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Soggetto · 5/7 — Antonio Serra
Una storia di genere poliziesco piuttosto intrigante e ben costruita. Tolte le parti più fantascientifiche, che non sono neanche poi tante, potrebbe essere un buon giallo convenzionale. Dopo le lunghe avventure su Atlantide e i Tecnodroidi, fa piacere leggere una storia realistica e con i piedi per terra!
Mi “ piaciuto il tocco "esotico" dato alla vicenda con l'ambientazione nella citt” di Bel Nakbar, un' affascinante fusione tra edifici avveniristici e classica architettura araba.
Purtroppo la storia ha anche un aspetto un po' debole, nel fatto che i colori ad olio siano venduti in un solo negozio di tutta City. Sarebbe stato più relistico se gli agenti Alfa avessero dovuto controllare più negozi, prima di trovare quello giusto.
Sceneggiatura · 5/7 — Stefano Piani Alberto Ostini
Buona anche la sceneggiatura, con dialoghi interessanti, anche se forse tirati un po' troppo per le lunghe, e calibrata alternanza fra scene d'azione e sequenze più riflessive. Mi è piaciuta in particolare le scena, molto realistica, in cui Sigmund illustra la catena di società, paragonate a delle Matrioske, e la scena in cui Nathan segue l'uomo di Skotos attraverso gli occhi del D.O.V.E.
Il voto poteva anche salire a 6/7, se gli autori avessero prestato più attenzione ad alcuni particolari.
i testi della prima tavola del fumetto non sono congruenti con la personalità di Kal Skotos: È mai possibile che quel gorilla tutto muscoli e niente cervello possa mettersi a comporre poesie?
non si capisce perché Jack O'Ryan si rifiuti di "oliare" il capitano Khayamm, quando c'’ di mezzo la vita di sua madre.
mi chiedo anche perché (a pag.49) Jack dice che il robot "spara maledettamente bene": secondo me sparava come un coscritto!
È del tutto assurdo l'espediente utilizzato da Nathan e Jack per entrare nella casa (a pag.105), generando un campo elettromagnetico della stessa frequenza di quello che circonda l'edificio (?!). Ennesimo esempio di fantascienza molto fanta e poco scienza.
La scena del baby-DOVE “ veramente demenziale, indegna anche del pi” assurdo film di James Bond. Dev'essere per questo che mi è piaciuta... ;-)
Disegni · 2/7 — Stefano Casini
Lo stile di Casini continua a non piacermi affatto. I volti dei personaggi sono quasi sempre deformi, con delle espressioni irrealistiche e caricaturali, e le figure intere sono spesso disegnate in pose innaturali (vedere ad esempio Nathan Never mentre corre a pag.51). Nathan, poi, è talmente magro da sembrare denutrito! Dov'’ finita la sua muscolatura da lottatore di Jeet Kune Doo? E perché Casini continua a disegnare in quel modo le vene sui muscoli dei personaggi, quando già alcuni lettori hanno manifestato il loro fastidio in proposito?
Il capitano Khayamm sembra somigliare molto a Groucho Marx, ma mi chiedo se questa somiglianza sia intenzionale oppure no.
Copertina · 1/3 — Claudio Villa
Decisamente mediocre. Anzitutto, ha poco senso: perché Nathan Never dovrebbe puntare la pistola contro Jack O'Ryan? Ma, soprattutto, vari particolari sono mal disegnati: il volto di Jack è diverso da quello che conoscevamo (con capelli e orecchie mostruosi, oltretutto); la pistola che impugna Nathan non è in linea con lo stile super-tecnologico usato da sempre per le armi degli agenti Alfa; per non parlare delle ombreggiature in tutto il disegno, che mi sembrano incoerenti: da quale direzione arriva la luce?
2/3
Sapendo che questo speciale doveva chiudere "la saga della famiglia Skotos", come preannunciato sul Giornale di Sergio Bonelli, mi aspettavo una sorta di telenovela. Fortunatamente, è stata una piacevole sorpresa. Nessuna sorpresa, invece, per i disegni: sgradevoli, come previsto.





