Chosen di Mark Millar e Peter Gross (Edizioni BD - Alta Fedeltà) 76 pp. colori, Euro 9,00
La storia fa così: siete un teenager e un giorno vi morde un ragno radioattivo. Forse l'avete già sentita. Proviamo quest'altra: siete un teenager e un giorno vi cade addosso un liquido che vi rende ciechi ma amplifica gli altri sensi. Già sentita anche questa. Allora quest'altra: siete un teenager e un giorno scoprite di avere super-forza, super-udito e il potere del volo. Andata anche questa. Ma il buon Mark Millar ne ha trovata una libera: siete un dodicenne scazzato e volgare come qualunque altro e un giorno scoprite di essere Cristo. Proprio Lui. Tornato sulla Terra per gli Ultimi Giorni dell'umanità. Sapete ridare la vista ai ciechi, mondare i lebbrosi, resuscitare i morti. Ma siete sempre il dodicenne di cui sopra.
Blasfemia? Irriverenza? Ennesima furbata dell'ex portaborse di Grant Morrison dopo il mediocrissimo "Wanted" (da poco uscito in Italia per Panini Comics), che lo stesso Millar aveva propagandato come il nuovo "Watchmen"? Niente di tutto questo. Chosen è una mini in tre parti che funziona (e bene) se considerata per quel che è: un romanzo breve a fumetti con finale a sorpresa. Millar nelle ultime tre pagine ribalta l'intera costruzione precedente, lasciando il lettore sgomento e sinceramente divertito. E l'ultimissima tavola, a ben vedere, riporta di botto il lettore da un'elseworld qualunque all'America di oggi. Col dubbio di aver letto, chissà, un corrosivo pamphlet politico-sociale che dice parecchio sulle idee liberal dell'inglese, già noto agli italici lettori di comics per Authority e soprattutto per Ultimate X-Men e The Ultimates).
Checché ne pensino certi lettori (e certi autori, ahimé, anche nostrani) sempre a caccia dell'ultima irriverenza più "sconvolgente" del momento, storie come questa e altre dei bad guys made in Britain (Ennis, Ellis, Morrison per non far nomi) non sono da recuperare perché contengano chissà quale "novità" o sovversione. Sono da recuperare perché c'è un'idea, una sceneggiatura credibile, una logica interna coerente, un disegnatore che ci mette il suo (stavolta il bravo Peter Gross di "Lucifer", efficacissimo e colorato alla grande da Jeanne McGee). La ricetta di un fumetto dignitoso, insomma. Pagine a cui dedicare del tempo non certo perché sberleffano questa o quella istituzione, in anni in cui tutto è desacralizzato e deritualizzato. "Chosen" al più potrà indignare qualche baciapile con poca ironia o bacchettoni simil-Moige/Codacons (ma tanto di questi tempi non se li filano i fumetti, sono impegnati con il wrestling).
