Prosegue a saltelli, come promesso e premesso, il racconto delle Storie da Altrove. In questo albo ci ritroviamo indietro rispetto ai fatti narrati nel precedente, a circa venti anni dopo la creazione del gruppo di maghi/scienziati/agenti che anima la nostra mysteriosa base. Ritroviamo qui i protagonisti del primo episodio di Altrove, "Colui che dimora nelle tenebre" tranne "il povero Richard" (Benjamin Franklin) morto nel frattempo e che rivediamo solo in flashback.
Sembra, però, che i salti avanti e indietro nel tempo non facciano bene alla qualità delle storie narrate. Abbiamo qui, infatti, quello che (per chi scrive of course) è il più deludente episodio della saga altroviana. Intendiamoci, niente di illeggibile, ma certo niente di paragonabile agli episodi, ad esempio, con protagonista Sherlock Holmes o allo splendido "L'uomo che raccontava storie". E ci dispiace molto. Sembra quasi che, soltanto dopo sette numeri, Storie da Altrove sia stata colpita dalla "maledizione" che ha già colpito il suo padrino editoriale, quel Martin Mystère le cui avventure non riescono ormai più da tempo a suscitare entusiasmi.





