Dall'articolo "Fumetti mania sempre più intellettual-chic" di Goffredo Fofi su Panorama del 28/6/2007:
“Anche in Italia è finalmente riconosciuto come una nuova forma di espressione, a cavallo tra disegno e letteratura. Il graphic novel ha una storia con radici lontane (..) Il genere è ormai così maturo da poter dare molte lezioni agli scrittori. Di registi cinematografici ne ha influenzati a dozzine, da Quentin Tarantino a David Lynch, da Park Chan-wook a Tim Burton, ma si sa, il cinema è ormai un'arte elitaria e in decadenza, e il confronto va dunque fatto con gli scrittori, che sono generalmente più facili, veloci e superficiali, anche i più rinomati, rispetto agli autori del graphic novel. I quali cercano e sperimentano e battono le strade più diverse e faticano sulla pagina per arrivare a un nuovo e personale equilibrio tra le parole e le immagini infinitamente di più di quanto non avviene tra gli scrittori. la vitalità abbandona certe arti e si esprime meglio in altre, a seconda delle eopoche e delle loro più intime tensioni. Oggi il graphic novel è un arte di punta, forse la più rappresentativa del nostro tempo. (..) Due collane di graphic novel, entrambe destinate agli adolescenti, hanno visto la luce in Italia pochi giorni fa. La Bonelli lancia Romanzi a fumetti e come primo titolo presenta Dragonero. La De Agostini, invece, propone una collana in stile manga. Il primo titolo è Avril Lavigne, make 5 wishes in due volumi (..)”



