Disegni
Anche Roi pare stufo di disegnare questa storia. Intendiamoci, a noi Roi piace, e molto; tendiamo perciò a perdonargli anche tutti i leggeri difetti che gli conosciamo, tendiamo a perdonargli l’entusiasmo e l’irruenza con cui ogni tanto si lascia alle spalle le indicazioni di sceneggiatura per disegnare la tavola ad effetto che ha in mente. Questo rende i suoi disegni spesso spettacolari, anche se talvolta poco funzionali alla narrazione e, appunto, poco fedeli alla sceneggiatura, alle indicazioni dell’autore. Ma la sua tecnica del chiaroscuro, mutuata dal grande Dino Battaglia, il suo immaginario onirico, il suo senso della prospettiva grottesca, sbilenca, distorta, ce lo rendono affascinante.
Globale
Eppure questo numero che ci ha così poco soddisfatto è sicuramente il migliore degli ultimi usciti. E, incontentabili come siamo, ancora non ci basta. E allora forse sbagliamo noi. O forse no. Torna alla mente un tormentone, già noto: forse DD doveva chiudere con il numero cento. Forse ha già detto tutto quello che doveva dire. Il fantasma di Sandman ammicca.
Personaggio esaurito? Tematiche esauste? Serbatoio delle idee in riserva? Mah. Sinceramente crediamo che il personaggio non sia finito.
E non solo perché continua a vendere come nessun altro fumetto Bonelli, che questo potrebbe capitare anche sull’onda di un passato glorioso e di una moda che non è morta. Il personaggio ha ancora da dare perché fintanto che la vita di tutti i giorni resta questa, c’è sempre orrore da narrare. C’è sempre un mondo perfetto non così perfetto da descrivere. Forse bisognerebbe solo sentire un po’ più propri i contenuti di questa narrazione. Non manca il modo di narrare, mancano le cose da dire... E cosa deve fare il lettore, sperare che Sclavi torni a stare male per essere di nuovo grande? Che crudeltà. Ma lasciamolo felice, il nostro amato Tiziano. Ci devono essere, da qualche parte, altri autori, meglio se maniaci depressivi non ancora guariti, in grado di immolare se stessi sull’altare delle nostre feroci esigenze di mangiafumetti, affinché si possa compiere la nostra catarsi. O forse no. Forse non ci sono davvero più. E allora, se è così, anche per te, caro Dylan, emerge la pessimistica verità: era meglio morire da piccoli.





