dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Non aprite quella porta (se è calda)!

Zona X 24B “Il demone di fuoco”

pubblicato
25.06.1997
lettura
2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto4/7
Sceneggiatura4/7
Disegni5/7
globale52%
in questa pagina · 4 sezioni
  1. Soggetto · 4/7 — Livio Bolognesi Francesco Donato
  2. Sceneggiatura · 4/7 — Livio Bolognesi Francesco Donato
  3. Disegni · 5/7 — Fabrizio Russo
  4. Copertina · 2/3 — Giancarlo Alessandrini

Soggetto · 4/7 — Livio Bolognesi Francesco Donato

Se vi chiedete che cosa significhi il titolo di questa recensione, significa che avete letto l'episodio un po' distrattamente. Esso ha infatti il suo punto di forza nella spiegazione abbastanza dettagliata delle procedure seguite dai pompieri durante lo spegnimento degli incendi. In particolare, prima di aprire una porta, è bene toccare per sentire se è calda, e cioè se dietro di essa c'è o meno del fuoco.

L'interesse finisce qui, perché la storia in sé è abbastanza priva di colpi di scena ed il ritmo scorre assai poco freneticamente.

Sceneggiatura · 4/7 — Livio Bolognesi Francesco Donato

Il problema del ritmo narrativo inesistente si associa ad un mucchio di personaggi con poco spessore o comunque stereotipatissimi; a cominciare dall'eroe "figo", per continuare con la giornalista senza scrupoli, il piromane psicopatico, e per finire con le spudorate copie (pardon, si dice "citazioni") di Fox Moulder e Dana Scully.

E in effetti la spiegazione finale sembra tratta proprio da X-Files; non ve la riveliamo per non sciuparvi troppo il (dubbio) piacere della lettura, certo è però che si sarebbe potuto dare più risalto alla spiegazione, che alla fine passa quasi inosservata.

Disegni · 5/7 — Fabrizio Russo

Non ci siamo. Un deciso calo rispetto agli exploit di Russo con Robinson Hart. Può effettivamente darsi che questa storia sia stata realizzata prima (vista la rapidità con cui vengono pubblicati i "classici"), ma non è da escludere neppure una realizzazione eseguita un po' troppo in fretta. I toni sono giustamente cupi, ma si ha l'impressione che questo effetto non sia quello desiderato.

Copertina · 2/3 — Giancarlo Alessandrini

Nota: Non si riferisce a questa storia.

Overall

1/3

I "classici" sono ormai decisamente malridotti. Peccato; questo significa che non ci sono autori bonelliani in grado di raccogliere l'eredità di Castelli in termini di inventiva ed originalità (o, se ci sono, sono presi da altri progetti). Purtroppo tutto ciò che rimane dell'iniziale "libero spazio alla fantasia" sono soltanto delle storielle "di genere", che però ben raramente aggiungono qualcosa di nuovo a quanto già sia stato detto, scritto e immaginato.