dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione

Un po' di sana competizione

Le eterne schermaglie d'amore di Diabolik ed Eva

pubblicato
13.05.2006
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  1. Le mille vite di un'icona sempreverde
  2. In giro per la rete
  3. Sempre uguale, sempre diverso

Le mille vite di un'icona sempreverde

Diabolik, icona del fumetto italiano tra le più importanti e determinanti per la sua storia, e tra le più longeve. Icona in buona salute, anche, a dispetto delle affermazioni che ’dopo 40 anni cosa si può dire ancora?“. Diabolik dice ancora, nel modo pi” semplice, ovvio e è soprattutto “ migliore per un fumetto seriale da edicola: raccontando storie che intrattengono piacevolmente. Talvolta queste storie sono buone, talaltra un po” meno buone: ’Un rifugio da salvare’, inedito di maggio di questo quarantacinquesimo anno dell’era diabolika è una storia del primo tipo.

In giro per la rete

Diabolik
il sito ufficiale

L’equipe Paolo Telloli/Tito Faraci (al soggetto)&Patricia Martinelli (alla sceneggiatura) confeziona un racconto doppiamente tipico per il personaggio, dove la trama portante - il classicissimo colpo alla malavita, complicato da non meno classiche vicende al di fuori del controllo di Diabolik, ma che la diabolika coppia supererà alla grande – è innervata dall’ancora una volta classico tema della “rivalit’’ tra Lui e Lei, nutrito dall’ansia di protezione di Lui che non rinuncerà mai a vedere nella sua complice di mille e mille imprese spericolate l’eterea silfide dalla sensualità casta e severa che i disegnatori hanno fissato nell’immaginario dei lettori, ma soprattutto, evidentemente, anche in quello di Diabolik, portandolo a credere che si tratti di una donna fragile ;-).

“Un innamorato ansioso e un'innamorata scalpitante”

Chi non dimentica mai che quell’apparente fragilità è solo una cortina di fumo con cui sopire le ansie del compagno – Lei, Lady Eva Kant, che da quarant’anni contende palmo a palmo al suo compagno non tanto il proscenio, quanto il suo pieno diritto di starvi, e con i gradi conquistati sul campo.

Sempre uguale, sempre diverso

Sarà al termine di questa vicenda, che intreccia con accortezza e ottima scelta dei tempi il piano architettato da Diabolik con la vicenda di un integerrimo magistrato donna nel mirino della malavita di Clerville, e che porterà il grande criminale e la sua eterna nemesi Ginko a sfiorarsi senza incontrarsi, sarà al termine di questa vicenda, si diceva, che Eva Kant sferrerà la sua zampata (vellutata, noblesse oblige) e darà a Lui una di quelle piccole, ricorrenti e sopra ogni cosa gustosissime lezioni di vita che dovrebbero ricordargli con chi ha a che fare, ogni mese, da più di quarant’anni.

Assertiva · Eva Kant, in tutta la sua "fragilità" :-) · (c) Astorina

Icona, Diabolik si nutre e si rafforza di questi meccanismi ripetitivi. Apparentemente ripetitivi non meno che effettivamente. Al di sotto e al di là della meccanica sempre uguale dei “colpi”, del continuo sfuggire alle grinfie di Ginko, al di là anche di questa innamoratissima competizione che Diabolik ed Eva sviluppano da decenni, “ il loro rapporto ad apparire sempre vivo dallo stesso tempo. Ancora amanti e innamorati senza mai annoiarsi a vicenda e senza mai diventare monotoni agli occhi del pubblico, perch” come accade in questo albo la loro storia si dipana attraverso episodi in cui emerge ora l’uno ora l’altra, ora entrambi, in una latente complicità competitiva sempre pronta a mutarsi in complice competitività. Episodi così simili tra loro, ma che ogni volta presentano quella minima diversità che aggiunge il sale dell’imprevisto (che si sa già come andrà a finire) alla confortante sicurezza della serialità a schema fisso.

“Il "segreto" di Diabolik “ nella sua mobile immutabilit”.”

È questa la forza del personaggio e la fortuna della testata, che dovrebbe probabilmente tornare a una ben maggiore rarefazione delle storie che rivelano dettagli del passato dei protagonisti, poiché spingersi troppo in là con tali rivelazioni o farlo con storie non completamente riuscite rischia di sminuire il carisma del “cattivo” più fascinoso del fumetto italiani, o, peggio, di appannarne il mistero.

Il trittico ai pennelli, Sergio Zaniboni/Giorgio Montorio/Luigi Merati disegna con eleganza e dinamismo, e con cura per la fisionomia dei personaggi.

Un rifugio da salvare - soggetto di Paolo Telloli e Tito Faraci, sceneggiatura di Patricia Martinelli; disegni di Sergio Zaniboni, Giorgio Montorio e Luigi Merati - Diabolik anno XLV n.5, edito 2006 da Astorina - prezzo “1,90.