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Un trio affiatato

pubblicato
10.04.2000
lettura
4 minuti
Copia anastatica dell’originale

Salve a tutti,

vi scrivo perché dopo 12 numeri, un anno esatto di pubblicazioni, penso sia arrivato il momento di tirare i primi bilanci anche per Jonathan Steele. Partita in sordina, con un'accoglienza di pubblico e di critica tutt'altro che entusiastica, la serie ha cominciato piano piano a ingranare, rivelando una serrata continuity, che per ora ci ha mostrato una minima parte dell'ampia saga che, secondo le rivelazioni dell'autore, si dovrebbe concludere soltanto con il futuro n.32.

Ritengo che il momento del miglioramento sia coinciso con l'ingresso dei personaggi di Jasmine e Myriam, che hanno saputo compensare da subito la (apparente) mancanza di carattere e carisma del biondo protagonista. Lo sviluppo dei rapporti tra i tre, in costante evoluzione, ha permesso inoltre di non fossilizzare i protagonisti all'interno di un clichè, ma di gestirli al meglio seguendo anche i loro umori momentanei, componente che porta un tocco di imprevedibilità, pur disorientando il lettore abituale, che non riesce a inquadrare i personaggi e tende a rimanere freddo.

Se è vero che la trama dell'ultima storia pubblicata (JS12) non è originale, è vero anche che Memola riesce a mischiare bene le carte e a sorprendere il lettore. Con un così tema abusato (uno dei protagonisti della serie si trova davanti alla realistica possibilità di dovere cambiare drasticamente vita [e naturalmente il lettore sa che questo non è possibile - secondo voi una bella ragazza come Jasmine può marcire nel deserto?]) l'abilità dell'autore sta tutta nel riuscire a riportare la situazione alla normalità in maniera originale. Memola si serve, per questo scopo, di un doppio colpo di scena, che si rivela molto efficace. Che Aliya fosse la nuova guardiana era forse più scontato, ma la vera identità dei demoni è una scelta assolutamente imprevedibile. Per il resto il soggetto è ben pensato, riuscendo a fare coincidere in una sola storia due temi importanti per la serie come il passato di Jasmine (e in parte anche quello di Jonathan)e l'evoluzione di Jonathan, che sta dirigendosi verso lo scontro finale attraverso una serie di albi di "allenamento e potenziamento" (questo lo si desume da ciò che dicono le Dee) come questo. Più in ombra Myriam, alla quale toccano più che altro i siparietti comici, ma ciò risulta comprensibile: questo albo è dedicato a Jasmine, che ultimamente era rimasta un po' defilata.

La sceneggiatura evidenzia soprattutto i rapporti tra i tre protagonisti. Nelle prime pagine siamo introdotti in un clima di tensione: Jasmine sta lentamente perdendo il suo lavoro e Myriam e Jonathan non riescono a portarle conforto. L'atmosfera è interrotta dall'apparizione di Nasu e dal conseguente scontro, al termine del quale inizia la vera e propria storia. Da questo punto in poi i due amici si rivelano essenziali nel supportare Jasmine, posta di fronte a dure prove da affrontare, come ad esempio la visione del corpo di sua zia Ayesha dilaniato dai corvi. Non manca il momento romantico in cui Jonathan sembra per un attimo vacillare, salvo poi essere riportato alla realtà dal gruppo di nomadi. Amicizia dunque, ma anche azione... per la seconda volta qualcosa fallisce nella collaudata tecnica di "spara, recita la formula e trasformati" approntata dal nostro trio. Questa volta a fare cilecca è proprio il libro di Jasmine, compensato però dalla straordinaria forza di volontà di Jonathan, che sta assumendo sempre di più i contorni del predestinato, e dalla potente magia di Myriam, capace di ribellarsi all'oppressione di Dahak. Ben tratteggiati anche i comprimari, in particolare il cugino e lo zio di Jasmine, mentre più stereotipata è la figura di Ayesha, troppo aderente al canone della strega misteriosa.

Mi è parso molto buono anche il versante disegni: attendevo con ansia il ritorno di Vercelli, ancora deluso dai disegni della sua prima prova sul n.1, e questa volta, grazie anche al valido contributo di Sergio Ponchione, posso dirmi ampiamente soddisfatto. Jonathan recupera la fisionomia che aveva caratterizzato le sue prime apparizioni, quella più equilibrata e armoniosa, soprattutto se confrontata alla pur buona interpretazione data al personaggio da Gianni Sedioli nei numeri immediatamente precedenti. Ritengo che nel complesso questa sia forse la migliore fra le storie uscite finora, ben calibrata e adatta a soddisfare sia gli amanti dell'azione che quelli dei personaggi in evoluzione: i miei complimenti all'autore.

RP
Riccardo Panichitutti i suoi articoli