciano saprà riscattarsi, regalando nuovamente ai suoi tanti estimatori un nuovo capolavoro.
Amore nero, Le Storie n.8, di Luigi Simeoni, 114 pg. b/n, brossurato, Sergio Bonelli Editore, maggio 2013, € 3,50




