Testi
• Uno dei temi centrali di questo episodio è la Natura, anche grazie ad una rappresentazione maestosa che di essa da Goran Parlov. La Natura e gli alberi. Prevert ha scritto delle bellissime poesie sugli alberi. E John Ronald Reuel Tolkien con gli alberi ci parlava. Ma quando sono loro, gli alberi, a parlare con te, allora è il terrore. Il fatto è che la Natura non ha più per l’uomo bianco il valore che ha per l’uomo rosso. Lo spettro di Alce Fiero evoca gli spiriti degli animali della foresta e i boscaioli scappano.
• Questo numero è riuscito a metà: se da una parte abbiamo l’indubbio fascino della leggenda indiana, dall’altra i personaggi appaiono tutti piuttosto stereotipati: i boscaioli superstiziosi; il bastardo fine a se stesso (perché Torn è così stupido e cattivo?); il maggiore pavido e senza polso; il dottore giusto e buono; il nonno e il nipote... Sembra quasi che il motore di questa storia, il nucleo narrativo da cui tutto si sviluppa, sia ovviamente la leggenda indiana, ma che poi intorno a essa lo scenario sia un po’ tipico, un po’ solito. Stereotipato, appunto.
• A conferma di quanto appena affermato notiamo questo: Manfredi solitamente non evita le indicazioni di luogo, anche in forma di didascalia. Del resto, con i frequenti cambi di scena che egli adotta, spesso questo è fondamentale. Curiosamente, qui niente ci viene detto di dove si svolga la storia. Dakota? Montana? Mah. Da qualche parte, oltre l’arcobaleno...
• Del resto anche la sceneggiatura ha un inizio lento: insiste lungamente sull’incontro di Ned con i boscaioli, a cui poi egli racconta la leggenda. Rispetto ai ritmi soliti di MV la scena iniziale, pure essendo l’occasione per mostrare i metodi di lavoro dei boscaioli, risulta un po’ insistita. Rispetto ai ritmi di altri fumetti, vola.
• Concedeteci di farVi una confessione. Quasi un dietro le quinte. Un backstage. Sono uscite finora 66 storie di Magico Vento. Chi scrive ne ha recensite quasi 30, cioè poco meno della metà. E ancora crede di trovare spunti su cui sviluppare i suoi interventi critici... Però, lo confesso, quando ci sono le storie indiane lo spunto è più difficile da trovare. Me le godo, queste storie, me le succhio avidamente, ma parlarne, scriverne, recensirle, mi riesce più difficile. Hanno una tale compiutezza che piuttosto che al commento mi viene da lasciar spazio alla contemplazione. Posseggono spesso una loro saggezza, un loro messaggio, su cui, francamente, c’è poco da dire.
Goran Parlov
Disegni
I disegni di Parlov. Già abbiamo detto che dà una maestosa rappresentazione della Natura. Maestosa e pigra. Che formidabile binomio... Sì, ci sembra un po' pigra, questa prova del grande disegnatore: più sbrigativo, addirittura ripetitivo in alcuni volti (ad esempio quello di Ned a p. 7 e a p. 25, ultima vignetta in entrambi i casi), senza troppi compiacimenti. Ciò nonostante, nonostante cioè la pigrizia che sembra trasparire, la forza di alcune immagini è potentissima. Anche quando disegna con la mano sinistra, Parlov evoca.
Prima copertina di Corrado Mastantuono che evidenzia già pregi e difetti di questo suo inizio di attività (al momento in cui scriviamo abbiamo già visto le tre seguenti). Anche per un disegnatore versatile e abile come Mastantuono, disegnare copertine è un’attività il cui il tiro va continuamente aggiustato. Qui Magico Vento è in una posa statica e i raggi di luce che girano intorno all’albero dicono poco. In compenso la colorazione è stupenda, facendo risaltare a dovere le splendide ombreggiature.
Globale
Prima copertina di Corrado Mastantuono che evidenzia già pregi e difetti di questo suo inizio di attività (al momento in cui scriviamo abbiamo già visto le tre seguenti). Anche per un disegnatore versatile e abile come Mastantuono, disegnare copertine è un’attività il cui il tiro va continuamente aggiustato. Qui Magico Vento è in una posa statica e i raggi di luce che girano intorno all’albero dicono poco. In compenso la colorazione è stupenda, facendo risaltare a dovere le splendide ombreggiature.





