dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Alla ricerca del tempo prestato

Dylan Dog n.132 “L'uomo che vende il tempo”

pubblicato
19.09.1997
lettura
2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto5/7
Sceneggiatura4/7
Disegni3/7
globale53%
in questa pagina · 3 sezioni
  1. Testi
  2. Disegni
  3. Globale

Testi

Idea valida ma un pò forzata quella di questo albo. L'"usuraio temporale" è una figura di grande effetto, come del resto interessante è l'espediente del prestito temporale.

Quello che non convince è la spiegazione poco ambigua delle (esagerate) capacità ipnotiche di Mastro Hora. Il potere che esercita sulle proprie vittime è troppo infallibile per risultare veritiero.

L'albo è disseminato di varie citazioni che hanno per oggetto il tempo, dal nome Mastro Hora che è il nome del guardiano del tempo nel romanzo "Momo" di Ende alla raffigurazione del quadro "Persistenza dellla memoria" di Dalì.

La sceneggiatura è senza infamia e senza lode con qualche sbavatura: perplessità sulla facilità con cui Dylan finisce in potere di Mastro Hora e sulla scena finale dell'albo con la tempestività troppo tempestiva di Dylan ad intervenire in salvataggio di Rosalind e con il sucidio abbastanza ingiustificato del "cattivo".

Disegni

Mai visti Dylan, Groucho & Bloch disegnati peggio. Il viso di Dylan è irriconoscibile per quanto si discosta dalla fisionomia classica che ha nella serie. Il viso allungato in modo grottesco e il taglio di capelli improbabile ne fanno quasi una caricatura di sè stesso. Groucho invece sembra un cartone animato, mentre Bloch un famoso comico barese...

A parte queste interpretazioni libere dei personaggi principali della serie, i secondari sono discretamente disegnati, ognuno con una identità abbastanza riconoscibile. Anche il tratto usato per Mastro Hora sembra esageratamente caricato così da farne uscire un viso quasi grottesco.

Anche dinamicamente i disegni lasciano molto a desiderare...

Peccato, perchè alcune tavole (pag.33 e pag.98) sono davvero dei piccoli capolavori, ma si perdono nel marasma generale dell'albo...

Globale

Bella copertina, anche se la posa di Dylan è più da "sbragato su di una panchina" che da ferito a morte. E poi la ferita è decisamente troppo vicina al cuore...

L'albo è probabilmente penalizzato oltremodo dai disegni non all'altezza che spesso indispettiscono il lettore distogliendo la sua attenzione dalla storia.

GF
Gianluigi Fiorillotutti i suoi articoli