E' da parecchio tempo che non scrivo piu' recensioni (oppure, piu' modestamente, pensieri sparsi su un fumetto). Ma "Dampyr" mi ha fatto uscire dal torpore in questo senso; e vedere l'ultimo numero, "Danza con la morte" recensito, mi ha stimolato a scrivere qualche riga. Qualche riga dedicata soprattutto alla figura del Condor: ammetto che, in tutti i fumetti che leggo, l'antagonista e' la figura che mi ha sempre colpito di piu', forse proprio per il fatto che, al contrario del protagonista, e' destinato, a breve o lungo termine, a sparire, quindi a mio parere merita un'analisi piu' approfondita, proprio per evitare che ci abbandoni anche nella memoria.
Il Condor si propone, forse, come il miglior antagonista nella serie di Harlan (certo, forse bisognerebbe attendere la trasferta sudamericana e vederne gli esiti, ma almeno per ora, qualche considerazione si puo' fare): finora, ogni maestro della notte, pur avendo interagito con la storia, lo ha fatto in modo forse distante, vuoi nel tempo, vuoi nei modi. O chi, lo ha fatto, lo ha fatto con "nobilta'", vedi Draka o Erlik Khan, o Amber. Oppure, e' talmente lontano dalle umane faccende da risultarne estraneo, vedi Nergal.
Il Condor, invece, ha scelto di interagire in un panorama politico vicino a noi, temporalmente e fisicamente (non parlo della distanza fra Europa e argentina, ma della distanza culturale che c'e'); e lo ha fatto in modo sottile, torbido. Trasformare un martire in un torturatore: cosa c'e' di peggio? In fin dei conti, molti maestri si limitano a trasformare in servi carogne (come disse Draka, "arruolo carogne", in senso letterale e metaforico), il Condor trasforma in sconforto la speranza e in vigliaccheria il coraggio.
Pochi cattivi, nella storia della Bonelli, sono stati cosi' efficaciemente caratterizzati in cosi' poche pagine; pochi cattivi hanno espresso in poche battute delle verita' scomode. In fin dei conti, il Condor e' forse il maestro, finora, che conosce meglio l'animo umano, e che lo sa pervertire meglio per i suoi scopi; meglio di Draka, figura lontana e un po' astratta.
Mi auguro solo che gli autori decidano di non porre fine alla sua esistenza troppo in fretta, e che riescano forse a trovare l'unica cosa che ancora mancava a Dampyr, ovvero un antagonista d'eccezione, dotato di solidita' nella caratterizzazione. Almeno, questo e' quel che spero io.



