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Pacman editoria
ne resterà uno solo?!
Anno 34, anno 0. Si insiste sull’aggettivo "nuovo" alla conferenza stampa che presenta la prossima edizione del festival di Angoulème. Vediamo come...
Nuova “quipe, innanzitutto
Dopo lo scandalo e le lotte intestine che l’anno scorso hanno portato al licenziamento di Jean-Marc Thévenet, – Franck Bondoux il nuovo delegato generale.
Nuova location
E qui, nonostante tutti gli infiocchettamenti degli addetti stampa, cominciano i dolori. I presenti all’edizione 2006 si ricorderanno il caos del rinnovamento della zona Champ de Mars, che un tempo ospitava le tensostrutture coi principali editorié quello spazio “ oggi pronto come in effetti promesso dal sindaco lo scorso anno, ma non servir” agli stand delle case editrici. I
In giro per la rete
Angoulème
sito ufficiale della manifestazione (in francese e inglese)
Wikipedia: Angoulème
approfondimento sul festival (in francese)
visitatori di questa edizione vi troveranno l’Espace Decouvertes, comprendente ateliers, animazioni, incontri, il Pavillon Jeunes Talents, o ancora l’Espace Manga, con un’esposizione dedicata al tema dello sport nei fumetti giapponesi, ma sicuramente non gli autori e gli editori. Questo polo “ stato infatti spostato nella piana sotto la citt”, il site Montauzier: dall’H’tel de Ville, dove l’anno scorso era centrato l’ufficio stampa, è necessario proseguire fino allo sperduto CNBDI, e poi ancora oltre per un bel pezzo. Un servizio di navette gratuite è stato istituito, gli spostamenti sono garantiti come agevoli“ e in cambio del sacrificio di un tale spostamento quotidiano, su circa 12.000 metri quadri sono stati raggruppati tutti gli editori, dai pi” grandi agli indipendenti, associati allo spazio para-BD dei venditori di statuine e prodotti derivati, e al mercato dei diritti internazionali. Questo nuovo sito è stato definito ’la più grande biblioteca specializzata al mondo“, e il 16 gennaio si presentava cos”:
Nuove manifestazioni
Alcune, secondo Bondoux, destinate a diventare altrettante pietre miliari nella storia futura del festival. Vediamo le “minori”:
Wall Strip, un muro su cui autori e pubblico si ritroveranno quotidianamente intorno ad una strip di 3 vignette, che ognuno potrà vestire differentemente per creare la propria storia;
Drawing Meetings: fortemente voluto dal presidente Trondheim, si tratta dell’incontro fra il pubblico e un autore che porta una tavola su cui sta lavorando in quel momento per un nuovo libro;
Match d’improvvisazione: sul palco, invece che 2 “quipe di cantanti rap o di comici, si scontreranno Fran’ois Boucq ed un manipolo di autori, in uno show fra teatro e fumetto;
Concerts de dessins si arrichiranno della partecipazione di un nome culto in certi ambienti francesi: la cantante Brigitte Fontaine, compagna del musicista che ha inaugurato lo spettacolo 2 anni fa, Areski Belkacem, e che ha appena fatto uscire un nuovo disco ricco di richiami al fumetto, non fosse già che per il libretto interno, si produrrà in uno spettacolo il sabato sera accompagnata al tavolo da disegno da Blutch;
Infine, la 24h del fumetto: nonostante l’insistenza dell’’quipe sull’idea brillante avuta da Trondheim, gli italiani che ne hanno conosciute già varie edizioni sul suolo patrio resteranno un poè blasé, e altrettanto coloro che sanno che è un’invenzione americana di McCloud.
Il filo rosso di tutte queste attività sarà una più massiccia presenza live degli autori, un maggior lavoro in fieri, piuttosto che la semplice esposizione del fumetto finito.
E veniamo ora alla più grande novità, il fiore all’occhiello che dovrebbe proiettare il festival di Angoulème, se ancora ce n’era bisogno, sulla scena mondiale, ovvero làEsposizione Universale: nella piazza New York questa esposizione si incaricherà di presentare esperienze grafiche e narrative sconosciute in Francia, approfondendo quelle che si crede già di conoscere.
Ci saranno estratti della scena portoghese, cinese, sudafricana ma anche italiana: È stata annunciata come la “nuova carta del mondo attraverso il prisma del fumetto”. Il programma “ immenso e per portarlo a buon fine il festival si d” 4 sezioni da esporre in 4 anni, per terminare giusto giusto col 2010, all’esposizione universale di Shangai. Non a caso, il tema scelto, la città, è in consonanza col filo rosso della World Expo del 2010.
Nuova affiche
In metropolitana, all’inizio l’occhio scorre sul disegno minimalista di Trondheim prendendolo per la nuova pubblicità dei saldi di Carrefour. L’opinione pubblica è divisa, fra “fallimento” e “genio rivoluzionario”. Vistosi rifiutare una prima proposta dal CNBDI, troppo graffiante, Trondheim ha spinto fino all’estremo il suo spirito di contraddizione. Finite le belle locandine con omaggi plurimi e debordanti ai grandi del fumetto passato e presente, quella di Trondheim è estremamente stilizzata e grafica: una mano gialla sfonda la scenografia rosso tinta unita. "Che" Lewis. De gustibus...
Nuovo palmarès
La selezione ufficiale di 50 albi non “ pi” divisa in categorie: 44 albi, senza più alcuna distinzione di lingua, genere e data di pubblicazione, concorreranno tutti insieme a pari merito come Essentiels; il primo classificato si aggiudicherà il Prix du Meilleur Album; gli altri 6 libri concorreranno a parte per il Prix du Patrimoine.
Chiaro? Ok, da capo.
Dimenticate il premio della migliore opera prima, del miglior sceneggiatore, della migliore serie eccetera. Adesso manga, serie al primo numero o all’ultimo, opere prime, opere originali o tradotte, si ritrovano tutte insieme, e sono 44. 6 di questi otterranno un premio ex-aequo, e saranno riconosciuti Essentiels. 1 di questi 6 sarà dichiarato R’v’lation ma resterà ex-aequo. Questo R’v’lation ha il suo equivalente 2006 in Aya de Yopougon (Gallimard) di Abouet e Oubrerie, che l’anno scorso si chiamava Prix du Premier Album. Il migliore di tutti e 44 sarà il Premio del Miglior Album. Per fare il parallelo, l’altra volta fu il nostro Gipi con Appunti per una storia di guerra (Actes Sud).
Il premio del patrimonio, i cui candidati sono 6, resta a parte, e avrà il suo gemello nel 2007 di quello che fu l’edizione passata Locas dei fratelli Hernandez (Seuil). In tutto, 6+1+1=8 premi, come il totale solito. Ma diverso.
Se ci avete seguiti fin qui, vi interesserà sapere come mai questo cambiamento epocale. I più maligni in sala mormoravano “per copiare la Fnac”, lasciando intendere che lo scopo di tutto questo fosse semplicemente concentrare il lettore su pochi albi ben visibili, fissandoglieli in testa
“...la più grande novità sarà l’Esposizione Universale: nella piazza New York questa esposizione presenterà esperienze grafiche e narrative sconosciute in Francia, approfondendo quelle che si crede già di conoscere.”
affinché, al di là delle distinzioni dei gusti, sapesse cosa comprare. L’interpretazione non è completamente falsa: lo scopo ufficialmente dichiarato – “rendere ottimale la leggibilità al grande pubblico’ e ’assicurare una natura immediata della natura dei premi’... certo che è un bel minestrone!
Appena il brusio dei rimproveri e delle perplessità si è calmato, è dovuto ricominciare per le scelte. Già estremamente discusse da un paio d’anni, quando Joann Sfar lancioè una polemica accusando il festival di mancanza di accesso popolare, le scelte della selezione ufficiale fanno rabbrividire più d’uno ancora una volta. Basti dire che la metà dei titoli appartiene a case editrici indipendenti, piccole, una delle quali ha appena chiuso deponendo bilancio (L’An2 di Thierry Groensteen), un’altra era completamente sconosciuta (Employé du moi).
Il lato estremamente positivo “ che queste produzioni, soffocate nei grandi centri e introvabili nelle librerie, hanno infine una certa visibilit”.
L’Association, che quest’anno ha attraversato un periodo difficile, con la partenza di Sfar e del cofondatore Trondheim per dissidenza con la politica e la personalità (e la tendenza all’attacco volgare e indiscriminato forse?) di Jean-Christophe Menu, si candida con 4 titoli, di cui 3 produzioni originali, al pari di Cornelius, che peroè propone essenzialmente delle traduzioni. Soleil, completamente assente lo scorso anno, è in lizza con un libro del suo nuovo label Quadrant Solaire, diretto da Denis Bajram e dalla moglie, la sceneggiatrice Valérie Mangin. La palma di grande escluso dell’anno tocca stavolta ad Albin Michel, la cui situazione di difficoltà non “ pi” sconosciuta a nessuno: dopo la chiusura dellàEcho des Savanes e di molte testate BD prima ancora della loro uscita, non stupisce d’altronde che l’editore non sia presente al festival. Fra parentesi, non avranno il loro stand nemmeno Akileos, Bamboo, Ego comme X, e pare Les Humano’des.
Pacman editoria
ne resterà uno solo?!
Nuovo presidente
Il tono è stato dato fin dall’inizio caratterizzato da polemiche gratuite coi giornalisti, richiesta delle dimissioni del maggior finanziatore, Michel-Edouard Leclerc, dichiarazioni aggressive (ma spesso giustificate da una vera volontà di proteggere il lavoro degli autori, va detto). Insomma, Lewis come l’abbiamo sempre conosciuto. Per non smentirsi, invece di fare un’esposizione consacrata al suo lavoro, come di rito, Trondheim dichiara di voler prendere il giro il sistema classico e la consacra a 7 meraviglie del fumetto, distribuendola per la città come un gioco di piste. E a quelli che contestavano il suo statuto di presidente quando è anche direttore di collezione presso Delcourt, ribatte:
“Ho fatto un sacco di libri bellissimi quest’anno, ma per etica professionale non ne ho proposto nemmeno uno!”
E in effetti solo un titolo Shampooing è in lizza, Wizz & Buzz. Alla fine, Trondheim si è rivelato un presidente migliore di tanti altri: dopo l’annata Loisel, che dichiarava di non aver letto i libri candidati e di voler piuttosto votare i suoi amici, dopo l’insipido passaggio di Wolinski, Lewis come Zep ha attivamente partecipato all’organizzazione del festival e cercato di portare il suo tocco all’edizione a lui consacrata.
Nuove polemiche
Angoulème non – Angoulème se non si puoè fare una bella crisi di nervi a proposito di qualcosa. Eppure, quest’anno il rischio di veder finire male le cose è stato tale che, dopo la catastrofe e i retroscena economicamente squallidi dell’affaire Th’v’net, i pettegolezzi e le maldicenze sono scomparsi dalla stampa nazionale, per salvaguardare le possibilità del festival di continuare ad esistere.
L’organizzazione non è mai stata cosi caotica, gli assenti cosi numerosi, i finanziamenti cosi difficili da trovare, tutto il bel mondo parigino aspetta la nuova “quipe al varco con le zanne spalancate, eppure l’esplosione in Internet e sui giornali conosciuta 2 anni fa, quando una comunicazione di Sfar fu resa pubblica, non c’’ stata.
Certo, girano mail contestatrici di dubbio gusto, certo, Futuropolis è nell’occhio del ciclone e nonostante (o a causa di) i premi ricevuti è osteggiata da vari colleghi editori, ma fra il terremoto verificatosi in Media Participation (l’affaire Dupuis-Gendrot-Kennes), il gruppo Lagard’re che scombussola Albin Michel, il fallimento di Groensteen, il fagocitamento di un sacco di piccole etichette da parte di grandi compagnie e lo smembramento de L’Association, nessuno ha voglia di lavare i panni sporchi in pubblico dopo un anno cosi estenuante, e ci si concentra sul fatto che l’importante è che il festival, che tutto il mondo invidia, esista ancora.
Nuovo toto-vincitore
Dopo le follie del sabato sera angoumoisino, la domenica mattina del festival è consacrata alle elucubrazioni sul futuro vincitore del Grand Prix. Il voto della vostra inviata andrebbe questa volta a Joann Sfar: ieri entrando in un’edicola 4 magazines lo avevano in copertura, 2 all’interno... fate vobis, più mediatizzato di cosi si muore, è quest’anno o mai più.



